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Un’altra settimana di NBA: manca sempre meno ai Playoff

Eccoci con il consueto recap settimanale della stagione NBA: si iniziano a delineare le squadre che lotteranno per un posto nei Playoff, in attesa di possibili stravolgimenti sul mercato.

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Bentornati amiche e amici della pallacanestro a stelle e strisce! Eccoci con il consueto recap settimanale della stagione NBA. Si iniziano a delineare le squadre che lotteranno per un posto nei Playoff, in attesa di possibili stravolgimenti sul mercato. Ricordiamo che la Trade Deadline è fissata per il 25 marzo, quindi c’è quasi una settimana di tempo per muoversi.

Ai Pistons serve un playmaker decente (George Hill?), Aaron Gordon al 99% non giocherà per i Magic dal 26 marzo, Andre Drummond con cifre importanti (così come il suo contratto) potrebbe ritrovarsi free agent con un buyout e alla finestra ci sono i Nets (ormai una versione 2.0 di Golden State di qualche anno fa) con I Wizards e i Suns. Ne parleremo ampiamente nel prossimo recap, quando avremo certezza di cosa sarà successo in questi giorni. Nel frattempo… what time is it? GAME TIME!

Los Angeles Lakers forward LeBron James (23) in action during the first half of a NBA basketball game against the Miami Heat, Friday, Dec. 13, 2019, in Miami. (AP Photo/Lynne Sladky)

MVP della settimana: Lebron James. IL Re sta trascinando i suoi Lakers verso la rincorsa al primo posto nella Western Conference a colpi di triple doppie. In tre partite giocate ha avuto una media di 28 punti, 9.7 assist e 10 rimbalzi e soprattutto ha dato l’impressione che a 36 anni sia ancora lui l’uomo da battere. Costanza in attacco e in difesa, punto di riferimento per i compagni e incubo per gli avversari in entrambe le metà del campo. Nell’ordine ha spazzato via Warriors, Hornets e Timberwolves senza particolari affanni. Le pretendenti all’anello sono avvisate: quando il gioco si fa duro, il Re non fa prigionieri.

WESTER CONFERENCE 
Minnesota Timberwolves: W 114-112 VS POR, L 121-137 @ LAL, W 123-119 @ PHX, L 101-113 @ PHX
Houston Rockets: L 107-134 VS BOS, L 107-119 VS ATL, L 94-108 VS GSW, L 100-113 VS DET
Sacramento Kings: L 116-122 @ CHA, w 121-119 @WAS, W 107-96 @ BOS.
Oklahoma City Thunder (OKC): L 103-122 @CHI, L 93-116 @ATL
New Orleans Pelicans: W 135-115 VS LAC, L 124-125 @ POR, L 93-109 @ POR
Memphis Grizzlies: L 99-122 @ PHX, W 89-85 VS MIA, L 103-116 VS GSW
Golden State Warriors: L 97-128 VS LAL, W 108-94 @ HOU, W 116-103 @MEM
Dallas Mavericks: L 99-109 VS LAC, W 105-89 VS LAC, L 119-125 @ POR
San Antonio Spurs: W 109-99 @ DET, W 106-99 @ CHI, W 116-110 @CLE.
Denver Nuggets: W 121-106 VS IND, W 129-104 VS CHA, W 131-127 VS CHI.
Portland Trail Blazers: L 112-114 @ MIN, W 125-124 VS NOP, W 101-93 VS NOP, W 125-119 VS DAL
Los Angeles Clippers: L 115-135 @NOP, W 109-99 @DAL
Los Angeles Lakers: W 128-97 @ GSW, W 137-121 VS MIN, W 116-105 VS CHA
Phoenix Suns: W 122-99 VS MEM, L 119-123 VS MIN, W 113-101 VS MIN
Utah Jazz: W 117-109 @ BOS, L 122-131 VS WAS, W 115-112 @ TOR.

