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Politica

Chi sono i ministri con portafoglio del governo Draghi?

Lo scorso fine settimana il governo guidato dall’ex presidente della BCE Mario Draghi ha giurato davanti al Presidente della Repubblica. Vediamo insieme chi sono i ministri con portafoglio del nuovo esecutivo.

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Sabato 13 febbraio il nuovo governo Draghi ha giurato davanti al Presidente della Repubblica entrando ufficialmente in carica. Ora il nuovo esecutivo chiederà la fiducia prima mercoledì al Senato e poi giovedì alla Camera. Il governo Draghi dovrebbe ottenere la fiducia con il più grande sostegno parlamentare della storia repubblicana. Questo grazie anche alla natura dello stesso esecutivo, composto da quasi tutti i partiti eccetto Fratelli d’Italia.

Il governo Draghi è infatti costituito da ben 15 politici su 23 ministri, ripartiti equamente tra i diversi partiti, a dispetto delle ipotesi iniziali che vedevano un esecutivo prevalentemente tecnico. Lunedì vi abbiamo quindi parlato di chi sono i ministri senza portafoglio scelti da Draghi, mentre oggi ci concentreremo sui profili dei ministri con portafoglio.

Ministro per gli affari esteri e per la cooperazione internazionale: Luigi Di Maio (M5S)

Nato a Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli, Di Maio ha 34 anni. Suo padre Antonio è un imprenditore edile e ha militato prima nel Movimento Sociale Italiano e poi in Alleanza Nazionale, mentre la madre Paola è un insegnante di lettere. Dopo aver conseguito il diploma di liceo classico, s’iscrive prima ad ingegneria informatica per poi decidere di cambiare corso e passare a giurisprudenza. Durante il suo percorso universitario Di Maio partecipa attivamente alla politica accademica diventando anche Presidente del Consiglio degli Studenti, ma decide in seguito di abbandonare gli studi per dedicarsi completamente all’attività politica intrapresa con il Movimento 5 Stelle.

Di Maio si avvicina infatti al movimento creato da Beppe Grillo nel 2007, fondando un gruppo nel comune di Pomigliano d’Arco. Dopo non essere stato eletto consigliere alle elezioni comunali del 2010, Di Maio riesce ad entrare in parlamento nelle elezioni politiche del 2013. Nello stesso anno viene eletto vicepresidente della Camera dei Deputati, diventando il più giovane della storia repubblicana a ricoprire tale carica.

In breve tempo Di Maio riesce a diventare uno dei maggiori esponenti del partito e nel settembre del 2017 diventa il leader del Movimento vincendo le primarie tenutesi sulla piattaforma Rousseau. Alle elezioni politiche del 2018 il Movimento 5 Stelle ottiene il 32% dei voti e forma un governo con la Lega dove Di Maio ricopre il ruolo di vicepresidente del consiglio e di Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. In seguito alla caduta del Governo Conte I, il Movimento 5 Stelle forma un governo con il Partito Democratico e Di Maio diventa Ministro per gli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale. Dopo aver lasciato il ruolo di leader del Movimento nel gennaio del 2020, nel febbraio del 2021 a seguito della caduta del Governo Conte II si dimette dal suo incarico di ministro per poi venir riconfermato dal nascente governo Draghi.

Ministra dell’Interno: Luciana Lamorgese (tecnica)

Luciana Lamorgese ha 67 anni ed è nata a Potenza, in Basilicata. Finito il liceo classico si laurea con lode in giurisprudenza, e viene nominata viceprefetto a Varese. Dal 2010 al 2013 ricopre invece il ruolo di prefetto a Venezia, e nel 2017 viene nominata prefetto di Milano dall’allora ministro dell’interno Minniti. Nel 2018 viene poi nominata Consigliere di Stato dal Governo Conte I.

A seguito della nascita del Governo Conte II nell’estate del 2019, Luciana Lamorgese viene nominata Ministra dell’Interno. Prima di assumere questo nuovo incarico Lamorgese non aveva mai partecipato attivamente alla vita politica del paese, ed era conosciuta principalmente per le sue idee favorevoli ad una politica di accoglienza migratoria, in discontinuità quindi con il suo predecessore Matteo Salvini. Infine il 13 febbraio del 2020 viene confermata come Ministra dell’Interno nel nuovo governo Draghi.

