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Cultura

Chi se non noi: il dolore dell’abbandono

Questo fine settimana vi presentiamo la recensione di un altro straordinario libro “Chi se non noi” di Germana Urbani edito da nottetempo.

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Questo fine settimana vi presentiamo la recensione di un altro straordinario libro “Chi se non noi” di Germana Urbani edito da nottetempo. Germana Urbani è nata e cresciuta a Urbana, in provincia di Padova. È un insegnante e giornalista professionista per alcune testate del Veneto. Ha pubblicato diversi racconti in svariate riviste e adesso è uscito il suo romanzo di esordio: Chi se non noi.

La trama

La protagonista di questo romanzo è Maria una giovane donna che lavora in un prestigioso studio di architettura di Bologna. Il suo paese d’origine, però, è Polesine che si trova in campagna sul Delta del Po. L’infanzia trascorre tranquilla ma un evento cambierà il corso della sua vita: in occasione della sua prima comunione il nonno le regala una Polaroid. Da questo momento Maria inizia a sognare una vita in città. Immagina di passeggiare tra le vie del centro con ai piedi le scarpe violette, godersi la bellezza dell’Italia e, perché no, costruire edifici che contribuiscono a rendere tutto più armonico nel rispetto della natura.

E anche se il padre continua a ripeterle che “I sogni non si realizzano mai” Maria ce la fa, si laurea, si trasferisce a Ferrara e lavora a Bologna. Frequenta convegni di bioarchitettura e le mostre dei fotografi che adora, ha una vita sociale attiva ed è felice. Sembra tutto meraviglioso. Una vita stracolma di realizzazioni e successi personali ma purtroppo, da lì a poco, tutto crollerà come un fragile castello di sabbia che lei non ha saputo o potuto progettare con accuratezza. 

L’amore per Luca


Ogni fine settimana, Maria torna nel suo paesello d’origine perché qui vive il suo grande amore. Luca è un uomo di quarant’anni che vive ancora a casa dei suoi genitori. Lei lo ama follemente e per questo, lo incoraggia a studiare e a smettere di lavorare come pescivendolo. Maria si dedica completamente a un uomo ambiguo, egoista e manipolatore che la porterà a fare una serie di rinunce e compromessi.

L’orlo del precipizio 

Una volta raggiunti i suoi obiettivi Luca lascia Maria per un’altra donna più sensuale. Il risultato è un disastro di emozioni che faranno calare la maschera dei sentimenti. Maria arriverà a capire ciò che effettivamente era il suo rapporto: un’unione tossica e opportunistica.

Maria si è sacrificata per amore e in cambio non ha ricevuto niente, è stata abbandonata e mortificata. Questo la porta a cadere in un vortice oscuro da cui non riesce a risollevarsi.

Sicuramente il tema affrontato nel primo romanzo della Urbani, ossia l’amore, è molto classico. Ciò che occorre sottolineare, però, è la concretezza con cui la scrittrice ha descritto questo sentimento. Perché conferisce un aspetto più innovativo alla trama.

La sofferenza è palpabile, il dolore non appartiene più solo all’anima affiliata ma coinvolge il corpo, la carne, lo stomaco, le ossa. Il corpo somatizza il dolore, si lascia andare ad esso.  La scrittrice ha creato uno stile asciutto e concreto. Il tutto per descrivere il lato più buio del sentimento, quello che ci può anche distruggere per sempre: il dolore dell’abbandono.

Vi consiglio caldamente di leggere questo libro, solo così potrete scoprirete se Maria riuscirà a trovare la forza di riprendere in mano la sua vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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