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Cultura

Tecnologia, non posso stare senza te!

La recensione di questa settimana è incentrata sul libro “la tecnologia ci fa male? Libri di base per il XXI secolo” scritto dal romanziere William H. Keith Jr attraverso lo pseudonimo Ian Douglas e pubblicato dalla casa editrice Nutrimenti. Un viaggio attraverso la tecnologia e i suoi effetti sulla nuova generazione.

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La recensione di questa settimana è incentrata sul libro “la  tecnologia ci fa male? Libri di base per il XXI secolo” scritto dal romanziere William H. Keith Jr. dietro lo pseudonimo Ian Douglas, tradotto da M. Pezzella e pubblicato il 4 febbraio 2021 dalla casa editrice Nutrimenti. Il tema affrontato è immediatamente percepibile: quali sono gli effetti della tecnologia sulla popolazione?

Chi è Ian Douglas?

William H. Keith Jr. è un autore americano che scrive principalmente racconti di fantascienza militare e narrativa militare. Spesso utilizza diversi pseudonimi, come Ian Douglas, Robert Cain e H. Jay Riker. Insieme al fratello inizia a lavorare come freelance per GDW nel 1978/79 . Mentre, con Loren Wiseman, ha creato molte delle prime note per l’universo dei viaggiatori.

I fratelli Keith iniziarono a lavorare per FASA alla fine del 1980. In questi anni scrissero la trilogia “Sky Raiders”  e William ha progettato un gioco di ruolo “Behind Enemy Lines” ambientato negli anni quaranta.

Successivamente è diventato un artista e scrittore professionista. Ha lavorato nell’industria dei videogiochi con suo fratello Andrew, in particolare per”Game Designers Workshop e FASA” prima di diventare un autore a tempo pieno. Attraverso i suoi pseudonimi è diventato un autore ombra di diversi libri di celebrità.

Due decenni di progressi della tecnologia

Questo libro cerca di analizzare gli effetti che la tecnologia moderna provoca nella nostra vita quotidiana. Nel giro di due decenni sono avvenuti dei progressi straordinari che hanno cambiato, soprattutto, il nostro modo di relazionarci e di concepire la società. Smartphone, tablet, computer, orologi interattivi, cuffie intelligenti e programmi social sempre più indispensabili ci hanno resi onnipresenti.

Sicuramente, tra gli effetti positivi di questo boom tecnologico, possiamo riscontrare un miglioramento della nostra quotidianità. Possiamo comunicare a distanza e sentirci tutti più vicini e, questo, l’abbiamo scoperto specialmente quando siamo entrati in isolamento a causa del COVID. Non possiamo riunirci, guardarci negli occhi, toccarci ma, attraverso i dispositivi tecnologici, possiamo sentirci, vederci, parlarci ed essere meno distanti. Abbiamo l’opportunità di studiare e lavorare da casa, fare spese e operazioni bancarie con un click. 

Insomma, la nostra vita si è semplificata e tutto risulta essere più semplice e interattivo.

Gli effetti della dipendenza dalla tecnologia 

Ma siamo sicuri che la tecnologia abbia solo degli effetti positivi? Quest’opera utilizza una serie di immagini molto esplicative e una scrittura asciutta ma concisa. Ci illustra gli effetti della dipendenza che scaturisce da un uso sconsiderato di questi dispositivi.

La tecnologia pervade ogni aspetto della nostra vita: lavoro, quotidianità e svago. Prendiamo come esempio l’ambiente di lavoro. Certamente, lavorando in ufficio, si è meno esposti a patologie polmonari che un tempo affliggevano gli operai, ma abbiamo altri problemi. Mal di schiena, affaticamento oculare, alti livelli di colesterolo nel sangue e ansia sono malattie molto comuni nella generazione social. Attraverso lo smartphone ci sentiamo in dovere di restare sempre connessi.

Siamo meno efficienti in ufficio perché viviamo con la consapevolezza di poter continuare il lavoro a casa e , questo, ci stressa. La catena di montaggio mentale, a differenza di quella fisica, non si interrompe una volta terminato l’orario di lavoro.  Per questo, molti esperti consigliano di spegnere il cellulare a fine giornata e allontanarlo dalla camera da letto perché, i dispositivi mobili, danneggiano il sonno. 

“La tecnologia è causa di molte malattie ancora prima di giungere nelle nostre mani”

L’utilizzo eccessivo degli schermi danneggia la mente oltre che il corpo. Lo si può notare sui bambini che, apparentemente tranquilli, restano ore seduti davanti a un display. Successivamente, però, sviluppano un comportamento aggressivo accompagnato da un deficit dell’attenzione.

Ma qual è l’elemento preoccupante? Il modo in cui lo schermo sottrae il tempo ad attività come la conversazione in famiglia, lo studio, il gioco oppure il sonno.

“Se un bambino non esce a giocare con gli amici e resta chiuso in casa per stare attaccato allo schermo, c’è chiaramente un problema. Ma bisogna valutare che attività svolge, più che il dispositivo su cui la svolge”

Possiamo riportare due chiari esempi di problemi aggravati a causa della diffusione dei mezzi di comunicazione tecnologici:

  1. Il bullismo: sempre più difficile da gestire on-Line;
  2. Le fake news: la diffusione di notizie false crea panico e ansia nella società 

Alcuni consigli utili

Ma allora cosa dobbiamo fare per liberarci da questa dipendenza? I danni causati dalla tecnologia alla nostra saluto psico-fisica possono essere ridotti o del tutto evitati se solo fossimo più consapevoli nel loro utilizzo. 

La Tecnologia può avere due facce una positiva e una negativa ecco perché i genitori dovrebbero guidare i figli che si approcciano a essa. Il digital detox, ossia la disintossicazione dai social, non basta. Le compagnie tecnologiche devono aiutare gli utenti a decidere se usare o meno le loro app.

La consapevolezza, però, dipende dalla conoscenza dei meccanismi. Dunque, se i legislatori non obbligano le compagnie tecnologiche a essere più trasparenti, gli utenti non saranno mai pienamente liberi di giudicare. Insomma più siamo consapevoli della potenza dello strumento che stiamo utilizzando, meno resteremo imbrigliati in un circolo vizioso automatico.

“Possiamo essere online o offline, l’importante è sapere dove siamo”

I nostri problemi tecnologici saranno risolti dalla prossima generazione ma, nel farlo, né nasceranno di nuovi. Nel frattempo, per minimizzarne gli effetti, possiamo agire attraverso la consapevolezza pubblica e la pressione politica. Leggete questo libro per trovare preziosi consigli sull’utilizzo dei moderni dispositivi che ci fanno male se non siamo in grado di utilizzarli in modo consapevole.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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