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Una settimana tra Valančiūnas e Harris: ecco i flop dell’NBA

Un’altra settimana di NBA è giunta al termine: vediamo i momenti principali e analizziamo insieme tutti i flop della Western e della Eastern Conference.

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Bentornati amiche e amici della pallacanestro a stelle e strisce! Eccoci con il consueto recap settimanale della stagione NBA! Ma prima di partire con le nostre classifiche, vediamo cosa è successo nell’ultima notte di scambi. Come ci si aspettava, ci sono stati diversi stravolgimenti che potrebbero ridisegnare gli equilibri non tanto ad Ovest quanto ad Est.

I Magic schiacciano il pulsante rosso

I Magic hanno dato il via definitivamente alla caccia alla prima scelta. Aaron Gordon è volato in Colorado (dove è arrivato anche Javal McGee), aggiungendo ai Nuggets punti e rimbalzi e un atletismo che potrebbe essere fondamentale in chiave playoff. Il secondo tassello ad andar via dal caldo sole della Florida è Fournier, che si accasa ai Boston Celtics in disperata ricerca di punti. Probabilmente per Boston non sarà abbastanza, considerando che seguiva lo stesso Aaron Gordon, ma i Celtics quest’anno sono troppo altalenanti e hanno perso di attrattiva per i giocatori più importanti sul mercato. Il terzo moschettiere dei Magic, l’All Star Nikola Vucevic, è stato spedito nella ventosa Chicago in cambio di Otto Porter, Carter Jr e due prima scelte dei Draft 2021 e 2023. Ricordiamo che i Bulls sono in piena lotta playoffs e acquisiscono un giocatore che quest’anno viaggia a quasi 25 punti e 12 rimbalzi di media, andando a formare una coppia esplosiva con Zach LaVine.

L’altra squadra che punterà ad arrivare ultima per cominciare da zero il progetto di ricostruzione è Houston, che nella notte ha svenduto Oladipo a Miami in cambio di in cambio di Avery Bradley, Kelly Olynyk. Sicuramente un affare per Miami, nonostante la tenuta fisica di Oladipo negli ultimi anni non sia stata particolarmente solida. Gli Heat adesso dispongono di un pacchetto offensivo davvero notevole e dopo aver retto l’urto nella prima metà di stagione, proveranno a scalare la non irreprensibile Eastern Conference.

Escono bene dalla Trade Deadline anche i Blazers. Portland infatti ha strappato Norman Powell (quasi 20 punti di media per lui in questa stagione, tirando con oltre il 60% dal campo) ai Raptors in cambio di Rodney Hood e Gary Trent Jr. I Blazers ora hanno un’ulteriore soluzione offensiva che si affiancherà a Lillard e McCollum: non vorremmo trovarci nei panni dei difensori che li affronteranno.

Tutto ciò in attesa di capire dove si accaseranno Drummond e Aldridge, ottenuto il Buyout dalle rispettive franchigie. Drummond è vicino a Lakers e Suns, per Aldridge sembra quasi scontato l’approdo ai Miami Heat, che nel giro di pochi giorni si trasformerebbero in contender per il titolo. Staremo a vedere. Veniamo alle partite della settimana e vediamo quali sono i top e flop delle rispettive Conference

WESTERN CONFERENCE

Tra le TOP

Los Angeles Clippers: partiamo dalla fine, ovvero dall’arrivo di Rondo come playmaker. Adesso i Clippers avranno lo smistapalloni che tanto ricercavano e un attacco già esplosivo potrà essere efficacemente innescato, o perlomeno meglio di come fatto da Williams finora. Nel frattempo si godono le prestazioni di Mann, Jackson e Morris che a turno contro Hawks e nella doppia sfida contro gli Spurs si sono dati al ventello, aiutando la squadra. Degna di nota è stata la partita vinta 134-101 contro San Antonio con 17 triple messe a segno e oltre il 50% dall’arco, una autentica grandinata che non ha lasciato scampo agli Spurs. I Clippers non mollano il treno per il primo posto.

Memphis Grizzlies: la squadra prima del singolo. Da molti anni è questo il mantra che guida gli orsi. E l’eredità di Zach Randolph sembra essere stata raccolta da Valanciunas, leader silenzioso che si impone con le prestazioni sul campo. Solidi in difesa, i Grizzlies hanno avuto ragione nella maratona all’overtime contro Boston e ora si preparano ad un doppio scontro contro i primi della classe: gli Utah Jazz. In caso di vittorie, punteremmo su di loro nella corsa all’ottavo posto.

