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La pandemia ha quintuplicato i casi di depressione: ecco come si manifesta

Durante la pandemia i casi di depressione sono quintuplicati ma, cos’è la depressione? Ecco cos’è, come si manifesta e come superarla.

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La depressione, ha radici dolorose legate a un sentimento di rabbia verso noi stessi. Questa rabbia non è esternata ma soffocata e questo genera automaticamente una sintomatologia depressiva. Lo stesso Freud sostiene che la caratteristica involutiva che le appartiene è derivata da una vocina interna giudicatoria, il così chiamato SUPER EGO. Il suo scopo è punire l’ego in maniera persistente per una serie di colpe che si formano a livello mentale. È cosi che si incrementa il conflitto interiore dove noi ci identifichiamo finendo nella trappola della depressione.

Cos’è la depressione?

Da un punto di vista biologico e chimico la depressione ha a che fare con la serotonina, conosciuta anche come “ormone della felicità”. Secondo un’accurato studio la depressione si sviluppa a causa di una scarsa attivazione di questo ormone che sfocia in un malessere psichico. Ma, andiamo oltre a questi termini scientifici. Questa patologia porta il soggetto a una sensazione dove si fondono staticità e malessere dove si nota anche una assenza di energie che, di conseguenza, causa un distacco dal mondo che ci circonda. In queste persone“ non c’è un respiro profondo, ma solo superficiale”. Nella depressione, come ci indica Freud, avviene una profonda attività inconscia.

“Libertà di essere incoscienti, un rifugio di un lago dimenticato.[..] Una respirazione appena cennata da fuori, una morte lieve dalla quale ci si risveglia con nostalgia e freschezza. Un cedere dei tessuti al passaggio dell’oblio.”

La prima fase alchemica che descrive la depressione si chiama “nigredo”, termine latino che significa nero. Il “mood” della “nigredo” è: ripetitivo, caotico, stagnate ed è caratterizzato da pensieri pessimistici, paranoici, di morte…Tutto ciò è condensato nella depressione. L’attribuzione al colore della “nigredo” non è causale, in quanto rappresenta un’assenza di luce. Nella psicologia analitica diventa quasi un simbolo che indica la “notte oscura”, cioè quando l’individuo è obbligato a confrontarsi con l’ombra dentro di sé. Il nero della nigredo tende a scardinare ogni paradigma precedentemente costituito, funzionale e non. Proprio per questo la sintomatologia traspare nella depressione in quanto è un rifiuto del fondamento vitale dell’individuo sano.

La depressione e il mito di Saturno

Pieter Paul Rubens, il mito di Saturno

Saturno è il Dio della malattia saturnia cioè la depressione. Secondo il mito Saturno divorò i suoi figli appena nati e proprio questa simbologia ci permette di fare una parallelismo con la depressione: tutto ciò che nasce viene divorato dalla malattia. Questo è il motivo principale per cui poi si cade nella stagnazione mentale a cui è annessa la lentezza, caratteristica evidente nel depresso. Inoltre con il suo falcetto Saturno, sempre secondo il mito, castra tutto ciò che vive intorno a lui: la castrazione è una componente molto forte perché recide tutto ciò che è obsoleto. Quest’ulteriore elemento si collega alle raccolte invernali di cui si occupa il soggetto in questione e ha come conseguenza la freddezza, un’altra caratteristica del depresso.

Saturno è anche legato al mondo della putrefazione e del decadimento. L’isolamento è la caratteristica di questo Dio, sempre lontano da tutti. La stessa cosa succede con questo disturbo: ci si isola dal mondo esterno. Bisogna notare che l’isolamento avviene, in primo luogo, dal vero . La perdita di contatto con la “propria anima”, quando quest’ultima identità sperimenta una crisi, si riversa in ossessioni come: dipendenze, violenze e atteggiamenti negativamente nichilisti. Il nostro autoesilio ci porta a una depressione significativa e, qui, “l’ombra” tende la mano per propendere nell’inconscio della psiche: basta solo afferrarla senza lasciarla scappare.

A cosa serve la depressione?

In poche parole, la depressione serve a rivolgerci verso l’interno. Anche James Hillman sosteneva che: “La depressione è una risposta all’attivismo maniacale che ci proporne la società”. Infatti subiamo lo stimolo verso ciò che è esterno a noi ed è come se avvenisse la morte di questo selvaggio attivismo, incline a rivolgersi verso il nostro inconscio. Ne consegue una sorta di ribellione e in ciò la depressione si rivela una necessità di rivoluzione nella vita. Tornando al simbolismo di Saturno, non ci deve sorprendere che questo sia il Dio rivoluzionario che, dopo aver castrato il padre Urano, ribalta l’ordine prestabilito e ricrea il suo cosmo, non più secondo l’eredità di suo padre ma, come suo dominio.

È importante scoprire anche il significato che porta questa malattia, cioè quale rivoluzione voglia portare…Depressione significa: abbassare ovvero, portare a un livello più basso del normale l’umore. È un processo molto doloroso e complicato ma, dopo averlo compiuto, donerà “l’età dell’oro” (anch’essa di saturniana memoria). Infatti questa malattia come dice Hillman è un balsamo per l’anima e ci dà la possibilità di un contatto con la nostra intimità.

“Non sono pazzo se sono depresso: se tu non senti la depressione in questo tipo di mondo in cui viviamo allora lì sì che sono pazzo.”

Le conseguenza del lockdown

Il lockdown ha portato a un distacco vero e proprio con l’esterno e ci ha dato la possibilità di rivolgere la nostra attenzione verso l’interno. Questo è avvenuto specialmente in chi ha avuto disturbi legati alla tristezza. L’ansia, infatti, crea dei castelli blindati da abbattere se si vuole vivere. L’ansia e la paura possono anche essere delle componenti persistenti e di conseguenza portano alla costruzione delle resistenze psichiche da abbattere.

Chi inconsciamente si è posto sotto l’ottica della “vittima” cercando un carnefice verso l’esterno, ha usufruito dello schema: ego, super ego, deleterio. Questo porta a una stagnazione abituale che viene proiettata magari per abitudine, inconsapevolmente, anche nella vita quotidiana. L’ego in questione rappresenta il bambino ferito immerso nella reazione. Invece, per quanto riguarda il super ego esso rappresenta la minaccia, colui che, come detto sopra, crea il conflitto interiore e sensi di colpa deleteri.

Essi si caratterizzano con la classica frase: il primo “io desidero”, il secondo “io devo”. Questo crea il classico loop della vittima e del carnefice. È possibile guardarsi dentro quando si è nell’ottica del bambino? Si ma con presenza. Il dolore può essere utile solamente se c’è una forza di volontà nel rigirare l’attenzione verso l’interno. Come primo step chi rappresenta il super ego, l’importante è osservare: la madre o il padre? Detto ciò, riconoscere questo schema è un passo molto grande per vedere uno squarcio di luce anche se la salita è ancora lunga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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