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#mismapasion, storia dell’hashtag che impazza sul web

Dopo la shitstorm contro Misa Rodriguez, Asensio ne prende le difese aprendo la strada alla vittoria contro il peggior avversario: l’ignoranza.

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Il web oggi ha raggiunto un livello di globalità, estensione, velocità e ampiezza difficilmente immaginabile qualche anno fa. Eppure, se dovessimo equipararlo a qualche potente divinità, esso sarebbe sicuramente Giano bifronte, capace da un lato di ergere a modello una qualche storia diventata virale ma dall’altra capace di sotterrare persone colpendole con le peggiori shitstorm, valanghe di insulti irripetibili che tagliano le gambe, e a volte la testa, alla loro vittima. 

Il popolo del web è il perfetto Giano bifronte soprattutto nel mondo del calcio: ammiratore, esaltatore e paladino del calcio maschile, distruttore, annientatore e denigratore di quello femminile. Tutto questo senza nessuna ragione precisa, se non forse il codardo timore che ventidue donne su un campo da calcio mettano a serio repentaglio quella vana mascolinità che tanto vanno cercando. 

Non sempre è così, e spesso, come in questo caso, per far cambiare fronte a Giano serve proprio l’aiuto di un calciatore uomo, tanto ammirato dagli odiatori del web da seguirlo in ogni sua decisione. 

Il caso: Misa Rodriguez

Classe 1999, Misa Rodriguez è già portiere titolare della squadra di calcio femminile del Real Madrid. Da sempre appassionata al gioco del pallone, viene acquistata dalla squadra madrilena mentre difendeva i pali del Deportivo Abanca. 

Il 6 aprile 2021, il Real Madrid maschile giocava in casa contro il Liverpool di Klopp la partita d’andata dei quarti di finale di Champions League. Il match viene seguito da chiunque ami il calcio, e così Misa Rodriguez. I blancos iniziano la gara col piede giusto e dopo mezzo’ora sono avanti per 2-0 contro i campioni inglesi. A segnare il secondo è Marco Asensio, grande promessa del calcio internazionale. 

La Rodriguez dopo il gol e la successiva vittoria della sua squadra, decide di publicare un tweet in cui accosta la foto di Asensio che esulta a una sua foto alla medesima esultanza, tirandosi la maglia. Quello che il web non ha accettato è stata la frase con cui il portiere ha accompagnato la foto: “misma pasiòn”, stessa passione. 

Gli insulti e la risposta di Asensio 

Pochi minuti dopo sulla giocatrice si abbatte un’ondata di odio e misoginia difficile da sopportare. Centinaia di uomini dalla dubbia capacità di giudizio la insultano per il semplice fatto di aver osato paragonarsi a un giocatore di calcio uomo, nel 2021Misa Rodriguez non sopporta tutto questo e decide di eliminare immediatamente il post. 

Il calciatore coinvolto nella foto pare essere immune da questa ricerca di mascolinità continua, e non appena termina la partita, vedendo ciò che era successo, ripubblica il tweet ormai cancellato scrivendo 

“Misma pasión. Que nada ni nadie te impedía decir lo que piensas.”

Stessa passione. Che niente e nessuno ti impedisca di dire ciò che pensi

In pochi minuti il tweet dell’attaccante fa il giro del mondo. Una pioggia di consensi, supporto e condivisione drammaticamente opposta a quella scatenata contro il medesimo collage della Rodriguez. 

Le conseguenze nel mondo dello sport

Sergio Ramos, capitano del Real Madrid, in tribuna con una maglia con scritto “MISMA PASION”

L’hashtag #mismapasion diventa immediatamente trend topic in ogni social e in ogni paese. Migliaia di utenti, sportivi, società e volti noti esprimono solidarietà alla calciatrice condividendo storie personali, esperienze e indignazione con le stesse due parole, misma pasiòn. 

In Italia diverse società come Juve, Milan e Bologna ricondividono il messaggio e l’hashtag mostrando una foto della propria squadra maschile e femminile a confronto, come a dire che sul medesimo rettangolo verde e con le medesime divise addosso si è davvero uguali. 

Tutti coloro che si erano scagliati contro la Rodriguez con tanta veemenza sono diventati cuccioli di cane dagli occhi dolci vedendo i propri idoli, rigorosamente maschili, sostenere la ragazza. Chissà che con la psicologia inversa non abbiano per sbaglio appreso il messaggio. 

La prima pagina del Marca 

https://twitter.com/marca/status/1379918046173794305?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1379918046173794305%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.fanpage.it%2Fsport%2Fcalcio%2Fmisma-pasion-un-tweet-che-non-esiste-piu-puo-cambiare-la-storia-del-calcio-femminile%2F

Se pubblicare un tweet con l’hashtag che impazza sul web è quasi un obbligo oggi per personaggi pubblici e società, scegliere di mettere la storia in prima pagina su un quotidiano non lo è affatto. Specie se sei uno dei giornali sportivi più famosi del mondo e se hai da raccontare la grandissima vittoria del Real Madrid. 

Il quotidiano spagnolo ha lanciato il messaggio più forte e chiaro: questione di priorità. Combattere la misoginia e le disparità di genere nel calcio è più importante di celebrare una singola partita. 

Anche perchè, a dirla tutta, la vittoria sul sessismo sportivo sarebbe una vittoria ben più pesante e sofferta di quella del Real. La sua durata sarà ben superiore ai 90 minuti e il suo avversario molto più ostico anche del miglior Liverpool: l’ignoranza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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