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Ad un passo dai play-off: ecco il recap della NBA

Mancano 12 partite al termine della Regular Season ed i play-off sono ancora più vicini. Tra top e flop, capiremo come le squadre NBA si preparano al momento clou della stagione.

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Le top dell’ Eastern conference

New York Knicks: provate a fermare i New York Knicks (se ci riuscite). Vincendo 3 partite su 3 in questa settimana, la squadra occupa la 4°posizione e punta con decisione la 3°, distante solo 3 vittorie. I New York Knicks non perdono da 8 partite consecutive, ma non hanno alcuna voglia di fermarsi. A suon di grandi prestazioni, la squadra ha recuperato l’appeal che aveva perso in questi anni. Mentre i giocatori continuano a stupire in campo, i tifosi incitano la squadra come non facevano da tempo e chiedono a gran voce il premio MVP (Most Valuable Player) per Julius Randle, trascinatore della squadra. E’ un gran peccato che il Madison Square Garden sia quasi vuoto a causa dalla pandemia, perché, conoscendo alcuni tifosi dei New York Knicks, ci sarebbe da divertirsi.

Miami Heat: “Ora giochiamo in maniera soft”, queste le parole di Jimmy Butler, dopo le sconfitte della scorsa settimana. Queste parole hanno cambiato qualcosa? Sì, com’era prevedibile. Jimmy Butler è il leader di questa squadra e, quando alza la voce, i suoi compagni di squadra sanno che è il momento di fare di più. A parte la sconfitta contro gli Atlanta Hawks, i Miami Heat s’impongono contro i Brooklyn Nets, i San Antonio Spurs e gli Houston Rockets. La squadra, dopo le parole del suo leader, ha cambiato il suo modo di entrare in campo, però manca ancora quella costanza che determina se un team è grande o meno. Nel bene o nel male, siamo certi che il finale di stagione dei Miami Heat sarà degno di copertina. Essere una grande squadra o non esserlo? Questo è il dilemma per la squadra della Florida.

Butler e coach Spoelestra alla ricerca della costanza

Washington Wizards: la stagione stava andando a rotoli, però, ad un certo punto, Beal e Westbrook hanno detto “basta”. I Washinton Wizards rimandano i loro funerali e risorgono, giocando un basket di gran livello. Dopo il k.o contro i Toronto Raptors, sono arrivate 9 vittorie in 10 partite con 7 vittorie consecutive. In questi 7 giorni, i Washington Wizards hanno vinto 5 partite su 5 e trasformato il sogno play-off da utopia a realtà. L’ottavo posto è lontano solo 3 vittorie, ma Beal e Westbrook non mollano. In queste partite non sorprende solo l’attacco dei Washington Wizards, ma anche la difesa, che, nelle ultime 15 gare, è diventata la seconda miglior difesa dell’NBA. Che dire … occhio a questa squadra!

Fate attenzione ai quei due

I flop dell’ Eastern Conference

Philadelphia 76ers: 3 k.o che pesano sul morale e sulla classifica dei Philadelphia 76ers. Per una squadra che punta a vincere il campionato, perdere contro grandi squadre come i Phoenix Suns, i Milwaukee Bucks ed i Golden State Warriors vuol dire perdere un po’ di consapevolezza in se’ stessi. I 3 k.o in 3 partite in questa settimana hanno fatto perdere ai Philadelphia 76ers anche il 1°posto dell’Eastern Conference, occupato al momento dai Brooklyn Nets. L’assenza del play-maker Ben Simmons si è sentita più del previsto in queste partite e, per questo motivo, i suoi compagni di squadra sperano che ritorni presto, compreso Joel Embiid che sta giocando da MVP.

Brooklyn Nets: Anche se i Brooklyn Nets sono tornati al 1° posto non vuol dire che siano in buon periodo di forma. La squadra, a causa anche degli infortuni, inizia a zoppicare. Perdere 2 partite su 4 non è un cattivo risultato, ma se sei i Brooklyn Nets e punti al vincere l’NBA, è giusto parlare di flop. I successi di pochi punti contro i Boston Celtics orfani di Brown e Walker e contro i poco convincenti New Orleans insieme ai k.o contro i Miami Heat privi di Butler e contro i redivivi Toronto Raptors non sono un buon segnale. Il ritorno in campo di James Harden e (forse) Kevin Durant darà nuova linfa a questa squadra che, continuando così, perde solo fiducia e posizioni in classifica.

Milwaukee Bucks: a quanto pare sembra che i vertici dell’Eastern Conference facciano venire le vertigini a chi li occupa. Anche i Milwaukee Bucks, terzi in classifica, non convincono e perdono 2 partite su 3 in questa settimana. La squadra di Giannis Antetokoumpo, MVP in carica, alterna prestazioni di spessore, come il successo contro i Philadelphia 76ers, a prestazioni mediocri, come la sconfitta contro i Memphis Grizzlies. L’assenza di costanza avvicina squadre come i New York Knicks (quarti in classifica) e gli Atlanta Hawks (quinti in classifica) al podio e motiva squadre come i Boston Celtics (sesti in classifica) ed i Miami Heat (settimi in classifica) a fare di più. Serve un cambio di passo di passo da parte dei Milwaukee Bucks anche perché scherzare con il fuoco in NBA non è molto prudente.

