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The final countdown: ecco il recap Nba

La regular season sta per chiudere i battenti e le squadre sono pronte al rush finale. Raccontando i top ed i flop di questa settimana, proveremo a fare qualche pronostico. Siete pronti?

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Le top dell’ Eastern Conference

New York Knicks: le avete sentite le urla di coach Thibodeau? Chiedo a voi, perché dicono che, dopo il 3 k.o della scorsa settimana, si sente ancora l’eco della sua voce all’interno dello spogliatoio. I giocatori dei New York Knicks, dopo aver visto la sua rabbia, hanno deciso di cambiare rotta, vincendo 5 partite su 5. Nel momento più buio della loro stagione, i New York Knicks ha trovato nel loro leader, Julius Randle, una luce folgorante. I 5 successi di questa settimana hanno dato prova che le prestazioni di questa squadra non sono state un fuoco di paglia. Dopo anni di delusioni, i New York Knicks sono pronti a dire la loro anche ai play-off. Solo una parola: chapeau!

Boston Celtics: adesso possiamo scriverlo: i Boston Celtics sono tornati. I giocatori hanno ascoltato le parole del general manager Danny Ainge ed hanno guardato dentro di sé. Il risultato? 7 successi in 8 partite, di cui 4 in questa settimana. Le vittorie contro i Los Angeles Lakers, i Portland Trail Blazers ed i Denver Nuggets sono hanno dato la fiducia e la consapevolezza che mancava ai Boston Celtics. Come ogni anno, siamo certi che venderanno cara la pelle ai play-off. Dopo un inizio di stagione poco incoraggiante, saranno considerati degli “under dog”, ma non saranno sottovalutati. La grinta di Smart, la classe di Tatum, la forza fisica di Brown e le giocate di Walker possono giocare brutti scherzi.

Philadelphia 76ers: La scorsa settimana Joel Embiid, facendo ritorno in panchina, ha detto al suo coach: “Sono tornato”. La risposta del coach? “Si, l’ho notato”. Dopo aver ritrovato il loro leader, i Philadelphia 76ers rubano la scena ai Brooklyn Nets e si riprendono, dopo tempo, il 1° posto in classifica. Vincendo contro i Brooklyn Nets ed i Los Angeles Clippers, questa squadra ha detto: “Volete vincere? Bene, dovete passare sul nostro corpo”. Quando Ben Simmons e Joel Embiid hanno iniziato a giocare insieme, si parlava di un “process” per vincere. Mai, come quest’anno, i Philadelphia 76ers sembrano in grado di vincere e portare al termine quel “process” di cui si parla per anni. Ad inizio anno non erano considerati una contender, ma se Joel Embiid giocherà così anche ai play-off, non si può considerare questa squadra una semplice outsider.

Joel Embiid, il centro più dominante dell’attuale NBA

I flop dell’Eastern Conference

Brooklyn Nets: settimana con più ombre che luci in quel di Brooklyn. I k.o contro i Los Angeles Lakers privi di LeBron James ed Anthony Davis ed i Philadelphia 76ers possono suonare come un campanello di allarme. Se a queste sconfitte, aggiungi anche la perdita di Lamarcus Aldridge, è evidente come i Brooklyn Nets abbiano bisogno di riorganizzarsi. Contro i centri avversari, questa squadra fa fatica. Ne’ Deandre Jordan, centro titolare, ne’ Nicolas Claxton, centro di riserva, riescono ad arginare big man come Drummond ed Embiid. Il ritiro improvviso di Aldridge è un fulmine a ciel sereno per la squadra, che perde esperienza e opzioni offensive. La vittoria del Larry O’Brien dei Brooklyn Nets dipende da se e quando saranno risolte queste grane. Steve Nash, allenatore della squadra, ha una bella gatta da pelare.

Charlotte Hornets: dopo gli infortuni di Lamelo Ball e Gordon Hayward, era chiaro che gli Charlotte Hornets avrebbero avuto un tracollo presto o tardi. I 4 k.o in 5 partite spingono la squadra al 8°posto, ad una vittoria dai ritrovati Indiana Pacers ed a quattro vittorie dei redivivi Toronto Raptors. Sarà dura che gli Charlotte Hornets giocheranno ai play-off ed è più facile pensare che, al loro posto, ci saranno i più attrezzati Indiana Pacers. Siamo certi che la squadra di coach Borrego non alzerà bandiera bianca, però, senza Ball e Hayward, la squadra non ha gli elementi per andare lontani. A prescindere dal rislutato, vanno fatti i complimenti a questa squadra che, dopo aver lavorato duro, vede quasi vanificare il tutto dagli infortuni.

Coach Borrego cerca di fare un miracolo con i suoi sfortunati Hornets

Chicago Bulls: dopo aver dato qualche pesante incornata la scorsa settimana, la squadra dei tori è stata domata da bravi toreri come i Memphis Grizzlies e gli Atlanta Hawks, ma anche da toreri di basso livello come i Minnesota Timberwolves e gli Orlando Magic. A quanto pare il centro Nikola Vucevic e la guardia Zach Lavine non bastano per raggiungere i play-off, distanti 5 vittorie. Ci sono ancora speranze per i Chicago Bulls? Considerando che Lavine dovrà saltare alcune partite, la risposta è più “no” che “sì”.

