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Cultura

Simon Carb: “Le opportunità? Un vero artista le crea”

Il ghostwriter , ovvero «scrittore fantasma» o scrittore ombra è un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie e pubblicazioni scientifiche o composizioni musicali ufficialmente attribuiti ad un’altra persona. Oggi, per approfondire, ne abbiamo intervistato uno: lui è Simon Carb, 27 anni, da Cerignola (FG), ghost writer e sceneggiatore.

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Il Ghost writer è una figura editoriale che viene assunta al fine di redigere un contenuto testuale come un libro, un racconto o un e-book, basato sull’idea di un’altra persona, la quale spesso non ha il tempo o le capacità di scriverlo. Questa figura in Italia non è ancora molto nota, benché siano numerose le persone che richiedono i servizi di Ghostwriting. Ma quali sono le caratteristiche di un Ghostwriter? Come lavora? Come lo si diventa? Oggi, per approfondire, ne abbiamo intervistato uno: lui è Simon Carb, 27 anni, da Cerignola (FG), ghost writer e sceneggiatore.

  • Come mai hai scelto di fare il ghost writer?

Il “ghostwriter” è un termine inglese che significa scrittore fantasma. Egli è un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie e altre pubblicazioni per conto di un’altra persona che gli commissiona il lavoro. Il ghost writer viene ben pagato dall’autore ma rinuncia ai diritti dell’opera e al suo nome all’interno della stessa. Questo è quanto, è quindi, in parole povere, un servizio di questo tipo. Mi permette di immedesimarmi in storie diverse, non di mia creazione, di migliorare ciò che viene sottoposto alla mia attenzione. Mi piace dare consigli ed essere affidabile quando mi viene affidato un incarico ed infine è una professione molto ricercata e ben pagata.

  • Come hai iniziato? Sono i clienti che ti cercano o tu che ti proponi?

Ho cominciato inserendo annunci online. Cerco sempre di fare una bella chiacchierata con il cliente prima di avviare una trattativa. La fiducia e il rispetto sono elementi fondamentali che contraddistinguono la mia persona. Vorrei anche creare e pubblicare un libro o un fumetto: sarebbe un’altra testimonianza di affidabilità, fondamentale in questo lavoro. I clienti e i lettori meritano solo il meglio, e io ne ho svariati. Possono essere abituali oppure no.

I miei servizi sono: canzoni, poesie, aforismi, sceneggiature di film, serie, fumetti, opere teatrali e cortometraggi. Non deludere è imperativo, serve studio e passione. Io trovo la scrittura catartica: mi emoziona scrivere, apprendere, studiare, migliorare. Questo percorso non smette mai di appassionarmi e la passione è tutto, nel lavoro come nella vita.

  • Vivere di arte non è una scelta facile, ritieni sia sostenibile oggi? Quali sono i rischi e le opportunità?

Le opportunità un vero artista le crea ma i rischi sono inevitabili. Chi rinuncia ad un impiego fisso o statale si assume la responsabilità di fare ciò che vuole e la possibilità di vivere la vita dei suoi sogni. Ammesso che ne sia capace, ovviamente. Non è tutto rose e fiori. Il successo è un cammino impervio e pieno di sfide. È più semplice lasciar stare che continuare, è un percorso per pochi eletti. Il successo poi bisogna mantenerlo ben saldo, una volta raggiunto, bisogna proseguire nonostante i rifiuti poiché non sempre troveremo gente pronta ad ascoltarci e offrirci una possibilità.

Occorre assolutamente migliorarsi continuamente, fare enormi sacrifici, essere autocritici, creare contatti e perseverare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Vivere d’arte è possibile se si è oggigiorno non solo persone creative, ma imprenditori di se stessi. Fare ciò che fa la massa non ti espone al rischio. È una mossa semplice e astuta forse, ma non per me. È necessario comprendere questo: in una società in cui la maggior parte di noi cerca l’omologazione, l’approvazione di amici e parenti, tu cosa sei disposto a fare per distinguerti? Per vivere davvero e non soltanto esistere? 

  • Perché secondo te è importante promuovere la cultura?

La cultura è l’unica droga che non danneggia nessuno ma migliora chiunque. Amplia la visione delle cose, la percezione che abbiamo di esse. Permette di “guardare oltre”. Vanifica la discriminazione e i pregiudizi. Credo sia indispensabile per una società civilmente evoluta che punta al progresso dell’umanità. 

  • Cosa ne pensi del legame dell’Italia con la cultura?

L’Italia è meravigliosa. Se solo non ci fossero troppe tasse e politici che farebbero vergognare gente come l’ex presidente Sandro Pertini (un emblema in ambito politico) sarebbe meglio. La nostra nazione deve tornare grande attraverso la cultura. Siamo il Bel Paese. Solo la Cina a livello culturale e artistico ci è superiore, ma è sette volte più grande della nostra penisola. Siamo indietro rispetto ad altre realtà internazionali. Dobbiamo abbracciare il cambiamento, il futuro senza mai abbandonare il passato. Questo è l’inizio da cui ripartire. 

  • Cosa pensi della visibilità oggi e del suo legame con la scrittura?

La visibilità è tutto oggigiorno, ma non è sinonimo di qualità. Purtroppo viviamo in un mondo in cui si elogia molto la mediocrità, l’importante è saperla vendere. I social dovrebbero rappresentare condivisione, interessi comuni e nuove conoscenze.  Non è così. Odio e frustrazione dilagano sul web. Ragazzi e ragazze che postano foto hot, influencer e youtuber senza contenuti e fenomeni da baraccone ottengono più followers, likes e condivisioni di chi come me è un sostenitore della “vera bellezza”.

A me sinceramente fanno un po’ pena sia loro che i loro estimatori. Il loro intelletto non va oltre. Credo basti. Non voglio dilungarmi e dare ulteriori importanza a questo. Non è invidia o altro, siamo in pochi a lottare da protagonisti  per il meglio, il resto è una presenza sporadica ininfluente. È più complesso diventare una celebrità social per gente come me, diciamo così.

  • Che consiglio daresti ai ragazzi che vogliono intraprendere la tua stessa strada?

In primo luogo di capire davvero se possono essere o diventare eventualmente artisti. L’impegno non è che una bestia selvaggia senza il talento con cui domarla. Le due cose devono andare di pari passo. Bisogna specializzarsi in ciò che si fa e non sto parlando di titoli di studio. Mai arrendersi, certo ma non solo. Per quanto tu possa imparare le regole della scrittura creativa se si è privi di idee non si va da nessuna parte. Essere realisti e parzialmente ottimisti. Sognare ad occhi aperti è possibile, ma ricordatevi che nulla vi è dovuto, soprattutto se non fate nulla per meritarvelo. Notti insonni, ripensamenti, dubbi, saranno spesso al vostro fianco. Siate pronti. Fa chic dire: sono un’artista. La domanda che dovete porvi è: lo siete davvero? 

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Mi chiamo Debora Striani e nella vita studio, leggo, viaggio, penso, scrivo e condivido. Tra le mie passioni spiccano politica, attualità, economia, letteratura, cultura e comunicazione. Nel corso degli anni attraverso attività di rappresentanza studentesca, organizzazione di eventi culturali (conferenze, mostre, dibattiti) e pubblicazione di materiale informativo (articoli, podcast e interviste) ho sempre cercato di incentivare la partecipazione giovanile, il sano confronto e la corretta informazione. Scrivo per non smettere di farlo.

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