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Nikola Jokic: lo sportivo che non ti aspetti

Quante storie di giovani cestiti che conquistano l’NBA avete sentito? Ben, tenetevi forte perché quella di Nikola Jokic non è la solita storia…

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Questa non è la storia che la maggior parte di voi si aspetta. Non racconteremo di un cestista che, grazie al duro allenamento, è diventato il giocatore più forte, come Micheal Jordan o Kobe Bryant. Non parleremo di un giocatore che, grazie al suo precoce talento, è stato considerato dai fans e dai media un predestinato, come LeBron James. Non sarà il racconto di un cestista che, dopo un passato da dimenticare, ha trovato nel campo di basket il suo riscatto, come Allen Iverson. Questa è la storia di uno di noi … questa è la storia di Nikola Jokic!

Chi è Nikola Jokic?

Nikola Jokic nasce il 19 Febbraio 1995 a Sombor (Serbia). Il basket è lo sport di casa, dato che il padre è un fanatico della palla a spicchi ed i fratelli maggiori (Strahinja e Nemanja) sono due cestisti. Nikola inizia a giocare a pallacanestro da piccolo e segue gli insegnamenti di Strahinja e Nemanja, considerati più talentuosi di lui. Stanco di perdere contro di loro, Nikola pensa di abbandonare il basket all’età di 13 anni ed iniziare a fare equitazione. In quel periodo incomincia a bere 3 litri di coca-cola al giorno ed a mangiare come colazione mezzo chilo di torta salata, diventando sempre più grosso.

Grazie al supporto dei genitori, Jokic non lascia perdere la pallacanestro. Nel 2012, all’età di 17 anni, gioca con la Mega Vizura, la squadra di Belgrado. L’allenatore del Mega Vizura nota che Jokic non è in grado di fare un piegamento senza farsi male, perciò, per il 1° anno, lo fa allenare con il team juniores e non con la prima squadra. Il suo talento non passa inosservato e diventa un grande idolo per i bambini. Per far capire quanto Nikola era amato nel 2012, basta sapere questo: un giorno ha fatto 300 autografi ai bambini in 3h. Per far questo, ha avuto una lesione al polso ed è rimasto infortunato per una settimana. La sua risposta in merito?

“Nella mia vita non posso mai deludere nessun bimbo”.

Verso l’NBA…

Dopo un primo anno burrascoso, Jokic diventa il perno del Mega Vizura ed uno dei giocatori più in vista del campionato (Adriatic League), realizzando 11.4 punti, 6.4 rimbalzi e 2.5 assist a partita nella stagione 2013-2014 e 15,4 punti, 9,3 rimbalzi (leader del campionato) e 3,5 assist a partita nella stagione 2014-15. Il merito di queste prestazioni è anche di Strahinja e Nemanja che, vedendo il gran talento di Nikola, lo spronano a fare di più, in moda da non diventare il nuovo Darko Milicic. Per chi non lo conoscesse, Milicic è stato un giocatore serbo dal gran talento che, a causa di una scarsa dedizione, è stato uno dei più grandi flop della storia NBA. Al di là di Strahinja e Nemanja, è stata importante anche la presenza di Misko Raznatovic (il suo procuratore) che motivava il ragazzo con una scatola di biscotti al cioccolato dopo ogni buona prestazione

Dopo aver dominato giocato nell’Adriatic League, Jokic decide di far sul serio: si rende eleggibile per il draft NBA 2014-15. Per chi non lo sapesse, il draft NBA è un evento annuale in cui le trenta squadre possono scegliere nuovi giocatori dai 18 anni in su. I giocatori del draft sono chiamati “rookie” e sono selezionati dai talent-scout, che scelgono i 60 giocatori più talentuosi tra chi si è reso eleggibile al draft. I rookie sono scelti dalle squadre secondo un ordine, deciso dai talent-scout, e secondo un criterio, deciso dalla dirigenza NBA. L’ordine dei rookie si basa sul talento dei giocatori, perciò più il cestista è talentuoso, più la posizione nell’ordine è alta, invece meno il cestista è talentuoso, più la posizione nell’ordine è bassa.

Ecco cosa c’era in onda quando veniva annunciato il nome di Nikola Jokic

Secondo i talent-scout, Nikola Jokic era uno dei giocatori con meno talento di quell’anno, infatti è stato scelto con la 41° scelta dai Denver Nuggets. Come potete notare, il canale in questione (ESPN) non ha ripreso il momento della selezione in Tv, ma ha mandato in onda uno spot di un taco messicano. La vera domanda è: hanno mandato in onda lo spot in questione perché sapevano che Jokic fosse una buona forchetta o perché a nessuno importava qualcosa di lui? Sarebbe opportuno chiedere a Nikola Jokic, però in quel momento era a letto a dormire, perciò, non avendolo visto, non sarebbe in grado di rispondere. Nikola si presenta a Denver in gran forma: 133 kg ed il 21% di massa grassa. Dato che non è stato abbastanza, decide di mangiare da solo 1 kg di gelato in vaschetta per la prima cena a casa di un dirigente. Menomale che il buon cavallo si vede a lunga corsa, perché se in questo caso il buongiorno si fosse visto dal mattino, oggi non parleremmo di lui.