Giocatore della settimana: Joel Embiid (Philadelphia 76ers) con 31.5 punti, 11.75 rimbalzi e 4 assist di media a partita. Anche se la squadra sta annaspando, il giocatore della settimana non può che essere il centro camerunense. Quest’anno sta giocando da MVP e marcarlo è una mission impossible per tutti. Dominante a rimabalzo, insuperabile in difesa ed incontenibile in attacco. Cosa vuoi di più da centro?

Le top della Western Conference

Los Angeles Clippers: mentre le squadre che occupano i vertici dell’Eastern Conference rallentano, le squadre ai vertici della Western Conference premono forte sull’acceleratore. Tra queste squadre ci sono i Los Angeles Clippers, terzi in classifica, che vincono 4 partite su 4, giocando con una determinazione da far paura. Con o senza Leonard, questa squadra non sbaglia un colpo, anche per merito delle grandi prestazioni di Paul George. Secondo tanti, i Los Angeles Clippers sono ancora una squadra perdente per antonomasia, però, secondo noi, quest’anno è cambiato qualcosa. Certo, sarà il campo a parlare, ma siamo certi che questa squadra non starà a guardare come l’anno scorso.

Denver Nuggets: Jamal Murray, play-maker e star della squadra, non giocherà ne’ il resto della Regular Season e ne’ i play-off, a causa dell’infortunio al crociato sinistro. Sarà un grave assenza per i Denver Nuggets, che hanno dovuto ridimensionare le loro ambizioni. Anche se il vuoto di Murray è incolmabile, la squadra ha vinto 3 partite su 4 in questa settimana, consolidando il 4°posto. In queste partite Nikola Jokic, centro della squadra, e Micheal Porter Jr, ala piccola della squadra, hanno fatto gli straordinari e trascinato la squadra, ma per quanto tempo possono giocare ancora su questi livelli? Non sappiamo, però al momento i Denver Nuggets, grazie a loro, tengono botta e sperano che le loro avversarie commettano qualche passo falso.

Phoenix Suns: cari lettori, sarebbe bello inserire una nuova squadra tra le top della Western Conference, ma con questi Phoenix Suns non è facile. Siamo stanchi di parlare di loro in questa rubrica, ma, se non lo facessimo, saremmo poco oggettivi. I successi contro i Milwaukee Bucks ed i Philadelphia 76ers valgono oro e annullano i passi falsi contro i San Antonio Spurs e i Boston Celtics. Chris Paul non sarà l’MVP di questa stagione, a causa delle sue medie poco esaltanti, ma, per l’impatto che sta avendo, lo meriterebbe. Ha trasformato una squadra perdente e sprecona in una squadra vincente e cinica. Se volete conferma di queste parole, guardate come hanno gestito i finali di partite contro i Milwaukee Bucks ed i Philadelphia 76ers. Due parole per descrivere questi Phoenix Suns? Grande squadra.

Maestro Paul ed allievo Booker

I flop della Western Conference

Oklahoma City Thunder: volete un esempio di cosa vuol dire buttare la spugna? Bene, guardate gli Oklahoma City Thunder. Senza il loro giocatore più forte (Shai Gilgeous-Alexander), la squadra ha deciso di mollare il sogno play-off e puntare sul tanking. Nessuno si aspettava di vederli di nuovo play-off, perciò il loro tonfo non fa tanto rumore, ma capite bene che una squadra che perde 5 partite su 5 in questa settimana non si può non considerare flop.

Portland Trail Blazers: non c’è luce in questo tunnel per i Portland Trail Blazers. Lillard, trascinatore della squadra, è tornato, ma non è ancora il “Dame’s time”. La sqaudra, nelle ultime 10 partite, ha vinto solo 2 volte e questa settimana sono arrivati 5 k.o su 5 partite. Terry Stotts, coach della squadra, non ha in mano la situazione e guarda con tristezza la sua squadra affondare, come il capitano Edward Smith con il suo Titanic. Speriamo che, al contrario del Titanic, la squadra abbia un buon numero di scialuppe per potersi salvare, perché non giocare i play-off sarebbe una débâcle non da poco.

Los Angeles Lakers: Anche se Anthony Davis è tornato contro i Dallas Mavericks, il suo stato di forma lascia desiderare, come i Los Angeles Lakers in questo periodo. Senza LeBron James, questa squadra fa fatica anche contro avversari modesti.  In questi 7 giorni sono arrivate 2 sconfitte in 3 partite e l’unica vittoria (contro gli Utah Jazz senza Mitchell, Gobert e Conley) lascia il tempo che trova. Questa squadra, come tutta l’NBA, ha bisogno del suo King, perché, senza di lui, è tutto meno bello, specialmente per i Lakers.

Giocatore della settimana: Stephen Curry (Golden State Warriors) con 36.5 punti, 4.75 assist e 6.25 rimbalzi di media a partita. “Dovrei esserlo [MVP], dovrei esserlo. Probabilmente non lo riceverò, ma va bene così.” Come dare torto a Curry? La point guard dei Golden State Warriors paga i risultati non esaltanti della sua squadra, ma, a livello personale, è il giocatore più “valuable” in questo momento. Questo giocatore non avrà mai centimetri di Embiid o la forza fisica di LeBron, ma sarà ugualmente dominante. Come? Guardate la partita e lo capirete.

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Studente di professioni sanitarie, ma con un occhio di riguardo verso tutto ciò che mi circonda. Durante il mio percorso ho notato che, secondo molti, pochi cittadini impegnati non sono in grado di poter cambiare qualcosa all'interno della società. Sono qui, in collaborazione con la Politica del Popolo, per far capire che vive non chi resta in silenzio, ma solo chi lotta per far sentire la propria voce.

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