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Cultura

Il Controcampo: L’Aiuto Regista fra gentilezza e tabelle di marcia

Una delle figure più sottovalutate durante la realizzazione di un film è quella dell’aiuto regista andrebbe detto un grazie enorme. Ma perché? Ve lo spieghiamo noi!

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Di recente mi è stato richiesto un articolo su cosa succede effettivamente sul set, dietro la videocamera che ci presta i suoi occhi ogni volta che vediamo un film. Ho quindi pensato, in seguito a delle recenti riflessioni personali, di fare un pezzo su un elemento che viene quasi sempre sottovalutato, ma che si sente profondamente se manca: la gentilezza.

Prendiamo per esempio Boris, una delle serie che dallo scorso lockdown è riesplosa. Certo, ci sono un sacco di elementi verissimi nelle storie raccontate, e per quanto sia divertente vedere Biascica o Arianna che trattano male i rispettivi stagisti, pensiamo a cosa vorrebbe davvero dire lavorare in un contesto del genere. Perché, ahimé, questi contesti esistono davvero, e aldilà della gag il lavoro senza gentilezza porta ad eccessivi livelli di stress e di insoddisfazione all’interno della crew.

Vediamo un attimo di quali ritmi stiamo parlando

La sveglia? Se alle 8 stai ancora dormendo può voler dire due cose: o è domenica, o ti stai preparando a tirare un turno notturno. Si arriva sul set, alcuni accompagnati, altri gli accompagnatori che si sono svegliati ancora prima degli altri. Un piccolo momento di saluti, di buongiorni, e poi tutti a lavoro. Ore e ore in piedi, a volte 8, a volte 12 (mi è personalmente capitato di sforare anche le 12 ore). Ore a spostare pesi, siano questi attrezzature oppure il carico delle macchine di produzione. Un lavoro insomma molto stancante.

Ogni scena consiste in una serie di ingranaggi che devono lavorare in perfetta sincronia: la stanza deve essere arredata, dopodiché elettricisti e macchinisti la devono illuminare a dovere. Nel frattempo, la fotografia si occupa di sistemare il “video village” (la zona del set dove ci sono gli schermi e dove si collocano *l* segretari* di edizione e *l* regista), ma anche mettere su la macchina da presa. Gli attori devono essere truccati, vestiti e microfonati. La produzione deve risolvere rogne in sottofondo, come problemi con i permessi e con il materiale mancante dell’ultimo momento. Coordinare un set significa avere 10 paia di occhi che lavorano instancabilmente.

Chi è l’aiuto regista?

Dato che il lavoro è questo, un lavoro di ore, settimane, mesi per un prodotto che qualcuno guarderà sul grande schermo ma che qualcun altro guarderà a pezzi dal telefono mentre cucina la pasta, immaginate cosa può significare lavorare senza la gentilezza. Penso che tutto si richiuda in una figura fondamentale per il set, l’aiuto regista. È una figura a cui io sono molto affezionata e che viene troppo spesso sottovalutata. Aiutat* a sua volta dagli assistenti alla regia, l’aiuto regista deve far sì che tutti siano sul pezzo, calcolare eventuali ritardi, fare in modo che la produzione non debba ritrovarsi a pagare straordinari a tutti a fine giornata.

Da qui l’importanza di avere un aiuto regista che sia gentile. Consente a tutti di lavorare in modo sereno, e di produrre un risultato di cui tutti siano entusiasti. Tuttavia, ciò non basta spesso e volentieri. La vittoria ha moltissimi padri, mentre la sconfitta è sempre orfana. Quindi se il film esce nei tempi stabiliti, fighissimo, con una cinematografia e dei dialoghi spettacolari, allora bravi tutti. Se ci sono stati rallentamenti e si è dovuti ricadere in ore eccessive, allora la colpa è dell’aiuto regista, che non si è saput* imporre abbastanza. Tuttavia, un aiuto regista che si impone troppo, che è scortese o addirittura offensivo nei confronti della sua crew, è qualcuno che non ha lasciato che gli artisti si esprimessero al loro massimo, togliendo quindi al valore artistico della pellicola.

Chapeau aiuto regista

Durante una lezione in California, Jeff Okabayashi, aiuto regista e assistente alla regia per film della Marvel e di Michael Bay, mi ha spiegato che un aiuto regista che abusa del suo potere per mettere gli altri in difficoltà (ma farli lavorare velocemente) ha una durata massima di ascolto di una settimana. Dopo di ché, nessuno ascolterà più quella persona e il film inizierà ad arenarsi. È importante essere energetici, sorridenti, ma soprattutto gentili, senza però farsi mettere i piedi in testa.

Penso che questo sia un punto di vista che sia utile tenere d’occhio: “wow, questo film è stato realizzato in una sola settimana, chapeau al regista!”… Ehm, facciamo che per questa volta diamo a Cesare quel che è di Cesare. Chapeau, aiuto regista e assistenti alla regia. Vi vediamo e vi apprezziamo. Basta mantenere sempre la gentilezza e l’umanità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Margaret Duggan, studentessa italoamericana classe '96, proveniente da Lecce. Laureata in Cinema e Televisione alla California State University Northridge a Los Angeles e studentessa magistrale di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho lavorato a produzioni cinematografiche sia studentesche che professionali. Nel tempo libero mi piace andare in campeggio, nuotare, leggere, e ovviamente guardare film! Con la mia rubrica "Il Controcampo" vorrei mostrare ai miei lettori i lati meno conosciuti dell'industria del cinema. Insieme possiamo proiettarci nei teatri di posa, negli uffici di produzione, nei camerini degli attori, ed esplorare tutte le stanze della "fabbrica dei sogni"!

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