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Superlega: tra Corte di Giustizia e nuove rivelazioni

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue nell’ambito del contenzioso che oppone la Superlega e i club dissidenti ancora dentro il progetto, Juventus, Real Madrid e Barcellona, Uefa e Fifa per la possibile violazione delle regole Ue sulla concorrenza.

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Nuovi aggiornamenti arrivano sulla questione Superlega. Dopo lo strappo da parte delle società e le rivelazioni del NYTecco che il tribunale di Madrid ha deciso di procedere davanti alla Corte Ue.

Il tribunale di Madrid, infatti, ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue nell’ambito del contenzioso che oppone la Superlega – e i club dissidenti ancora dentro il progetto, Juventus, Real Madrid e Barcellona, Uefa e Fifa per la possibile violazione delle regole Ue sulla concorrenza. La Corte di Giustizia Europea, tramite un tweet diffuso nelle scorse ore, ha confermato di aver ricevuto la citazione a giudizio nei confronti di UEFA e FIFA da parte dei 3 club.

L’organo comunitario dovrà dare interpretazione delle norme rilevanti nella procedura, tale interpretazione sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici Ue che si troveranno ad affrontare una questione analoga. Secondo il diritto Ue, la Corte, dovrà anche dire se Uefa e Fifa abusano di posizione dominante sul controllo dei diritti televisivi e sull’organizzazione delle competizioni. 

Ecco cos’è accaduto in sintesi

I 12 club, cosiddetti fondatori, tra cui Juventus, Milan e Inter, oltre agli altri che tutti conosciamo, annunciano il progetto Super Lega, con tanto di contratto vincolante, come impegno nei confronti dei propri “soci” e di chi ha messo a disposizione dei fondi (JP Morgan, la banca probabilmente più importante al mondo), con procedure d’uscita più o meno complesse, connesse a penali consistenti. L’accordo prevede(va) che i club non avrebbero potuto abbandonare la competizione prima del giugno 2025 (triennio partendo dal 2022). Nel caso, sarebbero entrate in gioco le clausole risarcitorie, come in ogni contratto che si rispetti. La cifra messa almeno inizialmente a disposizione da JP Morgan ammonta a 3,5 mld, da suddividere tra i club (originariamente 15 fondatori + 5 ad invito).

Su pressioni delle istituzioni, politiche e sportive, oltre che dal popolino ignorante e per nulla smaliziato, inclusi i media, nel giro di un paio di giorni il progetto si dissolve, con il City che precede tutti, uscendo dall’accordo; subito altri 8 a seguire, escluse Juventus, Real Madrid e Barcellona.

Emergono molti dettagli sul contratto e sulle procedure d’uscita, seguiti dalle minacce di Ceferin e delle varie federazioni. Per farla breve, il Presidente Uefa ha saputo e puntato su una specifica clausola del contratto, che prevede lo scioglimento immediato senza exit clause, in caso di abbandono del 70% dei club fondatori. L’impegno assunto dai fondatori era di giocare per 23 anni: proprio per questo JP Morgan aveva deciso di dare fiducia al progetto impegnandosi con una cifra rilevante. Come scritto sopra era prevista anche la possibilità di uscire anzitempo, non prima di 3 anni, con un ricalcolo delle penali per ogni club uscente, che francamente poco m’interessa, a questo punto: la cosiddetta break up fee. Per inciso, chi esce dovrebbe ripagare il 50% degli introiti dell’ultima annualità in Superlega; un ammontare prefissato di oltre 100 mln (150?); un saldo equivalente alle stagioni su base 23, residue, non usufruite.

Nove club hanno trattato con UEFA per tornare indietro, a condizioni quantomeno, allo stato attuale, contorte e meritevoli di indagini: leggo di ipocrite donazioni, di 5% di trattenute sui ricavi da partecipazione alle competizioni europee, di sanzioni in caso di partecipazione a tornei non autorizzati da UEFA, di lettere e dichiarazioni di scuse . Restano fuori Juventus, Real e Barcellona, che non hanno accettato alcun accordo o proposta da Ceferin.