Ministra della Giustizia: Marta Cartabia (tecnica)

Nata a San Giorgio su Legnano in provincia di Milano, Marta Cartabia ha 57 anni. Laureatasi con lode in giurisprudenza nel 1987, ha poi intrapreso la carriera accademica all’estero, specialmente negli Stati Uniti dove si è fatta notare per la sua attività di ricerca. Tornata in Italia ha assunto il ruolo di ricercatrice di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, abbinandolo al compito di assistente di studio presso la Corte Costituzionale. Dal 1999 al 2011 ha insegnato prima istituzioni di diritto pubblico in diverse università italiane ed estere, e poi diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Nel 2011 viene nominata giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e nel 2019 viene eletta presidente della Corte Costituzionale con l’unanimità dei voti, risultando così la prima donna a ricoprire tale carica. Nel 2020 al cessare del suo incarico riprende la cattedra di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il 13 Febbraio 2021 diventa Ministra della Giustizia nel nuovo governo Draghi.

E’ conosciuta per essere molto cattolica e vicina al movimento Comunione e Liberazione, avendo poi più volte espresso la sua contrarietà all’aborto, all’eutanasia e ai matrimoni omosessuali.

Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (PD)

Nato a Lodi in Lombardia, Lorenzo Guerini ha 54 anni. Nonostante suo padre fosse un sostenitore del Partito Comunista, comincia fin da giovane ad avvicinarsi alla Democrazia Cristiana, con cui all’inizio degli anni novanta viene eletto due volte come consigliere comunale di Lodi. Alla dissoluzione della Democrazia Cristiana nel 1994, diventa un coordinatore locale del neonato Partito Popolare Italiano.

Dal 1995 al 2004 ricopre l’incarico di Presidente della Provincia di Lodi, riuscendo a farsi eleggere due volte grazie al sostegno di una coalizione di centro-sinistra. Nel 2002 a seguito dello scioglimento del Partito Popolare Italiano aderisce alla Margherita. Nel 2005 viene eletto sindaco di Lodi sempre con il sostegno del centro-sinistra e nel 2007 entra a far parte del Partito Democratico. Nel 2010 viene rieletto nuovamente a sindaco di Lodi, risultando uno dei sindaci più amati e popolari d’Italia. Guerini tuttavia decide di dimettersi nel 2012 per correre alle elezioni politiche del 2013 dove viene eletto alla Camera dei Deputati.

In questi anni Guerini riesce a farsi strada tra la dirigenza del Partito Democratico, riuscendo a ricoprire i ruoli di vicesegretario e coordinatore nazionale. Alle elezioni politiche del 2018 viene rieletto alla Camera dei Deputati e viene nominato presidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).

Nell’estate del 2019 con la nascita del Governo Conte II diventa Ministro della Difesa, ruolo in cui viene riconfermato il 13 febbraio 2021 dal governo Draghi.

Ministro dell’Economia e delle Finanze: Daniele Franco (tecnico)

Nato a Trichiana in provincia di Belluno, Daniele Franco ha 67 anni. Dopo essersi laureato in scienze politiche all’Università di Padova, consegue un master specialistico all’Università di York, in Gran Bretagna. Finiti gli studi entra in Banca d’Italia nel 1979.

Dal 1994 al 1997 è stato un consigliere economico presso la Commissione Europea, per poi tornare in Banca d’Italia come direttore della Finanza Pubblica. Dal 2013 al 2019 è stato Ragioniere Generale dello stato, per poi diventare nel 2019 vicedirettore della Banca d’Italia. L’anno dopo viene promosso a direttore generale della Banca d’Italia e il 13 febbraio 2021 viene nominato Ministro dell’Economia e delle Finanze nel nuovo governo Draghi.

Ministro dello Sviluppo Economico: Giancarlo Giorgetti (Lega)

Nato a Cazzago Brabbia in provincia di Varese, Giancarlo Giorgetti ha 56 anni. Dopo essersi laureato in economia aziendale diventa un commercialista. Cresciuto nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, si avvicina alla Lega Nord con cui diventa deputato nel 1996, incarico che conserverà fino ad oggi. Dal 1995 al 2004 Giorgetti ricopre anche la carica di sindaco di Cazzago Brabbia e nel 2001 si contraddistingue come il principale autore della legge sulla procreazione assistita.

Nel 2011 in quanto presidente della commissione bilancio della Camera aiuta a scrivere la legge di pareggio di bilancio del Governo Monti. Giorgetti sarà poi relatore della manovra economica del 2011. Nel 2018 ricopre la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), allo sport, al programma di governo e alle politiche spaziali ed aerospaziali. Il 13 febbraio 2021 giura come Ministro dello Sviluppo Economico nel nuovo governo Draghi.

Giorgetti è considerato uno degli esponenti più liberali e moderati della Lega.

Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali: Stefano Patuanelli (M5S)

Nato a Trieste, Stefano Patuanelli ha 46 anni. Dopo essersi laureato in ingegneria edile si è avvicinato al Movimento 5 Stelle fondando e dirigendo il gruppo del partito a Trieste. Dal 2011 al 2016 ricopre il ruolo di consigliere comunale proprio nel comune di Trieste, per poi venir eletto senatore alle elezioni politiche del 2018, diventando capogruppo del partito al Senato.