Nonostante la panchina…

Non suo primo anno (2015-2016) non è titolare e non gioca nel suo ruolo attuale. Parte dalla panchina e gioca come ala grande, ma questo non impedisce a Jokic di mettere alla luce il suo talento. Dopo aver registrato a referto 23 punti e 12 rimbalzi vs San Antonio Spurs e 27 punti e 14 rimbalzi vs Toronto Raptors, diventa titolare e chiude la stagione in crescendo. Con le medie di 10 punti, 7 rimbalzi e 2.4 assist a partita, arriva al terzo posto per il premio Rookie of the year, assegnato al rookie che ha giocato la stagione più sorprendente. Ah, piccolo particolare: ha perso anche 20 kg in 6 mesi (le persone a dieta saranno invidiose del suo risultato).

Dopo la prima stagione, era chiaro che Nikola Jokic fosse un giocatore anomalo: è alto 2,11 m, ma non ha la forza fisica e l’elevazione che ti aspetti. Può giocare come ala grande o centro, ma ha il tiro di una guardia e la visione di un gioco di un play-maker, tanto che in un’intervista ha dichiarato: “Sono una guardia intrappolata in un corpo da centro”. Consapevole del suo poco agonismo, ha aggiunto anche: “Sono paziente semplicemente perché non corro veloce come gli altri, quindi non ho scelta”

Nella stagione 2016-2017 Jokic non gioca più come ala grande, ma come centro titolare al posto di Jusuf Nurkic. In quel ruolo, alza il suo livello e chiude la stagione con 16,7 punti, 9,8 rimbalzi e 4,9 assist a partita, realizzando anche la sua prima tripla doppia vs Milwaukee Bucks. Per chi non lo sapesse, un giocatore realizza una tripla doppia quando realizza la doppia cifra in tre voci statistiche. Nel suo terzo anno (stagione 2017-2018) non solo alza le sue medie stagionali (18,5 punti, 10,7 rimbalzi e 6,1 assist), ma realizza anche la tripla doppia più veloce della storia del gioco (solo 13 minuti). Una media di almeno 18 punti + 10 rimbalzi + 6 assists nel corso di una singola stagione è stata registrata solo da altri cinque giocatori nella storia (Oscar Robertson per tre volte; Larry Bird, Wilt Chamberlain e Russell Westbrook per due; Kevin Garnett per una). Tuttavia negli altri casi mediamente il numero di tiri tentati è stato di 20.1, mentre nel caso di Jokic sono stati solamente 13.5.

Più Nikola Jokic alza il suo livello, più i Denver Nuggets volano in classifica

Nella stagione 2018-19 realizza una tripla doppia con il 100% in percentuale di tiro, diventando l’unico giocatore a riuscirci nella storia del gioco insieme a Wilt Chamberlain. Nel 2018-19 trascina i Denver Nuggets ai play-off, arrivando fino alle semifinali di conference vs Portland Blazers. In gara 3 delle semifinali di conference, grazie ai 4 over-time, diventa il 4° giocatore con più minuti giocati in NBA (64 minuti e 54 secondi). Al termine di questa partita (giocata alla grande), è stata memorabile l’intervista post partita: “Come ti sei preparata a quest’importante partita?” “Ho mangiato, ho guardato programmi TV, ho mangiato di nuovo e poi ho dormito”.

Ridendo e scherzando, da quel momento è diventato uno dei giocatori simbolo dell’odierna NBA e uno dei più grandi assist-man di sempre, forse il migliore nel suo ruolo. Oggi Nikola Jokic ha la media 27,2 punti, 11,1 rimbalzi e 8,6 assist a partita ed corre a grandi passi verso il premio MVP (Most Valuable Player). Senza LeBron James e Joel Embiid (entrambi infortunati), non c’è storia su chi sia al momento il giocatore più determinante di questa stagione. E noi speriamo che lo vinca, perché sentiremo quel premio un po’ nostro, dato che Nikola Jokic, con il suo modo di essere, non può che essere uno di noi!

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Studente di professioni sanitarie, ma con un occhio di riguardo verso tutto ciò che mi circonda. Durante il mio percorso ho notato che, secondo molti, pochi cittadini impegnati non sono in grado di poter cambiare qualcosa all'interno della società. Sono qui, in collaborazione con la Politica del Popolo, per far capire che vive non chi resta in silenzio, ma solo chi lotta per far sentire la propria voce.

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