I club fondatori del progetto SL si erano cautelati con una richiesta al Tribunale Mercantile n.17 di Madrid, per la legittimità del progetto e per cautelarsi dalla rivalsa UEFA. Il Tribunale ha riconosciuto la legittimità, carte alla mano, del progetto ed ha emesso non una sentenza, come erroneamente molti hanno scritto, ma una ordinanza, con la quale si avverte UEFA che i club non potranno subire provvedimenti, in quanto tale rivalsa verrebbe considerata un’azione in contrasto con le leggi sulla libera concorrenza (Antitrust), che regolano ogni attività all’interno della UE. Tale Tribunale, seguendo quelle che sono le procedure previste, ha inoltrato la propria ordinanza con richiesta di parere, alla Corte di Giustizia della C.E., cui spetta a titolo pregiudiziale l’interpretazione degli articoli contenuti nei trattati. Che significa questo in soldoni? Che esistono 2 trattati che costituiscono i pilastri dell’Unione: il Trattato della C.E. (TCE) e il Trattato sul funzionamento della C.E. (TFUE).

La Corte deve interpretare i trattati in questione per esprimere un parere vincolante, appunto pregiudiziale, ovvero non la sentenza di un giudice in tribunale, con tanto di controversia tra due parti, ma un giudizio interpretativo che poi torna indietro ai paesi dell’Unione e di conseguenza ai tribunali, per stabilire e decidere nelle sedi opportune, sulla base di tale interpretazione, in un modo o nell’altro. Ebbene: il Tribunale di Madrid ha fatto esattamente quanto appena spiegato, tirando in ballo il secondo Trattato dei due: il TFUE, che regolamenta, tra le varie, le pratiche commerciali tra gli stati membri e le eventuali discriminazioni, abusi di posizioni.

Proprio di quest’ultima si parla: abuso di posizione dominante. UEFA riveste attualmente una chiara posizione dominante, come organo unico organizzatore di eventi calcistici all’interno della UE, per club. La discriminante sarebbe (é) l’abuso che se ne fa di essa. Facendo leva sugli artt. 101 e 102 del TFUE, si vuole avvertire ed allo stesso tempo chiedere lumi, sul fatto che UEFA vietando ai club di organizzare tornei paralleli a quelli tradizionali, che avrebbero lo scopo di apportare migliorie al sistema di ripartizione introiti dei club, cambiamenti delle competenze decisionali, messa in discussione dell’attuale status quo del calcio europeo con soluzioni messe in atto per ridurre le criticità e responsabilizzare e rivestire del ruolo che sentono di avere, i club, principali attori in campo; agirebbe in modo elusivo nei confronti del trattato in questione, violando le leggi sulla concorrenza e commettendo appunto un abuso, in quanto impedirebbe ai concorrenti di uscire dal sistema unico per trovare all’esterno migliori condizioni.

Nuove ed importanti rivelazioni di El Confidencial

Il quotidiano El Confidencial (che ha avuto accesso al contratto originale della Superlega, quello firmato da tutti i 12 Club Fondatori) spiega come il progetto nato il 17 aprile sia ancora vivo nonostante gli annunci di uscita dei 6 club inglesi, dell’Atletico Madrid, di Inter e Milan.

Uno dei passaggi chiave del contratto è il seguente: “I fondatori hanno concordato di possedere congiuntamente ed in parti uguali la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente e attraverso una serie di affiliate”. Le minacce della UEFA, così come le proteste dei tifosi, come noto avevano fatto fare marcia indietro a Inter, Milan, Atletico Madrid, Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham e Liverpool, ma tutti questi club avrebbero annunciato la propria uscita dal progetto solo verbalmente.

Nei fatti, spiegano le fonti, nessuno dei club citati ha però rinunciato realmente alle proprie azioni e quindi la società che dovrebbe gestire la Superlega è ancora di proprietà (ed in parti uguali) di tutte le 12 società. L’accordo firmato il 17 aprile (e depositato in Tribunale) insomma non è stato sciolto e resta in vigore a tutti gli effetti. Con tutte le 12 società che, al netto dei comunicati di rinuncia, sarebbero ancora dentro al progetto a tutti gli effetti.

La risposta UEFA

Con un comunicato ufficiale, la UEFA prende posizione in merito all’entrata in scena della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dopo che i club della Superlega hanno chiesto l’intervento per possibili violazioni delle norme anti-concorrenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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