Sacramento Kings: De’Aaron Fox da 30 punti a partita e un filotto di vittorie che potrebbe allungarsi viste le prossime sfide contro gli Spurs in declino. Dicevamo di Fox: determinante nella gara vinta contro gli Hawks (anche se con un quarto quarto da dimenticare, graziati da Gallinari sulla sirena) e devastante nella passeggiata contro i Warriors dove lui ha messo 44 punti e i Kings hanno tirato quasi col 60% dal campo. Sacramento ad inizio stagione non aveva grosse possibilità, nonostante una buona qualità del roster nel complesso.  Il tracollo di San Antonio ha riaperto i giochi e complice il momento no dei Warriors e gli scontri diretti con gli Spurs, potrebbero rivelarsi come una delle sorprese di stagione dopo un avvio molto comnplesso. Cosa che nella Western Conference non è mai da dare per scontata.

Tra i FLOP

Los Angeles Lakers: senza Lebron e già privi di Davis, sono in caduta libera. Quattro sconfitte di fila nella Western Conference pesano tantissimo. Sono scesi al quarto posto e ora Nuggets e Blazers distano una partita e mezzo, in una classifica che si sta accorciando pericolosamente. Le sconfitte maturate sono in media per oltre 10 punti e stanno emergendo tutti i limiti di un roster fortemente incentrato sulle due superstelle che lo scorso anno hanno riportato dopo un decennio l’anello nella Città degli angeli. Ai tifosi gialloviola non rimane che sperare nel mercato dei free agent, che potrebbe portare in dote Andre Drummond. Punti e rimbalzi pesantissimi che mai come in questo momento servirebbero ai Lakers. Nel frattempo un aiuto arriva anche dal calendario: Cavs e Magic per tornare a vincere. Prima della supersfida ai Bucks.

Golden State Warriors: un crescendo di brutte figure li sta allontanando da un obiettivo che ad inizio anno (ed in realtà anche ora) era pienamente alla portata, ovvero giocare i playoff. Dopo la volata persa contro Memphis, i Warriors hanno subito il gioco di Harris prima e Fox poi in gare dove non sono mai entrati in partita. L’attacco gira, come sempre, e le percentuali al tiro sarebbero anche notevoli; se non fosse che in difesa viene concesso di tutto e gli avversari vengono lasciati liberi di tirare come dimostrano le statistiche: oltre il 50% al tiro per chi affronta i Warriors in questo periodo. Lontano dai fasti di qualche anno fa e con Curry fuori, Golden State dovrà trovare nella profondità del roster le risposte. Magari proprio nel nostro Nico Mannion che ha avuto il suo exploit nella gara contro i Kings firmando 19 punti (e facendone 9 in 13 minuti contro i Grizzlies). Forza Nico!

San Antonio Spurs: Non solo le quattro sconfitte consecutive e le brutte prestazioni offerte, ci si è aggiunto anche il buyout di un pezzo prezioso del roster come Lamarcus Aldridge. San Antonio dopo 22 anni consecutivi ai playoff, rischia di saltarsi per il secondo anno di fila. Una buona partenza è stata poi susseguita da risultati altalenanti e ora i texani sembrano aver imboccato una strada in discesa pericolosissima. A parte la sconfitta di misura contro gli Hornets, per San Antonio ci sono state solo imbarcate. E il problema è che adesso sta per arrivare il back-to-back contro i Kings che sono in forte ascesa e vorrebbero spuntare l’ottavo posto dei playoff che attualmente è occupato proprio dagli Spurs. Diciamo che se avessimo un euro da puntare, non sarebbe su San Antonio in questo momento.

Giocatore della settimana: Jonas Valančiūnas, Memphis Grizzlies. 17 punti e 16,7 rimbalzi di media nella settimana, autentica macchina da guerra che sta trascinando Memphis alla conquista dell’ottavo posto ad Ovest, complice la caduta libera degli Spurs. Non lo vedrete quasi mai negli highlights delle partite dei Grizzlies, molto meno spettacolare di Morant o Brooks, ma è uno dei migliori scorer della squadra e dietro cattura rimbalzi come se fossero caramelle. Jonas è in trance agonistica e ha dato un contributo fondamentale specialmente nella vittoria contro i Warriors (gara sempre in bilico, prima che Golden State mollasse al fotofinish) e ancor di più in quella di misura contro i Celtics, vinta all’overtime. Contro Boston sono stati determinanti i 17 rimbalzi offensivi catturati da Memphis contro i miseri 3 dei Celtics. Se Jonas mantenesse questa costanza, per i Grizzlies si spalancherebbero le porte dei playoff.

