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Economia

La moda ai tempi del Covid è stata salvata dall’e-commerce

Quanto ha inciso l’e-commerce nella moda nel 2020? Pensate solamente che gli acquisti online di abbigliamento nel mercato italiano sono cresciuti del 22% per un totale di 3,9 miliardi.

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Nonostante le serrande dei negozi di abbigliamento siano rimaste abbassate per molto tempo in tutta Italia, e in alcune Regioni lo sono attualmente, i clienti continuano ad acquistare comodamente da casa. In particolare, il mondo del lusso è notevolmente cresciuto online. Dati alla mano, il gruppo Kering che possiede marchi come Gucci e Yves Saint Laurent, ha registrato un +67,5% nelle vendite online. Più in generale, secondo il McKinsey Global Fashion Index, vediamo una crescita notevole dell’incidenza dell’e-commerce nel comparto moda.

Infatti, se nel 2019 l’incidenza dell’e-commerce nel comparto moda era rappresentata da un 15%, nel 2020 è arrivata addirittura al 30% per crescere ulteriormente nel 2021 dove gli analisti stimano il 40% di incidenza delle vendite online nel settore moda. Sicuramente il consumatore ha modificato le proprie abitudini e questo ha portato ad un processo di “digitalizzazione dello shopping” dove i dati del cliente sono fondamentali al fine di definire l’offerta migliore tramite una vendita B2b dove i buyer non dipendono più dai commerciali per informarsi sulle ultime novità dei vari prodotti, ma sono loro stessi che cercano online i prodotti.

Volgendo uno sguardo particolare al mercato italiano, vediamo come nel 2020, secondo l’Osservatorio B2c Netcomm-School of management del Politecnico di Milano, gli acquisti online di abbigliamento sono cresciuti del 22% per un totale di 3,9 miliardi. I colossi del mondo della moda dovranno prendere in considerazione l’espansione sul mercato online che, dati alla mano, sembra aver rivoluzionato il buon vecchio shopping.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Brescia il 1 gennaio 1998 e studio Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ho una una forte passione per la politica e l’attualità la quale mi ha permesso di partecipare alla conduzione di una trasmissione radio e di creare il podcast “Pensa Liberamente” assieme allo staff della Politica del Popolo (insomma, avrete capito che parlo molto). Una delle mie sfide più importanti è quella di stimolare i giovani a ragionare e non permettere a nessuno di farlo per loro.

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