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Il #sofagate riflesso della politica di Erdogan

Quello che è accaduto in Turchia non è stato un semplice errore di protocollo ma una vera e propria mossa politica di Erdogan.

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Questa settimana l’incontro dei vertici europei con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan porta ad un caso internazionale soprannominato #sofagate. Il dittatore turco non ha riservato una sedia per il dialogo alla presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, facendola accomodare in disparte su un divanetto ad osservare dalla distanza.

Il presidente del consiglio europeo Charles Michel, visibilmente confuso, non ha, però, in nessun modo favorito che l’incontro procedesse con la von der Leyen seduta al loro fianco. Un silenzio, questo, che ha
completato ciò che Erdogan aveva preparato.

L’incontro vetrina delle posizioni turche


L’incontro, che ha riaperto il dialogo tra i due paesi, ha voluto anche comunicare a livello diplomatico e mediatico le posizioni turche. Non è passato molto, ad esempio, da quando il paese è uscito dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. Un messaggio che arriva forte e non vede nella donna una possibile figura istituzionale (alla pari della papessa) e la confina lontano, ad ascoltare i discorsi degli uomini che non dovrà fare altro che accettare passivamente.

Insomma, la Turchia è pronta a dialogare con l’Europa, ma non è pronta ad abbandonare le sue radici che affondano dritto nella mancanza dei diritti umani, a partire dalla condizione della donna nella società. Un intervento che ricorda molto quello dell’introduzione della “sedia gestatoria”, dopo la presunta salita al soglio pontificio, attraverso l’inganno, della papessa Giovanna per due anni dal 853, con il nome di Giovanni VIII. Per quanto la falsità storica di questa vicenda sia sempre più certa, resta
un “mito” ecclesiastico che ebbe conseguenze effettive.

Dal Medioevo, infatti, la seduta destinata all’incoronazione del pontefice era bucata affinché due diaconi con le mani controllassero l’effettivo genere. Appurato fosse un uomo, l’annuncio attraverso la celebre frase ”habet duo testiculos et bene pendentes” Ecco, è stato come se Erdogan si fosse preoccupato di ricordarci che quei “testiculos” la nostra presidente europea non li ha, quindi non merita – nel suo stato e secondo la sua visione – di sedere con coloro che li hanno “et bene pendentes”

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