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Biden-Gop: è scontro frontale sulla legge elettorale della Georgia

Nella Georgia repubblicana il presidente Biden ha riportato una inaspettata e fondamentale vittoria ma cosa sta succedendo con il nuovo Georgia voting bill? Cosa prevede questa nuova legge elettorale?

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La Georgia è stata indubbiamente l’ago della bilancia delle scorsa tornata elettorale. Per quasi tre giorni è stata “ too close to call”, contribuendo a rendere sempre più incerto l’esito dell’Election Day. Dopo giorni passati col fiato sospeso, qui Biden ha riportato una inaspettata e fondamentale vittoria (per soli 10 mila voti) rimontando, grazie al voto per posta, un vantaggio che sembrava incolmabile. Ancor più decisivo, tuttavia, è stato il successo nei ballottaggi per il Senato di gennaio scorso, che hanno assicurato ai dem il controllo del Congresso, scacciando così gli incubi di un Senato a maggioranza repubblicana.

I senatori Warnock e Ossoff hanno riscritto la storia di uno degli stati più conservatori d’America: il primo, considerato uno degli esponenti più radicali del partito, è diventato il primo senatore afroamericano della Georgia, il secondo, invece, di origine ebraica, è il senatore dem più giovane dal 1972, quando un ancora ventinovenne Joe Biden sconfisse il ben più quotato Caleb Boggs in Delaware. C’è tutto questo, dunque, dietro la controffensiva repubblicana culminata nel nuovo Georgia voting bill, un provvedimento fortemente voluto dal governatore Brian Kemp.

Cos’è il nuovo Georgia voting bill?


Si tratta di un provvedimento piuttosto controverso che stabilisce regole assai più rigide per l’esercizio di voto , danneggiando irrimediabilmente, secondo i dem, l’affluenza degli elettori afroamercani, decisiva per le recenti vittorie dei progressisti. Con questa nuova legge, infatti, si prevedono criteri più restrittivi per accedere al voto per corrispondenza, introducendo l’obbligo di indicare il numero della patente , della carta di identità o in alternativa di altri documenti che permettano l’identificazione di cui gli afroamericani sono spesso sprovvisti.

Inoltre, in forza di questo provvedimento diventa illegale offrire cibo e acqua alle persone in coda per votare, scoraggiando così gli elettori afroamericani ad affrontare le ore di fila talvolta necessarie per votare. Come se non bastasse, la legge limita il fenomeno dell’”early vote”, restringe la possibilità per gli elettori di votare in un distretto elettorale diverso dal proprio ,modifica gli orari di apertura dei seggi e, infine, modifica la disciplina dell’iscrizione nei registri elettorali rendendo più agevole l’eliminazione dalle liste di chi non ha votato in passato.

Le principali reazioni

Le reazioni del mondo democratico e degli attivisti per i diritti civili non si sono fatte attendere: al momento della firma di Kemp, la deputata Park Cannon , rea semplicemente di aver protestato bussando con insistenza alla porta del governatore , è stata arrestata nel clamore generale. Il video dell’arresto è diventato virale e i dem hanno promesso battaglia in tribunale per tutelare la posizione della loro rappresentante.

E’ arrivato subito anche l’atteso commento del Presidente Biden che ha definito questa legge “un-American”, una “atrocity” paragonabile alle “Jim Crow” laws , ovvero le leggi segregazioniste del XIX e XX secolo che hanno istituzionalizzato l’assurdo principio “separated but equals” sancito dalla Supreme Courts nella sentenza Plessy v Ferguson. Il Presidente, storicamente molto apprezzato dalla comunità afroamericana, ha anche precisato che farà “everything in his power” per frenare questo tentativo del Gop georgiano di riportare le lancette indietro nel tempo.

White House press secretary Jen Psaki speaks during her first press briefing at the White House, Wednesday, Jan. 20, 2021, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci)


Sulla stessa scia tracciata da Biden si collocano ovviamente le dichiarazioni della White House press secretary Psaki secondo cui “ it should not be harder , it should easier to vote.” Ma la questione è lungi dall’essere limitata alla Georgia, poiché anche in altri stati a maggioranza repubblicana sono al vaglio leggi di questo tipo. I Dem, tuttavia, sono già corsi ai ripari con l’approvazione alla Camera del HR 1 che risponde a queste iniziative repubblicane e mira , invece a facilitare l’accesso al voto.

Il progetto di legge, però, rischia seriamente di arenarsi in Senato, ove è improbabile che si trovino i 60 voti necessari per superare il filibuster : rischia dunque di ripetersi quanto successo nella scorsa legislatura. Si preannuncia quindi uno scontro durissimo tra i due partiti: le midterm del 2022 iniziano ad avvicinarsi e la storia americana ci insegna quanto l’esito del voto possa variare a seconda delle leggi elettorali in vigore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Classe ‘99 e studente di Giurisprudenza. Riformista , liberale europeista e garantista. Amo la politica, ancor di più se è americana. “Regole per essere felici: qualcosa da fare, qualcuno da amare qualcosa in cui sperare .” Kant

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