Con la nascita del Governo Conte II, Patuanelli viene nominato Ministro dello Sviluppo Economico, per poi passare nel 2021 alla guida del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali nel governo guidato da Mario Draghi.

Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Roberto Cingolani (tecnico)

Nato a Milano, Roberto Cingolani ha 59 anni. Si è laureato in fisica nel 1985, per poi conseguire un dottorato nel 1990 alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1991 al 2005 ottiene l’incarico di ricercatore e professore di fisica presso l’Università del Salento, tenendo anche diverse lezioni in Giappone e negli Stati Uniti.

Dal 2005 è direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e nel 2015 gli viene conferito il Premio Roma per la Scienza grazie al suo straordinario lavoro di ricercatore scientifico. Nel 2019 viene nominato Chief Technology and Innovation Officer della società del settore difesa e aerospazio Leonardo, ed infine il 13 febbraio 2021 viene nominato Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel nuovo governo Draghi.

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Enrico Giovannini (tecnico)

Nato a Roma, Enrico Giovannini ha 63 anni. Si è laureato nel 1981 in Economia e Commercio e nel 1982 ha assunto il ruolo di ricercatore presso l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). Dopo una breve parentesi nell’ISCO (Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura), Giovannini ritorna all’ISTAT dove inizia a far carriera diventando direttore del dipartimento delle statistiche economiche. Dal 2001 al 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate presso l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), riuscendo a rinnovare profondamente il sistema statistico dell’organizzazione e aprendo collaborazioni con le diverse istituzioni internazionali, come l’ONU o l’Unione Europea.

Dal 2002 intraprende anche la carriera di professore di statistica economica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e dal 2009 al 2013 assume il ruolo di presidente dell’ISTAT, riuscendo a rinnovarlo e a posizionarlo tra i migliori istituti statistici al mondo. Nel 2013 viene poi nominato Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Letta, carica che occuperà per circa un anno, e nel 2014 viene insignito del titolo di “Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica”.

Infine il 13 febbraio 2021 giura come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel nuovo governo Draghi.

Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Andrea Orlando (PD)

Nato a La Spezia in Liguria, Andrea Orlando ha 52 anni. Dopo essersi diplomato al liceo scientifico, Orlando inizia fin da giovane ad approcciarsi al mondo politico con il Partito Comunista Italiano. Nel 1989 diventa segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana, e nel 1990 viene eletto per la prima volta nel consiglio comunale di La Spezia.

In seguito allo scioglimento del PCI, Orlando aderisce al Partito Democratico della Sinistra, con cui viene rieletto consigliere comunale, assumendo anche la carica di segretario locale del partito. Dopo alcuni anni da assessore e segretario provinciale e regionale del partito, nel 2003 entra nella direzione nazionale chiamato dall’allora leader dei democratici Piero Fassino. Alle elezioni politiche del 2006 viene poi eletto alla Camera dei Deputati, ruolo che manterrà fino ad oggi.

Con la fondazione nel 2007 del Partito Democratico, Orlando entra a far parte della segreteria nazionale, in cui si contraddistingue come uno degli esponenti di spicco della corrente dei “Giovani Turchi”. Nel 2008 viene nominato portavoce del PD, per poi tornare a rivestire un incarico locale nel 2010, come consigliere provinciale di La Spezia. Nel 2013 dopo essersi riconfermato deputato alle elezioni politiche, diventa Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel Governo Letta, per poi passare al Ministero della Giustizia nei governi Renzi e Gentiloni.

Nel 2017 si candida alle primarie del PD, arrivando però secondo con il 20% dei voti dietro a Matteo Renzi. Due anni dopo il nuovo segretario del PD Nicola Zingaretti lo sceglie come vicesegretario e il 13 febbraio 2021 viene scelto come Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel nuovo governo Draghi.

Ministro dell’Istruzione: Patrizio Bianchi (tecnico)

Nato a Copparo in provincia di Ferrara, Patrizio Bianchi ha 68 anni. Nel 1976 si laurea in scienze politiche all’Università di Bologna, per poi perfezionare gli studi alla London School of Economics and Political Science. Nel 1980 diventa ricercatore, attività che svolge prima all’Università degli Studi di Trento e poi a Bologna, dove diviene anche professore di politica economica nel 1986. Dal 1997 prosegue la sua carriera da insegnante all’Università degli Studi di Ferrara, dove diventa anche rettore nel 2004. Nel 2010 gli viene data l’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica Italiana, per poi ricevere l’anno dopo il premio Lincei del Ministero dei Beni Culturali per le Scienze Politiche e Sociali.