Iniziamo da un tentativo di record: gli Houston Rockets sono attualmente a 19 sconfitte consecutive. Non è un record assoluto in NBA, ma ora le 28 sconfitte consecutive dei 76ers appaiono meno lontane. Nulla da salvare in quel del Texas, con una squadra completamente allo sbando dopo un inizio promettente. Wall si era lamentato dei suoi Wizards, ma siamo sicuri che ad oggi rimpiange -e di parecchio- gli anni nella Capitale. E mentre i Twolves annaspano, con la vittoria di orgoglio contro i Suns che ha fatto felice l’ex Rubio (42 per Edwards e 41 per KAT, prestazione monstre), il terzetto Pelicans-Kings e Thunder vivacchia col 17-24 che a metà stagione nella Western Conference significa già “ci vediamo l’anno prossimo”, soprattutto per OKC che è in piena fase di rebuilding e avrà 28 scelte – VENTOTTO, avete letto bene- nei prossimi sei anni di Draft, praticamente un terzo dei giocatori draftati. Memphis cerca di fare la terza incomoda per la corsa all’ottavo posto, ma a differenza di Golden State e Dallas non ha un MVP in squadra, leggasi alla voce Steph Curry e Luka Doncic.

TARRYTOWN, NY – AUGUST 12: Luka Doncic #77 of the Dallas Mavericks poses for a portrait during the 2018 NBA Rookie Photo Shoot on August 12, 2018 at the Madison Square Garden Training Facility in Tarrytown, New York. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Brian Babineau/NBAE via Getty Images)

A proposito di Doncic, da rivedere e rivedere l’assist no look su finta di tiro contro Portland. I Clippers sono in crisi, possiamo dirlo apertamente. 4-6 nelle ultime 10, raggiunti da tre squadre e ora alla ricerca disperata di un playmaker che possa smistare decentemente i palloni per gli ottimi realizzatori in squadra. Dietro ringraziano Spurs, Blazers e Nuggets, squadre in ottima forma, con tre vittorie su tre, con rosterprofondi e una panchina sempre determinante.

 Apriamo l’ennesima parentesi su un giocatore straordinario, in piena corsa per il titolo di MVP (per NBA.com è lui attualmente il favorito): parliamo ovviamente di Nikola Jokic. 26 punti, 8 assist e 13 rimbalzi di media in questa settimana, compresa una tripla doppia in meno di mezz’ora contro Charlotte; semplicemente dominante. Utah continua a rimanere saldamente in testa alla Western Conference, ma è innegabile che stia subendo una flessione dopo una prima metà di stagione folle.

Cinque vinte e cinque perse per i musicisti dello Utah, che vedono avvicinarsi Lakers -2 partite di ritardo- e Suns -2 partite e mezzo di ritardo- in una corsa che si preannuncia tostissima e ricca di sorprese. Per una magia che sembra spegnersi, quella dei Jazz, una continua: i Suns -nonostante l’inatteso sto contro Minnesota- proseguono la loro marcia verso il primo posto, spinti dai punti di Ayton e Booker e dalla leadership di Chris Paul. Paul è stato un innesto azzeccato, a questo punto della stagione si gioca la palma di miglior acquisto con Harden ai Nets, dando sicurezza ad un gruppo giovane e senza esperienza che appena due anni fa raschiava il fondo delle classifiche.

Suns che stanno cercando di capire cosa farà Drummond se otterrà il buyout da Cleveland, così come i Lakers. Lebron ha preso per mano la squadra e sdoppiandosi in ogni zona del campo per sopperire alla assenza pesantissima di Davis, con Schröder nel nuovo ruolo di secondo violino. Difficile prevedere cosa succederà in questi giorni di mercato frenetico, ma a Los Angeles -perlomeno sponda gialloviola- è tornato a splendere il sole.

