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Cronaca

Scontri in centro: Milano si accende per il DDL Zan

Gruppi di ragazzi picchiati ed accerchiati in centro a Milano in protesta contro la manifestazione anti-DDL Zan, ecco le loro testimonianze.

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Tensioni e scontri con la polizia hanno animato il pomeriggio uggioso di sabato 15 Maggio intorno alle ore 15:00, in centro a Milano. La piazza in quel momento ospitava una manifestazione organizzata dal movimento “Restiamo Liberi” e ProVita, per opporsi al disegno di legge contro l’omotransfobia, la bifobia, misoginia ed abilismo. I presenti -poco meno di 1000- apparentemente assembrati e nello scarso rispetto delle norme di sicurezza, tra cui alcuni esponenti politici quali Matteo Salvini, Simone Pillon e Riccardo De Corato, hanno intonato più volte cori sulla libertà ed esposto cartelli contro il DDL Zan: “L’uomo è maschio, la donna è femmina”, si leggeva su alcuni di quei cartelli e poster esposti per l’occasione. E ancora: “Questo DDL è contro la democrazia”, Pillon stesso dichiara: “qui chi vuole educare i figli, a differenza di chi suole vedere smalto ai maschi.”

La manifestazione

Dopo poco dall’inizio della manifestazione, un gruppo di contro-manifestanti appartenenti ad alcuni collettivi, quali Rete Studenti e Studenti Tsunami, ha aperto uno striscione che recitava “DDL Zan SUBITO”, mantenendosi a debita distanza dall’altra manifestazione in corso verso il Museo del Novecento, con un fumogeno e alcuni cori.

In quel momento i ragazzi, in manifestazione pacifica, vengono accerchiati dalle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa. “Non abbiamo opposto resistenza, come si vede nei video“, dichiara una ragazza di Studenti Tsunami, “siamo stati caricati con gli scudi e seguiti dalla polizia fino al Museo del Novecento, li siamo stati caricati una seconda volta, e in quel momento hanno usato anche i manganelli. Un nostro ragazzo è stato violentemente ferito alla testa ed un altro sulla caviglia. La maggior parte di noi era minorenne, è assurdo che un gruppo di adulti armati sia venuto contro un branco di ragazzi che non stavano facendo assolutamente niente“.

La violenza dei poliziotti

In molti video che stanno girando si può sentire di gente che incalza la polizia ad avanzare più violentemente, mentre i poliziotti si stringono sempre di più contro una manciata di ragazzi: “Senza alcun motivo ci hanno chiusi a cerchio, riuscivamo a stare in piedi solo perché eravamo spinti gli uni sugli altri. Io ho faticato molto ad uscire dall’ammasso di gente poiché avevano iniziato a manganellarci, due ragazzi sono finiti a terra e per poco non sono stati calpestati dalla polizia“, dichiara un’altra ragazza presente a questo scontro nel pieno della violenza: “Attorno a noi era pieno di ragazzi ed adulti della manifestazione contro il DDL Zan che ci insultavano e sputavano addosso insistentemente, hanno continuato anche dopo l’intervento della polizia.”

Insulti e bisogni di tutele

La ragazza conclude con un aneddoto significativo: “Questo non c’entra molto con la violenza della polizia, ma mi sento in dovere di sottolinearlo: quando ci hanno spinti verso piazza Fontana, eravamo circa dietro il Duomo quando uno o due ragazzi si sono avvicinati, circa a tre metri di distanza, e hanno urlato ” Fr*ci di merda”, sputando più volte nella nostra direzione. Io l’ho puntato e mi sono avvicinata chiedendogli di dirmelo in faccia. Ha continuato a scappare mentre gli urlavo di avvicinarsi. Questo fa riflettere, fa riflettere sullo scopo della legge di cui abbiamo bisogno. Una volta che cerchi di confrontare faccia a faccia quelli che ti sputano addosso e ti insultano, hanno paura, ma finché la polizia attorno viene addosso a noi e protegge persone come loro si sentiranno protetti nel discriminare ed effettuare violenze su qualcuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sin da piccola guardavo il mondo con occhi diversi e il naso all'insù. Amo, studio e ammiro tutto ciò che mi circonda, ne estraggo il bello e lo traduco in parole, sperando di riuscire a descrivere agli altri l'esistente così come lo vedo io. Sono Chiara, ho 18 anni e per l'ultimo anno farò la strada casa-scuola in attesa della tanto temuta maturità.

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