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Adesso il gioco si fa duro: ecco il recap NBA

Nuova giro, altra corsa: riviviamo insieme i momenti più belli di questa settimana, raccontando i top ed i flop di questi 7 giorni.

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Le top dell’ Eastern conference:

Brooklyn Nets: quest’anno, secondo molti, la finale NBA sarà Los Angeles Lakers – Brooklyn Nets, dato che le due squadre in questione sono uno (se non due) gradini sopra tutti. Mentre i Los Angeles Lakers annaspano a causa delle assenze di LeBron James e Anthony Davis, i Brooklyn Nets, con o senza infortuni importanti, continuano a vincere e convincere. Da sabato 27 Marzo ad oggi, questa squadra ha vinto 4 partite su 4. Grazie ai successi di questa settimana, i Brooklyn Nets mantengono il 1° posto dell’Eastern Conference e allungano sui Philadelphia 76ers (2° posto) e sui Milwaukee Bucks (3° posto). Certo, vincere contro squadre come Detroit Pistons, Houston Rockets, Minnesota Timberwolves e Charlotte Hornets non è un’impresa, ma in NBA non esiste la parola “scontato”, perché la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Ma cosa spaventa di più dei Brooklyn Nets? La fase offensiva. Anche se manca un gran giocatore, la squdra non sente la sua assenza. Questo fa capire non solo che ciascun giocatori sa quale sia il suo ruolo in campo in ogni partita, ma anche che c’è un grande fame di vittorie.

Miami Heat: dopo aver perso 6 partite consecutive, i Miami Heat hanno alzato la testa, vincendo 3 partite su 4. I 3 successi di questa squadra cambiano la classifica dell’Eastern Conference: i Miami Heat (5° in classifica) sorpassano i New York Knicks (6° in classifica) vincendo 98-88 e tengono lontani gli Indiana Pacers (9° in classifica) dalla zona play-off vincendo 92-87. Perdere contro gli Charlotte Hornets è stata una delusione, ma vincere contro i Golden State Warriors dà più consapevolezza ai Miami Heat. La squadra di coach Spoelestra sapeva che vincere contro i New York Knicks, i Golden State Warriors e gli Indiana era fondamentale e, con grinta e determinazione, non ha deluso. Come l’anno scorso, più si avvicinano i play-off, più i Miami Heat diventano un osso duro per tutti. Anche quest’anno i Miami Heat non partono con i favori dei pronostici, ma sono pronti a sorprendere. Dopo i grandi risultati dello scorso anno, la dirigenza ha confermato tutti (ad eccezione di Jae Crowder) e ha aggiunto, con la recente trade deadline, un buon scorer come Victor Oladipo, un buon difensore come Trevor Ariza e un ala grande dal buon tiro come Nemanja Bjelica. Outsider o qualcosa in più? Chi vivrà, vedrà.

Charlotte Hornets: insieme ai New York Knicks, sono stati la rivelazione dell’Eastern Conference. A parte Gordon Hayward, non ci sono grandi giocatori in questa squadra, però il gran lavoro di coach Borrego e la sorprendente esplosione del rookie Lamelo Ball hanno portato gli Charlotte Hornets al 4°. Restare al 4° posto sarò duro, ma questa squadra non vuole alzare bandiera bianca. Dopo 5 anni, gli Charlotte Hornets sono vicini a giocare i play-off e sono più che mai motivati. E’ vero, hanno perso, a causa di un grave infortunio, Lamelo Ball, ma la squadra sta rispondendo bene sul campo. Dal 27 Marzo ad oggi, gli Charlotte Hornets hanno battuta gli ostici Miami Heat e i Washington Wizards di Russell Westbrook, ma hanno anche perso contro i Phoenix Suns e i Brooklyn Nets, squadre di gran lunga superiori. Avete ragione, gli Charlotte Hornets non hanno risultati da top team in questa settimana, ma volevamo premiare il grande impegno che stanno mettendo in campo e riconoscere la grande stagione che stanno facendo.

I flop dell’ Eastern Conference:

Boston Celtics: oggii loro k.o non fanno tanto rumore. Una stagione deludente, una stagione che nessuno si aspettava. La squadra è uguale all’anno scorso, ma i Boston Celtics del 2020/21 sono l’ombra dei Boston Celtics del 2019/20. A cambiare non sono stati i giocatori della squadra, ma la classifica della squadra. L’anno scorso i Boston Celtics hanno chiuso la Regular Season al 3°posto e sono arrivati in finale di conference. Quest’anno la squadra è ottava e, se continua così, non giocherà i play-off. Gli Indiana Pacers e i Chicago Bulls sono alle calcagna e Boston non può perdere ancora. Non giocare i play-off sarebbe un flop, perciò è arrivato il momento di cambiare marcia. Mentre i k.o non fanno più rumore, le frasi dei giornali e la dichiarazione di Danny Ainge (ex bandiera della squadra e general manager) sono assordanti.

