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Economia

Via i limiti su dividendi e buyback: Banche Usa superano stress test

Dopo gli allarmi recenti su un possibile scenario di recessione globale dovuta all’emergenza sanitaria, la FED ha promosso le 23 maggiori banche americane pronte “per supportare la ripresa in corso”. Vediamo insieme come si comporteranno.

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La FED ha promosso le 23 maggiori banche americane, che hanno superato con facilità gli stress test. Gli istituti potranno quindi assorbire complessivamente 474 miliardi di dollari di perdine in uno scenario di una recessione globale e con una disoccupazione americana al 10,75%. Anche in questo scenario severo, i ratio di capitale risultano il doppio dei requisiti minimi.

Mentre si attende una decisione analoga dalla BCE, le 23 banche USA sotto esame “continuano ad avere forti livelli di capitale e potrebbero continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese durante una grave recessione”, sottolinea la banca centrale americana. “Nell’ultimo anno, la Federal Reserve ha eseguito tre stress test con diverse ipotetiche recessioni e tutte hanno confermato che il sistema bancario è fortemente posizionato per supportare la ripresa in corso“, ha affermato il vicepresidente per la supervisione bancaria Randal K. Quarles.

Dunque esame passato con successo, a detta della Banca centrale, che ha confermato l’outlook positivo sul settore creditizio. Ora, in base a quanto prevede il cosiddetto SCB framework, le banche otterranno flessibilità nel modo in cui vogliono distribuire dividendi e portare avanti riacquisti di azioni. Lo stress capital buffer (SCB) è una misura del capitale minimo che ogni banca deve avere in base alla rischiosità delle proprie operazioni.

Le ipotesi dalla Fed

FED: uno sguardo al Bilancio

Lo scenario ipotetico di quest’anno includeva una grave recessione globale con un notevole stress nei mercati degli immobili commerciali e del debito societario. Il tasso di disoccupazione sarebbe salito di 4 punti percentuali fino a un picco del 10-3/4%. Il prodotto interno lordo sarebbe sceso del 4% dal quarto trimestre del 2020 al terzo trimestre del 2022. E i prezzi delle attività calati drasticamente, con una diminuzione del 55% dei prezzi delle azioni. In questo scenario, le 23 grandi banche avrebbero perso collettivamente più di 470 miliardi di dollari.

Come si comporteranno le banche quindi?

La Fed promuove 23 banche americane

Con il via libera della Fed dopo il superamento degli stress test, le banche americane da Morgan Stanley a Goldman Sachs, da JP Morgan a Bank of America, hanno deciso di premiare i loro azionisti e ad aumentare i loro dividendi e le operazioni di buyback. Gli annunci delle cedole più ricche sono arrivati ieri, con una raffica di comunicati.

Morgan Stanley ha visto il titolo volare di quasi il 4% nelle contrattazioni afterhours di Wall Street, dopo aver reso noto che raddoppierà i dividendi trimestrali, procedendo contestualmente a un nuovo piano di buyback azionario del valore di $12 miliardi fino a giugno del 2022. La banca ha comunicato che il proprio dividendo salirà a 70 centesimi per azione a partire dal terzo trimestre (luglio) :

“Morgan Stanley ha accumulato un eccesso significativo di capitali negli ultimi anni e ora presenta tra i cuscinetti di capitali più grandi – ha commentato il ceo James Gorman nella nota stampa – La decisione presa dal board riflette la scelta di resettare la nostra base di capitali con la necessità di trasformare il nostro modello di business”.

JP Morgan aumenterà i dividendi trimestrali dell’11% a $1 per azione dagli attuali 90 centesimi per azione corrisposti ai suoi azionisti. Il colosso bancario americano proseguirà con l’operazione in corso di buyback azionario, in quanto “continua a essere autorizzata” a portarlo avanti. Bank of America ha aumentato le proprie cedole del 17% a 21 centesimi per azione, dopo aver annunciato nel mese di aprile un piano di buyback azionario del valore di $25 miliardi. Il titolo è sotto pressione, in calo dello 0,75%.

Goldman Sachs ha annunciato l’intenzione di aumentare i dividendi del 60% a $2 per azione, in attesa dell’approvazione del cda. Titolo in rialzo di oltre +1% nelle contrattazioni afterhours.

Niente aumento dei dividendi per Citigroup, con la ceo Jane Fraser che non ha fatto nessun annuncio su un eventuale incremento delle cedole e che per questo vede le quotazioni cedere lo 0,80%. Diversamente dalle altre banche, Citi aveva reso noto che avrebbe aumentato quest’anno i cuscinetti di capitale, fattore che potrebbe aver ridotto la sua capacità di remunerazione del capitale.

“Aspettiamo il momento di continuare con i nostri interventi pianificati sul capitale, inclusi dividendi sulle azioni ordinarie di almeno 51 centesimi di dollari, e di portare avanti i riacquisti di azioni, che sono particolarmente attraenti, visto che la nostra azione ha un valore inferiore a quello del valore di libro per azione

la CEO di Citi, Jane Fraser

Anche Wells Fargo ha reso noto che raddoppierà i dividendi, in questo caso a 20 centesimi per azione. Wells Fargo ha annunciato anche che, a partire dal terzo trimestre, avvierà un piano di buyback azionario del valore di $18 miliardi. In realtà l’aumento delle cedole da parte di Wells Fargo era largamente atteso dagli analisti in quanto l’istituto è stato uno dei pochi costretto a tagliare i dividendi dopo gli stress test dell’anno scorso. Essendo la notizia già scontata, l’azione ha riportato solo un lieve rialzo in afterhours.

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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