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Economia

Powell/FED: “L’inflazione potrebbe risultare più ampia e persistente”

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La Federal Reserve ha concluso mercoledì la sua riunione, durata due giorni, con aspettative più elevate per l’inflazione nel 2021, insieme a un calendario precedente per gli aumenti dei tassi di interesse.

Mentre il Federal Open Market Committee ha mantenuto il suo tasso di interesse di riferimento vicino allo zero (0-0,25%) , i funzionari della banca centrale hanno segnalato sul loro cosiddetto “dot-plot” ( documento che indica le aspettative di ciascun esponente del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed) che potrebbero esserci due aumenti dei tassi nel 2023 .

Sebbene le azioni siano scivolate tra questi risultati, il presidente della Fed Jerome Powell ha messo in guardia dal leggere troppo nel dot-plot, dicendo che le proiezioni devono essere prese come “un granello di sale”.

Borse ai minimi al termine della conferenza stampa di Powell

Jerome Powell ha concluso la sua conferenza stampa di un’ora con le principali medie di mercato fuori dai minimi della sessione, recuperando alcune delle perdite iniziali in seguito al rilascio della dichiarazione della Fed e delle proiezioni economiche.

Il Dow è stato scambiato l’ultima volta in ribasso di circa 210 punti, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite erano in rosso rispettivamente dello 0,4% e dello 0,1%.

Nel mercato obbligazionario, anche i rendimenti si sono ritirati dai loro massimi durante le osservazioni di Powell. Il rendimento dei Treasury a 10 anni è stato scambiato l’ultima volta a circa l′1,56%, in aumento di 6 punti base nella giornata (bene precisare che i rendimenti si muovono inversamente ai prezzi). Mentre quelli a 30 anni sono rimasti poco mossi attorno al 2,193%.

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Le azioni sono rimbalzate dai minimi della sessione, dopo che Powell sembrava indicare che diversi aumenti dei tassi nel 2023 sono tutt’altro che una certezza. Il Dow è sceso per ultimo di 195 punti, dopo aver perso in precedenza 382 punti. L’S&P 500 è sceso dello 0,35%, recuperando da un calo dell′1%, mentre il Nasdaq Composite è sceso dello 0,2%. In precedenza, l’indice pesantemente tecnologico era stato inferiore dell′1,2%.

Le ultime proiezioni del diagramma a punti della Federal Reserve indicavano almeno due aumenti dei tassi nel 2023 che hanno spaventato i mercati, ma Powell ha affermato che tali proiezioni devono essere prese come “un granello di sale”.

Le ultime proiezioni dot-plot della Federal Reserve indicano almeno due aumenti dei tassi di interesse nel 2023, ma il presidente Powell ha avvertito durante la conferenza stampa che ciò è tutt’altro che una certezza.

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“I punti non sono un ottimo strumento di previsione dei futuri movimenti dei tassi perché sono molto incerti. I punti devono essere presi con le pinze” ha detto.

Powell ha aggiunto che le condizioni attuali sono lontane da dove dovrebbe essere l’economia affinché la banca centrale aumenti i tassi. La Fed sta monitorando i dati economici e non ha preso alcuna decisione in merito al suo programma di acquisto di asset.

Gli investitori erano in attesa di potenziali indicazioni su quando la Fed preveda di ridurre il suo programma di acquisto di obbligazioni. “Puoi pensare a questo incontro che abbiamo avuto come l’incontro ‘parlare di parlare’, se vuoi”, ha detto Powell. “Ora suggerisco di ritirare quel termine, che ha raggiunto il suo scopo”. Powell ha affermato che la Fed darà un preavviso prima di annunciare una decisione in merito al tapering e che i tempi dipenderanno dall’andamento della ripresa economica.

Sull’inflazione, il tema caldo del giorno, Powell si è soffermato a lungo, sostenendo che, dopo l’impennata del 2021 “ci attendiamo che l’inflazione si moderi”. A questo proposito Powell ha citato le nuove stime della Fed, la quale ha notevolmente modificato al rialzo le sue stime sull’inflazione di quest’anno ma ha anche stimato un calo fin dal 2022.

Per il 2021 la Fed ha rialzato le sue stime, portando l’inflazione dal 2,4% al 3,4%, mentre per il 2022 ha stimato un frazionale rialzo al 2,1% e per il 2023 ha previsto un’inflazione al 2,2%. “Se guardate alle nostre stime sul 2022 e sul 2023 – ha detto Powell – vedrete che ci attendiamo che vada verso il nostro obiettivo del 2%”. Powell, ha ribadito che i rialzi dei prezzi saranno “transitori”, ma non ha escluso che l’inflazione possa essere “più alta e persistente del previsto”.

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“I fattori temporanei che hanno causato l’aumento di alcuni prezzi dovrebbero scomparire, riducendo la pressione inflazionistica” ha detto ancora Powell. Il quale comunque, notando una “tempesta perfetta di forte domanda e offerta limitata” per cose come le auto usate, ha detto ai giornalisti: “Pensiamo che abbia senso che si fermi e in effetti si inverta nel tempo”. 

Tuttavia, “non siamo sicuri” dei tempi, ha aggiunto. La Fed ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita economica negli Usa quest’anno e per il Pil del 2021 ha indicato una crescita del 7% (contro il +6,5% di marzo), mentre per il 2022 ha confermato un +3,3% e ha rivisto al rialzo la previsione per 2023 da +2,2% a +2,4%. 

Sul tapering Powell ha assicurato che darà un ampio preavviso prima di rivedere il piano di acquisti di asset. Inoltre ha aggiunto che tra gli obiettivi della Fed, c’è quello di evitare di innescare una forte turbolenza del mercato, o “taper tantrum”, come quelle verificatesi nel 2013, quando la Fed annunciò l’intenzione di ridimensionare un simile programma di acquisto di obbligazioni.

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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