EASTERN CONFERENCE

Tra i TOP

Milwaukee Bucks: continuano nel filotto di vittorie (arrivati a 8 di fila) e vincono nella gara del tiro da tre punti contro i Celtics. 17 triple contro le 19 messe a segno da Boston, ma il punteggio finale dice 121 a 119 con un Middleton monumentale da 27 punti e 13 rimbalzi. I Bucks hanno sorpassato di nuovo i Nets e continuano a tallonare Philadelphia. Presumibilmente questo canovaccio andrà avanti fino alla fine della stagione, considerando la qualità dei roster. Per i Bucks ora si prospetta un calendario non semplice che prevede il quartetto Celtics-Knicks-Clippers-Lakers. Ma Giannis dopo una gara di stop è tornato e siamo sicuri che vorrà riprendere da dove aveva lasciato.

Philadelphia 76ers: la truppa di coach Rivers non molla un colpo e tiene Milwaukee e Brooklyn a distanza, complice un Tobias Harris in grande spolvero e determinante nel successo contro gli ostici Knicks. I 76ers fanno valere la profondità del roster e una delle migliori difese del campionato. Complice un calendario agevole, mantengono la testa della Eastern Conference e arrivano al big match contro i nuovi Nuggets di Aaron Gordon da favoriti. L’impressione è che la squadra paradossalmente si sia compattata ancor di più dopo lo stop di Embiid, trasformandosi in una cooperativa di punti. Sembrano dettagli, ma nei momenti topici fanno la differenza soprattutto queste cose.

New York Knicks: guidati da Randle, lottano per un posto nelle prime quattro ai playoff che varrebbe vantaggio del fattore campo. E quando Randle si prende una pausa, ci pensa Burks con 27 punti a stendere i Wizards. New York ha motivi per essere felice dopo dieci anni di sofferenze.

E invece tra i FLOP

Washington Wizards: non riescono a svoltare la stagione. Dopo un filotto di vittorie, Washington ripiomba in basso, con due sole vittorie nelle ultime 10 partite e tanti punti interrogativi. La società da ribadito che Beal non si muove e ha difeso le scelte di inizio stagione, ma la difesa rimane francamente imbarazzante che ha concesso nelle ultime partite 115 punti a gara. Con questi numeri è impossibile pensare di invertire il trend di una stagione che sembra segnata.

Miami Heat: flop ma ancora per poco, ci mettiamo la firma. Cinque sconfitte consecutive sono bastate per far suonare l’allarme in Florida ed evitare un tracollo già avvenuto nel corso della stagione. Oladipo è arrivato in cambio di noccioline e ora l’attacco di Miami potrà girare a pieno ritmo, in attesa del rinforzo in difesa (nonostante sia una specialità in casa Heat) Lamarcus Aldridge. Con un Nunn trasformato e in forma e una panchina molto profonda che può contare sull’esperienza vincente di Ariza e Iguodala, Miami si preannuncia come una delle favorite per il titolo finale. E come ultima volta come protagonista in questa parte della nostra classifica.

Toronto Raptors: l’addio di Powell non porta certo belle notizie in Canada, in un periodo non certamente positivo per i Raptors. La vittoria contro i Nuggets è stata una goccia in un mare di delusioni, di cui fanno parte le disfatte contro Cavs e Rockets (che venivano da 20 sconfitte consecutive). Toronto rappresenta senza dubbio una delle delusioni di questa stagione, partita con ben altre prospettive. Nota a margine: Lowry è rimasto, ma a che prezzo?

Giocatore della settimana: Tobias Harris, 76ers. Quasi 25 punti di media in questa settimana per il newyorkese di Islip. Con l’assenza di Embiid, si sta caricando lui sulle spalle i 76ers: sono ancora loro la squadra da battere, mantenendo saldo il primo posto ad Est nonostante li assalti di Bucks e Nets (e prossimamente dovrebbero inserirsi gli Heat, anche se recuperare 10 partite di differenza sarebbe una impresa non da poco). Vicino alla tripla doppia contro gli ottimi Kings, decisivo nella vittoria all’overtime nella tiratissima sfida contro i Knicks (ha firmato tutti i 5 punti del sorpasso finale), miglior scorer contro i Warriors e ottimo nel supporto alla superserata di Green nella vittoria contro gli acciaccati Lakers. Philadelphia punta al titolo e per farlo, vuole arrivarci da prima della classe. Harris questo lo sa bene, come sa che servirà il suo supporto per raggiungere un traguardo dichiarato ad inizio stagione.

Per questa settimana è tutto, ci vediamo sabato prossimo!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella vita ho abbracciato il masochismo: socialista e tifoso del Bari. Precario a tempo pieno; ho scelto di rimanere al Sud (con tutte le difficoltá che ne conseguono), perché credo fortemente nella rinascita meridionale. Appassionato di politica fin da piccolo, cercherò di affrontare le disuguaglianze sociali trasversalmente parlando di welfare, lavoro, infrastrutture, giovani. “Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”

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