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La digitalizzazione di un diario…

Oggi scriviamo o narriamo la nostra routine ad un pubblico molto vasto, quali potrebbero essere i rischi? Scopriamolo insieme…

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Ci sono momenti in cui desideriamo ardentemente di possedere una macchina del tempo per poter tornare a vivere le emozioni e i ricordi che custodiamo gelosamente nel nostro cuore. L’uomo ha sempre avuto un impulso predominante, quello di incidere i propri ricordi. Le nuove generazioni probabilmente non hanno avuto il piacere di conoscere lo strumento migliore per suggellare le proprie memorie, il diario. Il ricordo custodito nelle calde pagine di un diario è qualcosa di magico, un incantesimo che ci travolge e ci permette di assaporare gioie e malinconie della quotidianità di ognuno di noi. Ogni nuovo giorno rappresenta una pagina bianca nel diario della nostra vita.

Virginia Woolf diceva che “Nulla è realmente accaduto finché non viene scritto in un diario”, ed è proprio grazie ad alcuni diari che siamo venuti a conoscenza di avvenimenti del passato. L’opera per antonomasia è quella di Anna Frank, che con il suo diario ci ha donato fragilità, sensazioni e tribolazioni. La particolarità è stata quella di scrivere lettere ad un’amica inesistente, un  alter ego, alla quale raccontava giorno per giorno la sua quotidianità sconvolta dalla  tragicità della guerra. Altrettanto celebri sono i diari di : Primo Levi, Cristoforo Colombo, Stendhal, Etty Hillesum, Cesare Pavese, Eugenio Montale e tantissimi altri. 

Nell’epoca più moderna, non meno importante è il Diario di Bridget Jons, che con il suo modo bizzarro ha impresso nelle pagine del diario, i suoi patemi d’amore, consentendo a tante ragazze di immedesimarsi nelle sue esperienze, trovando al tempo stesso conforto.

Dal diario ai social

Nonostante il diario sotto forma cartacea abbia perso un po’ la sua funzionalità, la voglia di catturare le nostre emozioni non l’abbiamo mai persa. Oggi i nostri ricordi sono impressi nei social network che fungono da cineteca della nostra vita. Infatti, questi rappresentano uno strumento imprescindibile per le nuove generazioni, indispensabili, diventando raccoglitore di momenti e di stati d’animo. Il social come scrigno di ricordi ma nemico della stessa socialità, nonostante il termine “social” evochi proprio quel significato, diventando pericolo di alienazione, annientatore della realtà che ci circonda.

 Sebbene il fine possa essere analogo, vi sono evidenti discrasie. Non sempre un diario viene reso pubblico, perciò i racconti restano nelle mani del titolare che li scrive. Il social invece è una finestra sul mondo, quello che divulghiamo ha un pubblico molto più vasto, essendo fruibile per un numero consistente di utenti. 

In uno scenario come quello appena descritto, i Big Tech (I giganti della tecnologia), hanno egemonizzato il mondo digitale. Cosa sono i big tech? Si definiscono tutti i grandi del mondo Tech ,ovvero aziende come Google, Microsoft, il gruppo Facebook e tante altre, le quali raccolgono in poche mani poteri piuttosto estesi, essendo in grado di orientare e al tempo creare fenomeni che consentono di preferire un’opinione a discapito di altre.

Nonostante la gratuità c’è un prezzo da pagare

 I social sono il corredo della nostra quotidianità, supporti gratuiti che fungono da taccuino delle nostre avventure. Sulle piattaforme, condividiamo quasi ogni momento della nostra routine, le utilizziamo e le scarichiamo in maniera gratuita. Eppure nonostante la gratuità, un prezzo lo stiamo comunque pagando, in termini di dati personali. Difatti, immettendo i nostri dati, riusciamo si a fruire di ottimi servizi che velocizzano le nostre esigenze, ma stiamo anche offrendo la nostra personalità, oltre al fatto che tutto quello che noi preferiamo viene targhettizzato per farci vedere quello che è di nostro gradimento. Perciò alla luce di quanto esposto, è bene tutelarci, leggere sempre con attenzione ai consensi che prestiamo e alle informative sulla privacy. 

 Un ruolo fondamentale in tal senso viene svolto anche dal GDPR(General Data Protection Regulation), il “Regolamento generale per la protezione dei dati personali ” approvato in Italia nel 2018. Nato per rispondere ad un’esigenza di certezza giuridica, armonizzazione e semplicità delle norme sul trasferimento dei dati personali dell’Ue verso altre parti del mondo. Al fine di fornire, tra i tanti obiettivi, anche regole chiare e semplici sull’informativa e sul consenso

A corredo di quanto esposto finora ci sono le percentuali fornite dall’Istat che rivelano il numero di utenti social network in Italia. I social network in Italia sono utilizzati da 35 milioni di persone  (58% della popolazione). Gli utenti attivi sui social da dispositivi mobili sono il 98%. Inoltre il tempo che trascorrono sul web è di circa 6 ore, triplicando il tempo speso davanti alla televisione. 

Quali sono i social network più utilizzati in Italia?

Facebook29 milioni di utenti
Instagram20 milioni di utenti
LinkedIn14 milioni di utenti
Twitter3,17 milioni di utenti
Snapchat3.05 milioni di utenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono laureata in giurisprudenza, le mie più grandi passioni oltre al diritto, sono il cinema e la lettura. La cultura per me ha sempre rappresentato un valore aggiunto e mi ha consentito di mantenere vivo l'ardore e la sete di conoscenza che da sempre mi caratterizzano.

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