Nel campo politico è stato eletto per due volte assessore alle politiche europee per lo sviluppo, scuola, formazione, ricerca, università e lavoro della Regione Emilia-Romagna, sempre con l’appoggio del centro-sinistra. Nel 2020 ha poi coordinato la task-force formata dal Ministero dell’Istruzione per la gestione della riapertura delle scuole, scontrandosi con le decisioni dell’ex ministra Lucia Azzolina. Il 13 febbraio 2021 infine giura proprio come nuovo Ministro dell’Istruzione nel governo Draghi.

Ministra dell’Università e della Ricerca: Maria Cristina Messa (tecnica)

Nata a Monza in Lombardia, Maria Cristina Messa ha 59 anni. Laureatasi con lode in medicina, si specializza nel 1989 in medicina nucleare, svolgendo diverse esperienze di studio negli Stati Uniti e in Inghilterra. Dopo una breve esperienza come ricercatrice al San Raffaele di Milano, Messa diventa professoressa presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Dal 2013 al 2019 presiede il ruolo di rettrice dell’Università Bicocca, divenendo poi membro della Giunta della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, con delega alla ricerca. Nel 2013 il MIUR l’ha anche scelta come rappresentante italiana nel programma Horizon 2020, un ambizioso progetto dell’Unione Europea a sostegno della ricerca.

Il 13 febbraio 2021 diventa Ministra dell’Università e della Ricerca nel nuovo governo Draghi, diventando la prima donna a ricoprire tale carica.

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali: Dario Franceschini (PD)

Nato a Ferrara in Emilia Romagna, Dario Franceschini ha 58 anni. Figlio di un deputato della Democrazia Cristiana, Franceschini segue le orme del padre fin da giovane, aderendo ai gruppi giovanili della DC. Dopo essersi laureato in giurisprudenza diventando avvocato, Franceschini viene eletto nel consiglio comunale di Ferrara. In questi anni compie una vera e propria scalata all’interno dei vertici del partito, sostenendo all’alba delle elezioni del 1994 un’unione tra il Partito Popolare Italiano e l’alleanza di centro-sinistra. Tuttavia il PPI deciderà di correre da solo come formazione centrista e Franceschini deciderà di uscire dal partito fondando il movimento dei Cristiano Sociali, con il quale si candida a sindaco di Ferrara, perdendo però le elezioni.

Nel 1995 dopo che il PPI si era unito alla coalizione di centro-sinistra dell’Ulivo, Franceschini rientra nel partito assumendone il ruolo di vicesegretario insieme ad Enrico Letta. Nel 1999 viene nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali nel Governo D’Alema II, ruolo in cui verrà riconfermato dal successivo Governo Amato. Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato, ruolo che riuscirà a conservare fino ad oggi.

Dopo esser stato uno dei fondatori della Margherita, nel 2007 è tra i creatori anche del Partito Democratico di cui diventa vicesegretario sotto la segreteria di Walter Veltroni. Nel 2009 diventa segretario del PD e si fa ricordare per le sue trattative con il socialdemocratico Martin Schulz che portano alla nascita del Gruppo dei Socialisti e Democratici Europei, antenato dell’odierno Partito del Socialismo Europeo. Si candida poi alle primarie del 2009 dove viene però sconfitto da Pierluigi Bersani.

Negli anni seguenti forma all’interno del partito una sua corrente centrista e cristiana social-democratica, e nel 2013 viene scelto dal Governo Letta come Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell’attività di governo. Dal 2014 al 2018 ricopre invece l’incarico di Ministro dei Beni e delle Attività Culturali nei governi Renzi e Gentiloni. Riprenderà quest’ultimo ruolo nell’estate del 2019 con il Governo Conte II, venendo poi riconfermato il 13 febbraio 2021 nel governo Draghi.

Ministro della Salute: Roberto Speranza (LeU)

Nato a Potenza in Basilicata, Roberto Speranza ha 42 anni. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in scienze politiche alla LUISS di Roma. Si avvicina subito al mondo della politica e nel 2005 entra nell’esecutivo della Sinistra Giovanile, movimento interno ai Democratici di Sinistra. Nel 2007 entra nella dirigenza del Partito Democratico e diventa presidente nazionale della Sinistra Giovanile.

Dal 2004 al 2010 è prima consigliere e poi assessore del comune di Potenza, diventando nel 2009 segretario regionale del PD in Basilicata. Dopo aver sostenuto alle primarie del 2009 Pierluigi Bersani, nel 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati, ruolo che riuscirà a mantenere fino ad oggi. Nel 2017 abbandona il PD, in aperto contrasto alla linea politica intrapresa da Matteo Renzi. Crea quindi insieme a Bersani il partito Articolo 1, di cui diventa coordinatore nazionale e poi segretario.

Nel 2018 si fa rieleggere deputato con la lista Liberi e Uguali, per poi assumere l’incarico di Ministro della Salute prima nel Governo Conte II e poi nel nuovo governo Draghi.

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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