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Politica

Lanfranco Zappalà: “Mi piacerebbe costruire la visione 2028 con i cittadini Catanesi”

Il nostro Paese è ricco di persone che, silenziosamente, dedicano la loro vita agli altri. Oggi abbiamo l’onore di intervistare uno di loro: Lanfranco Zappalà, un brillante esempio di passione, servizio e impegno civico.

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Il nostro Paese è ricco di persone che, silenziosamente, dedicano la loro vita agli altri. Oggi abbiamo l’onore di intervistare uno di loro: Lanfranco Zappalà, un brillante esempio di passione, servizio e impegno civico. Eletto consigliere comunale per ben sei mandati e attualmente Vicepresidente del consiglio comunale, ci racconta di sé e della sua città: Catania.

  • Cosa L’ha spinta 28 anni fa a candidarsi per la prima volta al consiglio comunale di Catania? e cosa non L’ha fatta smettere ?

Diciamo che sin da ragazzo ho respirato aria in famiglia avendo un padre che ha dedicato gran parte della sua vita a Catania da vicesindaco e alla politica, quella politica con la P maiuscola, fatta di valori, idee e che poi si è tramutata in me in passione e poi in prima persona in impegno, come consigliere e come vicepresidente del consiglio Comunale.

Perchè non ho mai smesso? Se si ha vera passione e amore smettere è impossibile, di anno in anno è cresciuto in me il desiderio di voler contribuire sempre di più nel dare idee nuove, proposte e tanto altro da portare avanti per il bene esclusivamente della mia città. A volte ci sono riuscito e altre volte purtroppo no, ma in politica queste cose devi pure metterle in conto, non tutto può essere fattibile.

  • Cosa significa per lei Catania?

Per me Catania significa tutto. Vede, quando si è piccoli non si può decidere dove nascere, ma quando si è grandi si può decidere dove stare. Qui ho le mie radici, i miei ricordi di infanzia, la mia famiglia, soprattutto i miei due bellissimi figli. Ho fatto immensi sacrifici per questa Città, spesso lasciando la famiglia per riunioni, incontri e anche dal punto di vista bancario non ho intrapreso la carriera che avrei potuto, per dedicarmi totalmente alla mia Città. E se tornassi indietro non cambierei una virgola.

  • È cambiata Catania in questi anni? Se sì, come?

Catania era cambiata in meglio tanti anni fa, si respirava un’aria diversa, la gente era vicina alle istituzioni, partecipava, contribuiva al suo sviluppo, era l’invidia della Sicilia e non solo, ma oggi la trovo spenta, anche i suoi concittadini si sono quasi rassegnati, non scendono più in piazza, non protestano più se sono nel giusto, è come se avessero perso anch’essi lo stimolo non credendo più alle istituzioni.

Certo che è cambiata, invece di fare passi in avanti, ha fatto tanti passi indietro. Fortunatamente ci sono i progetti realizzati tempi addietro che oggi affiorano, altrimenti saremmo orfani di una politica di sviluppo. Credo ci sia ancora tanto da fare, ma sono anche fiducioso che si farà.

  • Quali sono i punti di forza dell’attuale Catania?

Nella sfortuna, abbiamo ancora la fortuna di poter investire nel settore del Turismo, abbiamo un aeroporto con milioni di passeggeri che arrivano da tutte le parti del mondo essendo al centro del Mediterraneo, abbiamo imprese qui da noi che molti ci invidiano, una zona industriale che ha tantissime potenzialità se sfruttata come si deve, un porto al centro della città che potrebbe essere trasformato in un vero porto turistico internazionale, abbiamo una spiaggia chilometrica, la Playa chilometrica che potrebbe essere sfruttata anche d’inverno se si hanno idee imprenditoriali ottimali, abbiamo un Vulcano che è fonte di attrazione turistica da tutto il mondo, ma soprattutto la potenzialità che abbiamo più di tutto è la creatività di ogni catanese ha in sé, in termini di ospitalità, gentilezza .

  • E i punti di debolezza?

Tanti, purtroppo tanti, i quartieri spesso lasciati al degrado, la delinquenza spicciola e non, l’abusivismo che dilaga sempre di più, i servizi nei confronti dei più deboli e tanto altro, la cosa più importante: è il lavoro che purtroppo manca. Come vorresti invece fosse la Catania di domani? Vorrei la Catania che tutti del resto sogniamo: pulita, ordinata, meno caotica, con più controlli, con servizi eccellenti, una Catania produttiva che guardi al futuro in tutti i suoi aspetti.

Questa Città ha tutte queste potenzialità, purtroppo sono gli uomini e la politica che spesso non la rendono tale. La cosa più urgente per Catania è quindi portare il Piano Regolatore Generale è lì che capiremo nei ruoli di ogni Consigliere e che modello di Città vogliamo.

  • Com’è il sentire dei cittadini in questo periodo di difficoltà?

È un momento brutto per tutti, speranzosi che si possa tornare alla normalità il prima possibile. A Catania, i cittadini guardano ed osservano in silenzio, il che da un lato mi preoccupa, ma dall’altra parte mi fa pensare che forse hanno capito che è necessario un cambiamento. Non è ancora avvenuto, ma ancora per poco, spero.

  • Quali strumenti adotterebbe per migliorare la sicurezza di Catania?

Facendo un’analisi e adottando tutte le nuove tecnologie e tutta l’innovazione possibile. Le soluzioni certificate, prima guardando al panorama Regionale, sicuramente a quello nazionale, ed infine viste le connessioni e le relazioni che la nostra Città da tempo coltiva, anche a livello internazionale. So che molti Sindaci sono molto sensibili al tema e sicuramente sarebbe di mio primario interesse lavorare e confrontarmi con loro in merito. Un tema che non voglio dimenticare è il diritto alla privacy. Dobbiamo tutelare i nostri cittadini in modo che siano sicuri e rispettati.

  • Quando saranno le prossime elezioni a Catania? Darebbe la sua disponibilità a candidarsi come sindaco?

Orientativamente a Giugno 2023. Per Catania invece ho dato tanti anni a questa città, conosco ogni angolo, ogni cosa positiva e negativa. Certamente non sono io a dovermi candidare, sono una persona di squadra, ho fatto sempre passi indietro senza essermi mai pentito di non ricoprire ruoli anche quando forse avrei dovuto. Devo dare importanza alla gente che mi ha dato fiducia in questi anni. Voglio ancora spendere le mie energie per questa città.

Il ruolo? Si vedrà! Mi piacerebbe costruire la visione 2028 con i cittadini Catanesi. Nei prossimi mesi occorre creare un programma condiviso. Ma, ritornando alla sua domanda, le rispondo che non mi girerò dall’altra parte se reputo che occorre mettere la faccia e la propria esperienza. Ancor più se me lo chiedesse la mia Città e chi mi è stato sempre accanto. Per Catania darei la mia disponibilità senza pensarci due volte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi chiamo Debora Striani e nella vita studio, leggo, viaggio, penso, scrivo e condivido. Tra le mie passioni spiccano politica, attualità, economia, letteratura, cultura e comunicazione. Nel corso degli anni attraverso attività di rappresentanza studentesca, organizzazione di eventi culturali (conferenze, mostre, dibattiti) e pubblicazione di materiale informativo (articoli, podcast e interviste) ho sempre cercato di incentivare la partecipazione giovanile, il sano confronto e la corretta informazione. Scrivo per non smettere di farlo.

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