Giocatore della settimana: Julius Randle (New York Knicks) con 30.2 punti, 6.4 assist e 9.2 rimbalzi di media a partita. Ecco a voi il principale candidato al premio MIP (Most Improved Player), ovvero il giocatore più migliorato rispetto alla scorsa stagione. Julius ha sempre avuto un buon potenziale, ma solo quest’anno ha deciso di fare sul serio. La morte del suo ex compagno Kobe Bryant e l’arrivo di coach Thibodeau l’hanno aiutato a crescere e fare quello step che si aspettava da tempo. Simbolo dei rinati New York Knicks, Julius Randle sta regalando grandi soddisfazioni quest’anno. Un esempio? La partita di questa notte contro i Dallas Mavericks nel video.

Le top della Western Conference

Los Angeles Clippers: il k.o di questa note contro I Philadelphia 76ers non ridemensiona i Los Angeles Clippers, che, prima di questa partita, avevano vinto 7 partite consecutive, di cui 4 in questa settimana. Dopo la delusione dell’anno scorso, i Los Angeles Clippers hanno voglia di riscatto, in particolare Paul George, ala piccola della squadra. Anche se Kawhi Leonard rimane il giocatore più forte di questa squadra, ultimamente è stato Paul George a prendersi la scena (come potete notare dal video). L’arrivo del play-maker Rajon Rondo è passato quasi sottotraccia, ma si sta rivelando fondamentale. Rondo sta dando ai Los Angeles Clippers quello che mancava: visione e tempi di gioco. Da gran passatore qual è, Rajon sta scatenando la potenza di fuoco di questa squadra. George e Leonard ringraziano e si preparano ad essere protagonisti, in positivo questa volta, ai play-off 2020/21.

Golden State Warriors: I play-off sono l’evento più bello della stagione NBA, a cui nessuno vuole mancare. Anche questa stagione, i Golden State Warriors sembravano quasi fuori dalla corsa play-off. “Quasi” appunto, perché poi sono arrivate le grandi prestazioni di Curry e Green. Come per magia, i Golden State Warriors vincono 4 partite su 5 in questa settimana e raggiungono lo stesso numero di vittoria dei Memphis Grizzlies, ottavi in classifica, anche se giocando 2 partite in più. I play-off sono di nuovo alla portata di questa squadra che non ha alcuna voglia di rinunciare, per il secondo anno consecutivo, al più grande evento dell’anno.

Phoenix Suns: da 3 settimane abbiamo due certezza nella vita: la morte e che i Phoenix Suns siano tra le top della Western Conference in questa rubrica. Volevamo essere meno scontati, ma le partite di questa squadra non ce lo consentono. Abbiamo terminato gli aggettivi da usare per questa squadra, perciò ecco un po’ di numeri: 1 k.o nelle ultime 12 partite, 4 vittorie su 4 partite in questa settimana ed un 1° posto distante solo una vittoria. Servono altre spiegazioni?

I flop della Western Conference

Memphis Grizzlies: a questa squadra piace essere la montagna russa della Western Conference, dato che alterna settimane di grandi risultati a settimane da dimenticare. Questo è anche il motivo per cui, in questa rubrica, la trovate una settimana tra le top della Western Conference e la settimana successiva nei flop. La costanza non è un pregio dei Memphis Grizzlies, che perdono 3 partite su 5 in questa settimana e sono con un piede dentro ed un piede fuori alla corsa ai play-off. L’incostanza rende questa squadra una facile preda per gli avvoltoi che, come i Golden State Warriors e i San Antonio Spurs, sperano nei loro fallimenti per emergere. Riusciranno i Memphis Grizzlies a diventare costanti e giocare i play-off? Vedendo il calendario, noi siamo un po’ scettici.

Portland Trail Blazers: qualcosa non va nei Portland Trail Blazers. L’allenatore, Terry Stotts, può contare su un grande attacco, ma non su una grande difesa. Come direbbe qualcuno:

“L’attacco fa vendere i biglietti, ma la difesa ti fa vincere le partite”.

A parte Covington, nessun giocatore di Portland eccelle in difesa. 2 k.o in 4 partite questa settimana che sono arrivate, come sempre, contro le grandi squadre. Il cammino dei Portland Trail Blazers, sesti in classifica, ai play-off sarà determinato dall’organizzazione difensiva che, al giorno d’oggi, lascia ancora desiderare. Arduo è il compito di Terry Stotts!

Lillard e McCollum, star della squadra, alla ricerca di una soluzione

Sacramento Kings: per un momento della stagione questa squadra sembrava puntare ai play-off. Tutti, noi compresi, sapevamo che i Sacramento Kings non potevano ambire all’ottavo posto, però eravamo contenti di vedere una squadra che, dopo anni di tanking, provasse ad alzare il livello delle sue prestazioni per puntare a qualcosa di più. Dopo i sorrisi di qualche settimana fa, sono ritornati i musi lunghi in quel di Sacramento. Le 4 sconfitte in 4 partite di questa settimana confermano non solo che i Sacramento Kings sono una squadra da fondo classifica, ma anche che, a parte il play-maker Fox, non c’è alcuna luce in fondo al tunnel.  

Giocatore della settimana: Steph Curry (Golden State Warriors) con 39.6 punti, 5.4 assist e 6 rimbalzi di media a partita. Colui che, con il suo gioco, ha rivoluzionato l’NBA, colui che, a tratti, diventa immarcabile, colui che sta trascinando di forza i Golden State Warriors ai play-off. Signori e signore … ecco a voi Steph Curry in tutto la sua forza. Guardate che spettacolo!

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Studente di professioni sanitarie, ma con un occhio di riguardo verso tutto ciò che mi circonda. Durante il mio percorso ho notato che, secondo molti, pochi cittadini impegnati non sono in grado di poter cambiare qualcosa all'interno della società. Sono qui, in collaborazione con la Politica del Popolo, per far capire che vive non chi resta in silenzio, ma solo chi lotta per far sentire la propria voce.

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