Il Boston Globe, nota testata giornalistica della città, ha accusato la squadra di iniziare male le partite e di protestare troppo, ma in particolare di non aver un gioco corale tanto. Esemplare la frase del giornale “Con gli altri 4 che sembrano i Jackson 5 in ammirazione di Michael Jackson”. Fanno ancora più eco le parole di Ainge, che rincara la dose con “Credo che i giocatori debbano guardarsi dentro. Devono desiderare di più la vittoria, devono essere in grado di lottare contro le avversità”. I successi contro i Milwaukee Bucks e gli Oklahoma City Thunder di questa settimana avevano lasciato ben sperare, ma poi le sconfitte contro i New Orleans Pelicans e i Dallas Mavericks hanno fatto capire che era solo un’illusione. Che la vittoria di questa notte contro i mediocri Houston Rockets possa dare la scossa?

Toronto Raptors: se in questo momento cercate sul vocabolario il termine “demotivato” troverete il logo di questa squadra. Dopo essere stati campioni NBA nel 2018/19, i Toronto Raptors hanno perso Kawhi Leonard, il giocatore più forte di quella stagione. L’anno scorso, senza di lui, sono arrivati al 2° nell’Eastern Conference ed alle semifinali di conference. Quest’anno Toronto è 11esima e, con i 3 k.o su 3 partite di questa settimana, sono diventate 14 le sconfitte consecutive. Questa notte, dopo 14 gare perse, è arrivata un successo contro quel che resta dei Golden State Warriors. La zona play-off non è lontana, ma questa squadra sembra aver perso la grinta e la determinazione che aveva in passato. Toronto, ma che fine hai fatto?

Chicago Bulls: con l’arrivo di Nikola Vucevic e Daniel Theis, i Chicago Bulls hanno lanciato un segnale: questa squadra punta ai play-off. Come ricorda il proverbio però: “Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”. Dal 27 Marzo ad oggi, i Chicago Bulls hanno perso 3 partite su 3. E’ evidente che, a causa del poco tempo, non c’è ancora intesa tra Vucevic ed i compagni di squadra. La zona play-off è vicina, ma, senza alchimia di squadra, può diventare lontana. A non aiutare la storica squadra di Micheal Jordan sono il calendario e l’infortunio di Zach Lavine, il giocatore più importante della squadra. L’infortunio non sembra grave, ma il giocatore spera che la sua squadra vinca qualche partita senza di lui, per evitare di fare gli straordinari all’ultimo.

Giocatore della settimana: Russell Westbrook (Washington Wizards) con 25,3 punti, 15 assist e 16 rimbalzi di media in questa settimana. I numeri parlano da sé, ma qualche parola va spesa. Westbrook è un giocatore che divide i tifosi, perché o lo ami o lo odi. Piaccia o non piaccia, è lui il giocatore della settimana per l’Eastern Conference. Anche i Washington Wizards puntano ai play-off, perciò Westbrook, da leader qual è, ha preso in mano la squadra, cercando di arrivare all’ottavo posto, complice anche l’assenza per infortunio di Bradley Beal. Precisione nel tiro, velocità e potenza in penetrazione, qualità nel passaggio, attenzione e cattiveria in difesa e grinta a rimbalzo … trovate qualcosa che non ha fatto.

La gara in cui è stato più dominante? Washington Wizards- Indiana Pacers con 35 punti, 21 assist e 14 rimbalzi. Godetevi lo spettacolo!

Le top della Western Conference:

Utah Jazz: cos’abbiamo detto prima? In NBA il termine “scontato” non esiste. Volete un esempio? Gli Utah Jazz. Se questo campionato fosse scontato, il 1° posto della Western Conference sarebbe occupato o dai Los Angeles Lakers di LeBron e Davis o dai Los Angeles Clippers di Leonard e George, invece ci sono gli Utah Jazz. Nessuno puntava su di loro ad inizio stagione e per qualcuno sono, ancora oggi, un fuoco di paglia. Gli Utah Jazz sembrano non sentire la pressione e rispondono sul campo a chi non crede in loro. In questi 7 giorni, la squadra ha vinto 5 partite su 5, arrivando ad 8 successi consecutivi. Il segreto degli Utah Jazz? Lo spirito di squadra. In questa squadra non prevale il singolo e, per questo motivo, non si può dare il merito solo a Donovan Mitchell e Rudy Gobert (le star della squadra), perché questo 1°posto è merito di tutti. La vera domanda: riuscirà questa squadra ad essere un rullo compressore anche ai play-off? Fateci sapere nei commenti.

