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Psiche vs pandemia

La pandemia non ci ha di certo reso la vita facile: diverse sono le conseguenze che lascerà sulla nostra psiche e su quella dei più giovani.

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Chi lo avrebbe mai detto che un giorno avremmo vissuto tutto ciò? La pandemia ha fatto una vera e propria strage dal punto di vista psicologico. Oltre le varie crisi economiche e politiche, lo stress mentale ha avuto la meglio su molte persone. L’isolamento da un lato ha fatto stragi psicologiche, dall’altro è stato per alcuni quasi un sollievo, un modo per staccare dall’oppressante routine. Ma detto ciò, questa situazione lascerà delle forti lacune nel passato grazie alle memorie collegate.

Queste lacune colpiranno maggiormente i giovani, bisognosi di socializzare. Conseguenza di questo bisogno intrinseco può portare ad un ulteriore isolamento che potrebbe manifestarsi attraverso un attaccamento ancora più importate al cellulare. Insomma: una scappatoia per una relazione con l’altro ma dietro le quinte.

Le conseguenze nei giovani

Per molti giovani magari con un precedente da ansia sociale, questa pandemia è stato come un sollievo per scappare da alcuni doveri relazionali. Potremmo quasi utilizzare il termine scappare dal “metterci la faccia” nella relazione col prossimo. In sostanza, questo ha fornito un’ulteriore chiusura. La paura che si è manifestata dietro la diffusione del coronavirus può essere significativa, per un futuro prospero all’isolamento interiore fra i giovani, fortunatamente non per tutti. Per esempio per l’adolescente nel bel mezzo del suo sviluppo questo troncamento frutterà delle conseguenze.

Per quanto riguarda l’altra parte della popolazione giovanile e non, può formarsi la cosiddetta ”sindrome da scarpette rosse”. Tutti conoscerete la famosa fiaba di Andersen: ecco, il ballo incessante della piccola fanciulla, dovuto a una forte restrizione, può essere ben paragonato a questo caso. Più soffi sul fuoco più si accende…Ed è quello che accadrà dopo la fine dell’anno pandemico.

Le memorie relative alla grande guerra

Molti hanno paragonato questo momento, specialmente l’anno scorso mentre eravamo nel bel mezzo del lockdown alla guerra mondiale. Non è un eufemismo legare le memorie quotidiane e quelle vissute. Logicamente esse colpiscono i più anziani, chi ha davvero vissuto la strage. Tutta questa situazione di stress ha creato dei forti scompensi.

Con meno intensità, abbiamo vissuto tutti la paura, legata allo stress.

È difficile eliminare le memorie perché rappresentano specialmente quello che si è vissuto e quello che si è impregnato dentro ma si possono creare anche dei scompensi se ci sono eventi troppo forti. In questo caso molti anziani hanno rivissuto lo stress legato a queste esperienze corrispondenti. Ovviamente l’ultima meno intensa dell’altra però, ci vuole poco per risvegliare le memorie psichiche.

Lo stress da pandemia

L’isolamento è una componente fondamentale dello stress, oltre al virus, visto che l’uomo è un “animale” sociale, oggi più che mai. Ci è stato chiesto di rinunciare alle azioni basilari, come: darsi la mano, abbracciarsi ecc… Questo mancato approccio fisico ha creato uno scompenso all’abitudinaria quotidianità terrena e mentalmente è stato scioccante. Lo smarrimento per l’ignoto che ne segue è un impatto molto forte sulla psiche collettività. Visto che la nostra mente, calcolatrice di ogni cosa, fa fatica a immergersi nell’ignoto e nell’accettazione del momento. Pure questa è una conseguenza stressante perché, staccarci dalla normalità, dalle nostre abitudini in maniera così drastica è deleterio a livello della salute.

“Se l’anima si ammala essa consumerà il nostro corpo”

ippocrate

L’equilibrio psico-fisico in questo caso è essenziale, specialmente per tutte le persone soffocate dalla paura. L’ipocondria quindi ha avuto un forte impatto sulla maggioranza. Il famoso studio dell’influenza della psiche sul corpo è vero: il sistema immunitario quando incontra la paura si indebolisce. Vengono somatizzati inoltre anche gli stress legati provocando malessere e così il corpo si indurisce come la mente stessa. L’oggetto della paura diventa quasi una ossessione che devasta il corpo facendolo ammalare.

“La coppia che scoppia”

Come già detto, le memorie psichiche hanno un ruolo molto importate in questo momento perché, per esempio, ci porteremo dietro la paura di relazionarci e questo può diventare un ostacolo al proseguimento di uno sviluppo psico-fisico. Oltre alle stragi psicotiche che ha provocato questa pandemia, si può anche dire che il lockdown ha fatto molte vittime per quanto riguarda le relazioni di coppia. Quante volte abbiamo sentito, tra i nostri coetanei la storia di coppie sfasciate, oppure di forti litigate. Specialmente quando siamo stati quasi 3 mesi senza vedere nessuno, se non chi viveva sotto il nostro stesso tetto?!

Insomma, ci siamo sentiti violati nella nostra intimità e poche sono state le volte in cui siamo stati da soli e da lì non si poteva scappare. Questa prigione è stata creata dalla nostra mente, irritata dal fatto che un’altra persona avesse il potere di farci da specchio. Stare chiusi con altre persone ha irritato molti, perché le altre persone sono sempre lo specchio di chi siamo, anche per questo inconsciamente l’uomo ha bisogno della società, altrimenti per questo motivo si sentirebbe perso.

E infine la passività…

La passività difronte ad alcuni fallimenti dello Stato da parte dei cittadini italiani fa paura. La pessima gestione ha portato molti soggetti all’impoverimento. Ma l’inerme popolazione è cosi, per una palpabile ansia di fondo, nonostante le grandi perdite di salario. (La cosa logicamente si poteva prevenire quest’estate). Comunque questa paura ostacola la volontà di riacquistare i proprio diritti. Lo stesso Roberto Saviano ha ribadito in un’intervista che: “ La gestione è pessima e la situazione è drammatica.”

È come se inconsciamente fossimo tornati tutti bambini irresponsabili, desiderosi di essere presi in carico dallo stato.

L’impotenza che proviene dalle decisioni dello Stato, legata alla situazione attuale, per alcuni ha provocato una stagnazione mentale. La sensazione di vuoto che abbiamo vissuto e che alcune regioni in zona rossa stanno vivendo, immersi nella noia può essere osservata in chiave “positiva”, come? Analizzando ciò che circonda la psiche ma, un dato di fatto è che tornare alla normalità, sarà difficile perché la stagnazione si incrementa sull’abitudinarietà. Sta quasi diventando una zona confort e quindi sarà una bella fatica.

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Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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