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Qual è il legame che gli italiani hanno con il cinema?

Durante gli ultimi anni, come abbiamo più volte denunciato i cinema hanno sofferto e perso molto. Andiamo a vedere qualche dato interessante su quanto ammontano le perdite e sulle nostre nuovi abitudini per quanto riguarda i film.

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Quelli trascorsi, sono stati anni particolarmente complessi, la pandemia ha messo a dura prova la nostra vita, le nostre abitudini e i nostri svaghi. Eppure, abbiamo avuto diversi alleati che hanno addolcito e accompagnato le nostre giornate. A cosa faccio riferimento? Al cinema e più nello specifico ai film i quali rappresentano un’esperienza magica, che permette di trasmutarci in un’altra dimensione, di abbandonare la routine quotidiana e di regalarci qualche ora lontana dalle paturnie, dai pensieri e dalle responsabilità.

 Per il cinema in sala, l’arrivo del Covid-19 ha comportato una carneficina, così come confermano i dati Cinetel dell’anno 2020 a causa della chiusura delle sale per quasi un anno (considerando le varie intermittenze.) Questo ha determinato rispetto al 2019, un decremento del 72% degli incassi.

L’aumento dell’uso dei servizi in streaming

Se questi sono gli effetti dispiegati da un lato, di contro vi è stato un aumento esponenziale dell’uso dei servizi di video streaming, al punto da costituire un trend inarrestabile. L’interesse ad abbonarsi alle piattaforme che permettono di vedere un ampio catalogo di film e serie è aumentato significativamente, specialmente in modalità svod, in abbonamento come Netflix e Amazon.

Alla luce di quanto detto, è di facile intuizione comprendere come le abitudini siano cambiate, sia per la situazione in cui riversiamo ma anche perché una parte della popolazione preferisce vedere un film comodamente sul proprio sofà con tutti i comfort di cui posso disporre nelle mura del proprio focale domestico  piuttosto che recarsi nelle sale cinematografiche. 

A supporto vi è un’analisi compiuta dall’Istat che ripercorre e analizza la relazione che intercorre tra i cittadini e una delle industrie culturali più importanti del paese. L’indagine evidenzia che nel 2017 il 49,6% delle persone con età pari o maggiore a 6 anni sia andato almeno una volta al cinema. Nel 1993 questa percentuale era del 40,7%. Si tratta perlopiù di frequentazioni saltuarie: il 30,1% ha frequentato le sale cinematografiche da 1 a 3 volte in un anno, mentre solo il 7,7% può definirsi un frequentatore costante, cioè si è recato al cinema per 7 o più volte in un anno.

Aumentano le frequentazioni saltuarie mentre diminuiscono quelle assidue: nel 1993, infatti, le prime si attestavano al 20,9% (contro il 30,1% di oggi) e le seconde al 9,5% (contro il 7,7% attuale) Tra i film più guardati primeggiano le commedie (54,1%), seguite dai film d’azione e d’avventura (48,6%) e da quelli comici (36,9%). Meno considerate sono le pellicole drammatiche (28,6%), i cartoni animati (28%), i gialli e i thriller (26,3%) e i film di fantascienza (22,1%).

Che genere di film guardano i millennials?

Analogamente interessante è stata l’indagine condotta dall’Istituto Toniolo con un focus rivolto ai giovani nati tra il 1982 e il 1994 sul consumo di film e cinema. La quale ha messo in luce come i Millennials non amano i film italiani mentre osannano i multisala. Lo studio condotto su 1600 giovani ha messo in risalto la passione per i tivù e il web che ha leggermente ombrato il cinema in sala che in passato è sempre stata fonte d’ispirazione per i giovani e per tutte le generazioni al punto da considerarla la settima arte. I dati evidenziano come i film che i giovani preferiscono sono le pellicole americane (61,5%), mentre gli italiani piacciono di meno e arrestandosi al 33,6% dei favori. 

Dallo studio emerge come in una settimana, il 52,6% dei Millennials intervistati guarda più di un film, (ma non con una frequenza giornaliera) Il 16% guarda in media un film al giorno. Al contrario, il 7,7% non ne guarda nessuno o comunque meno di un film a settimana. Al Sud guardano in media un film al giorno(il 21,4%), contro l’11,5% al Nord e il 14% al Centro

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono laureata in giurisprudenza, le mie più grandi passioni oltre al diritto, sono il cinema e la lettura. La cultura per me ha sempre rappresentato un valore aggiunto e mi ha consentito di mantenere vivo l'ardore e la sete di conoscenza che da sempre mi caratterizzano.

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