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Società

Lo spaccio si adatta alla pandemia

Malgrado le restrizioni, il mercato di stupefacenti non conosce crisi ma anzi continua ad accrescere i suoi guadagni.

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Mentre il mondo è impegnato a limitare i contagi da COVID-19, distribuire vaccini e far fronte alla crisi economica, striscia, pressoché inosservata, un’altra pandemia minacciosa: il consumo di stupefacenti. Uno tra i tanti costi sociali dei lockdown è, infatti, l’incremento delle dipendenze da droghe e psicofarmaci. Nonostante i divieti di circolazione e le strade pattugliate, i grandi narcotrafficanti ed i meri spacciatori, come vedremo, hanno saputo adattarsi per soddisfarne la crescente domanda.

Con l’esplosione della pandemia, in Italia sono da subito aumentate le vendite di cannabis legale (THC inferiore allo 0,5%), come lo dimostra l’aumento del 200%, negli ultimi mesi del 2020, dei fatturati di JustMary, società dai prodotti a base di marijuana light. Ma non è solo il commercio di erba ad essersi impennato. La cocaina, infatti, stando al report dell’organizzazione investigativa InSight Crime, Cocaine to Europe: An Understimated Threat, ha subito un vero e proprio “boom” soprattutto in Irlanda, Spagna e Regno Unito, dove oltre il 10% della popolazione ha dichiarato di averne fatto uso.

Il nuovo modus operandi dei narcotrafficanti

L’emergenza Covid non ha quindi tolto il lavoro ai narcotrafficanti, li ha piuttosto costretti a cambiare modus operandi, mettendo in atto ciò che molti definiscono “an elaborate game of hide-and-seek”: la droga viene nascosta in svariati modi nei di containers che raggiungono ogni anno l’Europa. Essendo il traffico aereo praticamente inesistente, Europol dichiara che la criminalità ha principalmente optato per il contrabbando di droga via mare.

L’OEDT ha segnalato che i sequestri di cocaina hanno raggiunto i massimi storici: nella prima metà del 2020, ne sono stati intercettati più di 25000kg nel solo porto di Rotterdam; il 1 luglio dello stesso anno, la marina colombiana e statunitense ne ha sequestrato 7,5 tonnellate, mescolate a caolinite e destinate ad organizzazioni centroamericane ed europee; nel febbraio 2021, ben 1300kg, nello scalo calabrese di Gioia Tauro.

L’eroina e il Fentanyl

Immagine tratta dalla serie di HBO Euphoria

Quanto all’eroina, la dipendenza ha reso stabile la domanda durante la pandemia, seppur sia stato registrato un abbassamento dell’età media dei consumatori. Nella relazione annuale sullo stato della giustizia nel distretto di corte d’Appello di Palermo, si è lanciato l’allarme di dodicenni già eroinomani. Ciononostante, le difficoltà di approvvigionamento di questa droga hanno spinto molti dei tossicodipendenti a sostituirla con nuove sostanze psicoattive o oppioidi sintetici, tra cui il fentanyl, un analgesico cento volte più potente della morfina.

Ritenuto il principale responsabile dell’ecatombe rilevata negli States (secondo il National Center for Health Statistics, tra marzo 2019 e marzo 2020 sarebbero morte ben 75500 persone per overdose), il fentanyl, a conferma della sua popolarità tra i giovani, è il protagonista del secondo episodio della serie di HBO, Euphoria. Nonostante la cancellazione di grandi eventi musicali e la chiusura di locali notturni, il mercato delle droghe sintetiche non è diminuito col virus e viaggia oggi sul web o tramite taxi drugs (consegna di droga a domicilio): ancora una volta, le restrizioni dovute al Covid non hanno inibito gli spacciatori, bensì ne hanno aguzzato l’ingegno.

L’incremento sul Dark Web

Attualmente il consumatore, non potendo più recarsi direttamente dal pusher, tende a rifornirsi sia sfruttando il circuito dei food delivery -sono molti gli spacciatori, secondo l’European monitoring centre for drug and drug addiction, a vestire i panni di fattorini con pseudo furgoni commerciali e falsi giubbotti aziendali- chee cercando in rete, all’ombra del Dark Web. Quest’ultimo ha registrato, durante la crisi pandemica, incrementi superiori del 30% per quanto riguarda l’acquisto online di sostanze stupefacenti (stando agli degli investigatori delle Fiamme Gialle). Nel febbraio di quest’anno il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, ha individuato, sul social media Telegram, un network dedicato alla vendita di droga e documenti falsi, con circa 20000 utenti.

Sappiamo inoltre che, per facilitare la distribuzione di sostanze, si è fatto ricorso -principalmente in Belgio e UK- alla tecnica dei dead drops: l’acquirente accredita la somma pattuita al venditore, tramite criptovalute, il quale gli fa avere le coordinate del luogo dove trovare la droga. In tempo di pandemia sembra dunque di rivivere l’assurda storia di Maximilian S., che ha ispirato la serie Netflix Come vendere droga online (in fretta), dove due diciassettenni tedeschi aprono un sito internet per spacciare ecstasy.

“Qualcosa che fornisce divertimento”

Un’inchiesta pubblicata dal Deutsche Welle, afferma che dall’inizio dell’emergenza sanitaria i consumi di stupefacenti sono aumentati terribilmente in quanto, come sostenuto da uno degli intervistati, “La gente è annoiata da morire perciò cerca qualcosa che fornisca divertimento”. Se da un lato il boom di droga è da imputare al desiderio di evasione dalla monotonia dei giorni di reclusione, dall’altro si ha disagio mentale, ansia e sintomi depressivi, dovuti ad una sempre maggiore diffusione del virus.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi chiamo Marina Marchetti e frequento l’ultimo anno del liceo scientifico U. Dini di Pisa. Da sempre coltivo la passione per le lingue e la scrittura; in particolar modo, mi piace informarmi ed informare su temi di attualità. Sono contenta di poter collaborare con “La Politica del Popolo”, sito di news dove i giovani possono prendere parola ed avvicinare anche i loro (più o meno) coetanei ai temi generalmente trattati dal “mondo degli adulti”.

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