Phoenix Suns: Gli Utah Jazz continuano a vincere, ma non possono restare sereni. Il motivo? Perché al 2°posto c’è una squadra che, come loro, macina vittorie: i Phoenix Suns. Trascinati dal talento di Devin Booker, in questa settimana la squadra dell’Arizona ha vinto 5 partite su 5, demolendo i suoi avversari, in particolare gli Oklahoma City Thunder, che hanno perso con 37 punti scarto. L’arrivo del play-maker Chris Paul ha portato esperienza e fame di successo, elementi che ai Phoenix Suns mancavano da un bel po’. Si parla poco di loro, ma questo non importa: loro, in silenzio, lavorano per mettere i bastoni tra le ruote ai play-off. Occhio ai Phoenix Suns!

Denver Nuggets: domenica scorsa abbiamo parlato di Nikola Jokic, centro dei Denver Nuggets. Oggi parleremo della sua squadra, che, con l’arrivo di Aaron Gordon, ha trovato quel che mancava per puntare in alto. Quinti in classifica, i Denver Nuggets hanno vinto 4 partite su 4 e, sentendo le parole di Gordon, non vogliono fermarsi. “Non ci sono limiti per questa squadra. Se continueremo a lavorare insieme, sarà difficile fermarci. Mi sembra che abbiamo tutte le carte in regola, abbiamo profondità e sia in attacco che in difesa possediamo tante opzioni”, queste le parole del neo arrivato. Il tiro di Jamal Murray, la visione di gioco di Jokic e Campazzo, la forza fisica debordante di Gordon e Porter Jr., la difesa e l’esperienza di Barton, Millsap e Green … gli elementi per vincere ci sono tutti, ora la parola passa al campo.

I flop della Western Conference:

Memphis Grizzlies: è un peccato inserire una squadra come Memphis tra i flop della settimana, ma i 3 k.o in 5 partite pesano. E’ vero, hanno avuto la sfortuna di incontrare 3 volte i travolgenti Utah Jazz, ma non può essere una scusa. La lotta per i play-off è entrata nel vivo e i Memphis Grizzlies (noni in classifica) possono e devono vincere di più. Anche se il calendario non è agevole, sappiamo che questa squadra si rialzerà grazie al suo “grit e grind”, ovvero un gioco brutto e difensivo. Siamo certi che, quando scriveremo il prossimo recap, i Memphis Grizzlies non saranno più tra i flop della settimana. Confidiamo nel talento di Ja Morant e nella costanza di Jonas Valanciunas!Golden State Warriors: una squadra che ambisce ai play-off non può giocare così.

Dal 27 Marzo ad oggi, i Golden State Warriors hanno vinto 1 partita su 5. Dopo il grave infortunio di Klay Thompson (guardia della squadra), le ambizioni della squadre sono state ridimensionate. Arrivare ai play-off sarebbe un successo, ma, anche se non dovessero farcela, non deluderebbero nessuno. Certo, non vedere due grandi giocatori come Curry e Green ai play-off è doloroso, ma se questi sono i Golden State Warriors dovremmo accetarlo. Questa notte la squadra ha perso di ben 53 punti contro i Toronto Raptors, squadre che, come detto prima, perdeva da 14 gare consecutive. “Un umiliazione per tutti noi”, queste le parole di coach Steve Kerr. Sarà compito di Curry e Green (assenti questa notte) prendere per mano la squadra e cercare di rendere degna di nota una stagione partita con il piede sbagliato.

Oklahoma City Thunder: i giovani Oklahoma City Thunder, 13esimi in classifica, hanno perso 3 partite su 4 questa settimana, perciò le speranze di giocare i play-off sono poche, davvero poche. La squadra, per un po’ di tempo, aveva pensato che l’ottavo posto fosse qualcosa di concreto, ma poi ha capito che sarebbe stato un passo più lungo della gamba. Da qui al termine della stagione, troveremo una squadra che cercherà di capire da chi ripartire l’anno prossimo. Il roster è giovane ed il talento c’è, ma qualcuno dovrà fare spazio ai promettenti rookie del prossimo draft.

Giocatore della settimana: Devin Booker (Phoenix Suns) con 33,25 punti, 3,75 assist e 3,75 rimbalzi di media. Passano le stagioni e questo giocatore diventa sempre più determinante. Non ha ancora raggiunto il suo livello più alto, ma fa già paura così. Questa stagione, grazie a Chris Paul, non deve più impostare l’azione e può concentrarsi su ciò che riesce a fare meglio: muovere la retina del canestro con i suoi tiri.

La sua più grande prestazione? La partita contro i Chicago Bulls, che potete vedere nel video qui sotto

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Studente di professioni sanitarie, ma con un occhio di riguardo verso tutto ciò che mi circonda. Durante il mio percorso ho notato che, secondo molti, pochi cittadini impegnati non sono in grado di poter cambiare qualcosa all'interno della società. Sono qui, in collaborazione con la Politica del Popolo, per far capire che vive non chi resta in silenzio, ma solo chi lotta per far sentire la propria voce.

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