EASTERN CONFERENCE
Detroit Pistons: L 99-109 @ SAS, W 116-112 VS TOR, W 113-100 @ HOU
Orlando Magic: L 97-102 VS MIA, L 93-94 @ NYK, W 121-113 VS BKN
Cleveland Cavaliers: L 82-100 @ ATL, L 98-113 @ MIA, W 117-110 VS BOS, L 110-116 VS SAS
Washington Wizards: L 122-133 VS MIL, L 119-121 VS SAC, W 131-122 VS UTA
Atlanta Hawks: W 100-82 VS CLE, W 119-107 @ HOU, W 116-93 VS OKC
Indiana Pacers: L 106-121 @ DEN, L 115-124 VS BKN, W 137-110 @ MIA
Chicago Bulls: W 118-95 VS TOR, W 123-102 VS OKC, L 99-106 VS SAS, L 127-131 @ DEN
Toronto Raptors: L 95-118 @ CHI, L 112-116 @ DET, L 112-115 VS UTA
Charlotte Hornets: W 122-116 VS SAC, L 105-116 @ LAL 
Miami Heat: W 102-97 @ ORL, W 113-98 VS CLE, L 85-89 @ MEM, L 110-137 VS IND
New York Knicks: L 112-117 VS BKN, L 96-99 @ PHI, W 94-93 VS ORL
Boston Celtics: W 134-107 @ HOU, L 109-117 VS UTA, L 110-117 @ CLE, L 96-107 VS SAC 
Milwaukee Bucks: W 133-122 @ WAS, W 109-105 @ PHI
Brooklyn Nets: W 117-112 VS NYK, W 124-115 @ IND, L 113-121 @ ORL
Philadelphia 76ers: W 99-96 VS NYK, L 105-109 VS MIL

Com’era prevedibile, Orlando è in piena caduta libera e Aaron Gordon si è stancato. Una sola vittoria nelle ultime 10, l’incredibile successo contro i Nets, è la plastica dimostrazione che nella Florida si parla di tankare e nemmeno troppo a bassa voce, pur essendo a metà stagione. L’altra squadra che non se la passa bene è Toronto, alle prese con una crisi di identità. Lowry ha festeggiato l’ingresso nella top20 dei migliori realizzatori da tre nella storia della NBA: magra consolazione per i canadesi, che ora dovranno decidere cosa fare della loro stagione. Chi non ha dubbi sicuramente è Detroit, nonostante una lieve ripresa (anche se la vittoria contro i derelitti Rockets lascia il tempo che trova): squadra da rifondare e stagione ormai relegata a passerella.

Cavs e Wizards stanno provando la risalita verso l’ottavo posto, spinti da Sexton e dal duo Westbrook-Beal; ma se per Cleveland agguantare la postseason rappresenterebbe un successo, per Washington è un obbligo. Per questo motivo la dirigenza dei Wizards negli ultimi giorni si è inserita nella corsa a Drummond: punti e rimbalzi pesantissimi che darebbero ai capitolini quella spinta decisiva per raggiungere un traguardo ampiamente alla portata a inizio anno e ora sempre più in bilico. Segnaliamo sommessamente che in questa settimana Westbrook viaggia in tripla doppia, mentre Beala oltre 35 punti di media. Ci sarebbe da chiedersi senza questi due dove sarebbe ora Washington. Sappiamo invece dove sono Bulls e Pacers, sempre appaiate in questa stagione: 18-22 e tanti rimpianti per entrambe.

A Chicago non basta super LaVine

PHILADELPHIA, PA – OCTOBER 18: Zach LaVine #8 of the Chicago Bulls looks on against the Philadelphia 76ers at the Wells Fargo Center on October 18, 2018 in Philadelphia, Pennsylvania. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Mitchell Leff/Getty Images)

A Chicago soprattutto non basta super LaVine, quasi 35 punti a partita in settimana e 28.5 punti di media in stagione, per avere ragione sui Nuggets nei supplementari, in un momento della stagione in cui serve recuperare sulle contendenti per evitare che il divario si allarghi a dismisura. Indiana ha Turner in partenza da mesi, lui nel frattempo continua a fermare pure i proiettili, con 3 stoppate e mezzo a partita;

il calendario sicuramente non sta aiutando i Pacers che nelle prossime quattro partite si troveranno tre scogli durissimi: Heat, Bucks e Mavs. Chi sorride è certamente Boston, che in una stagione non esaltante e sotto le righe vede gli avversari fare peggio. La premiata ditta Tatum & Brown non delude, il problema è il resto della squadra: la comoda vittoria contro Houston ha visto un sequel horror di tre sconfitte una peggio dell’altra. Ci può stare lo stop con Utah, meno quello contro i non irresistibili Cavs e contro una Sacramento in modalità pilota automatico fino a fine stagione. Va all’opposto Atlanta, che in questo ultimo mese sta tirando fuori gli artigli (8-2) e viene da tre vittorie convincenti, seppur contro avversarie modeste e rimaneggiate come OKC.

