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Il futuro del tennis si chiama Sinner

Nonostante la sconfitta in finale a Miami, Sinner ha dimostrato ancora una volta di avere la determinazione necessaria per raggiungere la vetta.

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Difficile, se non impossibile, vivere in Italia e non aver ancora sentito il nome Sinner accompagnato da superlativi che lo elogiano. Dalla scorsa settimana, in realtà, è impossibile non conoscerlo pur vivendo dall’altra parte del mondo.

Parliamo di Jannik Sinner, la promessa ormai consacrata del tennis internazionale. Delle sue doti fisiche e tecniche parlano tutti, ma la sua storia fatta di un mix di talento, casualità e determinazione è tutta da scoprire. 

L’infanzia e lo sci 

ANSA/ARCHIVIO FAMIGLIA SINNER

Sinner, in inglese “peccatore”, ha caratteristiche fisiche che indicano tutto fuorché un peccatore: carnagione bianchissima, andatura un po’ impacciata, capelli rossi, lentiggini. 

Nasce il 16 agosto 2001 a San Candido, in Trentino, da una famiglia di madrelingua tedesca. I suoi genitori lavorano tutto il giorno nel loro rifugio Talschlusshütte-Fondovalle in Val Fiscalina e sono grandi appassionati di sci, non di tennis. Iniziano così il figlio allo sport invernale sin da piccolo e i risultati da lui ottenuti nello slalom gigante sono eccellenti.

Lo sport appassiona Sinner da sempre e così, tra un allenamento sciistico e l’altro, inizia a giocare a tennis come hobby verso gli otto anni. Questo suo “interesse” secondario lo ha portato a frequentare i medesimi campi e a conoscere i medesimi maestri che anni prima aveva vissuto Andreas Seppi, tennista Bolzano dalla brillante carriera. 

La scoperta del talento 

“Heri Mayr è un ottimo maestro che lavora nella provincia di Brunico, in Alto Adige, e allenava un ragazzino che mi diceva essere particolarmente dotato. Ci siamo messi d’accordo per farlo giocare con Seppi durante il Challenger di Ortisei. Ovviamente quel giorno Seppi è stato male e in campo con quel ragazzino ci sono finito io. Dopo un’ora, ne sono uscito morto. Spesso maestri e genitori mi chiedono di dare un’occhiata a un ragazzino per valutarne le potenzialità ma quando ho visto Jannik, a soli 13 anni, ho capito che era speciale” dice Massimo Sartori, maestro di Seppi che ha accompagnato fino al diciottesimo posto nel ranking mondiale.

La crescita di Sinner è stata inaspettata e ha sorpreso tutti, ha iniziato ad perfezionare il suo gioco estremamente offensivo per compensare quello difensivo che, complice il fisico leggero e slanciato, lo avrebbe penalizzato. 

A quattordici anni convince i suoi genitori e si trasferisce, su invito di Sartori, a Bordighera per studiare nel centro di allenamento di Riccardo Piatti, noto a livello internazione dove hanno studiato campioni del calibro di Novak Djokovic. Così, in pochi anni, la promessa Sinner nonostante la giovanissima età non è affatto rimasta promessa ma si è presto tramutata in vincente realtà.

I primi risultati 

Il 31 gennaio 2017, ad appena 16 anni, vince il suo primo incontro nel tabellone principale di un torneo professionistico a Sharm El Sheikh contro l’indiano Goveas e ciò gli permise di entrare nel ranking mondiale, nella posizione 1592, per la prima volta. Chiuse la stagione 2018 al 551’ posto.

A partire dal 2019, il tennista italiano inizia a macinare vittorie e risultati estremamente sorprendenti. Vince il torneo Challenger di Bergamo divenendo il primo classe 2001 a riuscire in questa impresa. Subito dopo sale sul gradino più alto del Futures di Trento e in due altri Challenger a Ortisei e negli USA. Le sue prestazioni gli permettono di entrare nelle NextGen ATP Finals di Milano, il torneo che vede sfidarsi i migliori otto giovani under 21 del mondo, divenendo poi il tennista italiano più giovane di sempre a entrare nei primi cento posti del ranking. 

La consacrazione 

(Photo by Tim Clayton/Corbis via Getty Images)

Sinner inizia il 2020 con la sua prima vittoria, a danni dell’australiano Purcell, negli Australian Open, uno dei tornei più prestigiosi, fermandosi poi con Fucsovic.  Un risultato incredibile ottenuto dall’italiano è sicuramente quello ai Roland Garros dove centra una strepitosa qualificazione ai quarti di finale dopo aver battuto tra gli altri Zverev, numero sette al mondo. Sinner deve arrendersi solo davanti al più grande dei più grandi, il re dell’Olimpo tennistico Rafael Nadal. 

‘Sinner è un ragazzo umile e molto positivo, avrà una grande carriera’

Dice il pluricampione dell’italiano, sancendo così un rapporto destinato a continuare che ha visto poco tempo fa i due allenarsi insieme in occasione degli Australian Open.  Nel torneo ATP 250 di Sofia con prestazioni super Sinner alza il suo primo trofeo nel torneo divenendo l’italiano più giovane (19 anni due mesi e trenta giorni) a ottenere un simile risultato ed entrando nei top 40 del ranking mondiale.

Infine, la scorsa settimana, Jannik Sinner ha fatto vivere un sogno a tutti gli italiani appassionati di sport che hanno fatto il tifo per lui nel Master 1000 di Miami passo dopo passo fino all’incredibile finale.

Nonostante il risultato non abbia premiato il giovane tennista, il suo talento cristallino ha convinto anche i più scettici: il futuro del tennis si chiama Sinner.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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