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Cultura

La “Riviera” e il tempo come protagonista

“Riviera”, edito da Fazi nel 2021, è il romanzo d’esordio dello scrittore milanese Valentino Ronchi.

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“Riviera”, edito da Fazi nel 2021, è il romanzo d’esordio dello scrittore milanese Valentino Ronchi. Potrebbe non essere sufficiente, secondo alcuni, la pubblicazione di un solo romanzo per assegnare il pesante titolo di “scrittore” a un autore, ma nel suo caso è più che meritato, considerando le pubblicazioni di “Canzoni di bella vita” e “Primo e parziale resoconto di una storia d’amore“, entrambe opere poetiche.

La trama

Proprio la poesia, con i suoi ritmi e il suo lessico, trasuda dall’inchiostro di questa opera narrativa, ambientata in Riviera, in una dei tanti angoli nascosti della tentacolare periferia di Milano:

“Una manciata di vecchie ville allineate, al margine estremo della città di Milano. Si affacciano tutte lungo il canale, che qui in questo punto si sfila dalle ultime case verso il niente, alla fine di via Padova, ben oltre il viavai di macchine e di genti”.

Il nome della zona di Riviera non è casuale, essendo in origine il luogo terreno di edificazione di ville signorili, circondate dal verde e lontane dal chiasso del centro cittadino. Poi il tempo, con il suo scorrere incessante come quello del canale su cui affacciano tutte le case della zona, ha portato strade e palazzi, rendendo l’ameno luogo di villeggiatura una parte degli immensi dormitori che circondano le grandi città di tutta Italia.

Marianna Delfini

Il tempo è il protagonista della vicenda, a pari e forse ancor di più della bambina di cui si iniziano a seguire le vicende immergendosi nelle parole di Valentino Ronchi: Marianna Delfini nasce il 7 Gennaio 1970 e “Questo fatto di esser nata il primo anno della nuova decina lo condivideva con la madre, che era del 1950”. Questa ciclicità in stile “Cent’anni di solitudine”, che a tratti nelle nostre vite sembra rompere lo scorrere lineare del tempo, non può che essere soltanto un’illusione: Marianna Delfini vive una vita diversa rispetto alla madre, in un periodo diverso della storia d’Italia, che conosce prima la prosperità economica, le stragi, e poi il lento declino.

La bambina che l’autore inizia a descrivere “per sua natura, era un ospite garbato del mondo”. Valentino Ronchi si sofferma, dopo averne descritto l’aspetto fisico nelle prime pagine, nel dire che ella “Aveva un modo tutto suo di ragionare, delicato e forte assieme, di portare le parole e i pensieri. Faceva un uso parsimonioso dei vocaboli, ragionato, come stesse sempre perennemente osservandone e soppesandone l’etimologia, il senso profondo, prima del loro utilizzo”, e questa sua compostezza e capacità di riflessione sarà forse l’unico punto fermo in mezzo al mutare di ogni cosa.

Nonostante la vicenda segua tutto il percorso di crescita di Marianna Delfini dalla sua infanzia “verso la maturazione e l’età adulta tramite prove, errori, viaggi e esperienze, nonché la sua origine storica”, “Riviera” fatica a configurarsi come un blidungsroman, nonostante la parte virgolettata io l’abbia tratta pedissequamente dalla pagina Wikipedia di “Romanzo di formazione”. Questo perché, pur seguendone le caratteristiche succitate, il romanzo di Ronchi è privo dello scopo morale del genere reso celebre da Goethe e Dickens, ricordando più che altro il verismo di Verga nei suoi Malavoglia.

Valentino Ronchi apre infatti una finestra sulla vita di Marianna Delfini e ne osserva e descrive il transito, con l’attenzione di un documentarista, la precisione di un medico curante e la passione di un voyeur (esclusa ovviamente l’infelice connotazione maniacale della parola, ça va sans dire). L’autore non infiocchetta la storia per indorare la pillola al lettore, ma la descrive fedelmente, senza inventare alcun accadimento che potrebbe rendere la vita del suo personaggio anche solo vagamente irrealistica: Marianna Delfini potrei così essere tranquillamente io, o tu – perdona la confidenza – che stai leggendo questa recensione dal tuo smartphone o dal tuo PC.

Il lutto e i ricordi

Il lutto colpisce la vita di Marianna Delfini, il tempo nel suo panta rei porta via suo nonno, e come il canale scorrendo lascia sulle sponde i suoi detriti anche il tempo per ogni cosa che porta via deposita i suoi lasciti: alla narrazione inizialmente monofocale di lei si aggiungono via via che la vediamo crescere i suoi ricordi, che giorno dopo giorno e pagina dopo pagina vanno ad accrescere il bagaglio della protagonista.

Il romanzo di Valentino Ronchi è breve, e ci vuole talento e coraggio per scrivere di tempo senza toglierne a chi ne legge. La sua scrittura è delicata ma allo stesso tempo non si fa timori a far male, come un batuffolo d’ovatta imbevuto d’alcol su una ferita.

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