Collins è dato in partenza, ma vedendo le medie (oltre 20 e 10 in questo filotto) c’è da chiedersi se sia una buona idea cederlo. Ad Atlanta vorrebbero trattenerlo, ma se si presentasse l’offerta giusta…nel frattempo Danilo Gallinari mette la sua firma con 20 punti di media e un aiuto fondamentale a Collins e Young, ovvero l’esatto motivo per cui gli Hawks lo hanno convinto con 60 milioni di motivi in estate. Randle sta viaggiando in tripla doppia, ma ai Knicks non basta e perdono due scontri al vertice contro Nets e 76ers; ci sta, considerando che entrambe le sconfitte sono state di misura, ma ora serve una reazione nella rivincita contro Phila e il back-to-back contro i Wizards.

La sconfitta contro i Pacers è un campanello d’allarme

New York potrebbe scalare una classifica cortissima, che vede gli Heat al quarto posto con appena una partita e mezzo di vantaggio sui Celtics ottavi. Un Butler versione playoffs non basta a Miami, che ha bisogno urgentemente di una ala grande con i punti in mano e/o di un playmaker realizzatore che porti freschezza e levi le castagne dal fuoco al buon Jimmy che sembra fatto di acciaio. La sconfitta contro i Pacers può essere un campanello di allarme, in una stagione vissuta sulle montagne russe. Chi non va sulle montagne russe ma in ascensore sono sicuramente i Bucks. 9-1 nelle ultime 10, importantissima la vittoria contro i 76ers primi della classe -ormai distano solo una partita e mezzo- con l’iconica esultanza di Giannis che si siede in mezzo al campo.

I più cattivi hanno fatto notare che lo stesso atteggiamento del Greek Freak si ripete in gara nei playoff, quando servirebbe il suo prezioso apporto. Il due volte MVP sarà chiamato ad una dimostrazione importante in questi Playoff 2021: perdere non è accettato, soprattutto se viaggi a quasi 30 e 12 in stagione e hai l’etichetta del predestinato addosso. Proprio come Embiid, che vede i suoi 76ers quasi raggiunti in vetta, nonostante un ruolino di marcia di tutto rispetto. Knicks-Warriors-Lakers-Clippers queste le prossime quattro sfide che attendono Doc Rivers e i suoi uomini, nella speranza che i Nets non mettano le mani anche su Andre Drummond.

Brooklyn ha perso il primo match-point per sorpassare Philadelphia, con l’inaspettata sconfitta contro Orlando, ma tutto porta a pensare che alla lunga la spunterà. Infortuni permettendo. Si, perché la scommessa di Brooklyn di puntare su Durant, per ora non sta pagando: in campo quando c’è è dominante, il problema è che quest’anno si è visto per 18 partite, dopo un anno e mezzo di stop. Griffin ancora non ha esordito, per i soliti problemi fisici per cui è seguito costantemente dallo staff medico e anche la tenuta fisica di Irving non è eccezionale. I Nets hanno sulla carta un quintetto da anello, vedremo se dalla carta si passerà al campo. In caso contrario, il fallimento per questa dirigenza sarà conclamato e probabilmente qualche testa cadrà. 

Per questa settimana è tutto, al prossimo appuntamento con NBA Terzo Tempo!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella vita ho abbracciato il masochismo: socialista e tifoso del Bari. Precario a tempo pieno; ho scelto di rimanere al Sud (con tutte le difficoltá che ne conseguono), perché credo fortemente nella rinascita meridionale. Appassionato di politica fin da piccolo, cercherò di affrontare le disuguaglianze sociali trasversalmente parlando di welfare, lavoro, infrastrutture, giovani. “Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”

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