Connect with us

Politica

Alla sagra dei luoghi comuni tra politica e giornalismo

Il caso mediatico montato intorno all’ultima uscita della coppia più famosa d’Italia ci mostra esempi più che concreti di quanto c’è di buono all’interno del giornalismo italiano.

Published

on

Il mondo dell’informazione, al pari di quello della politica, è usualmente oggetto di ingiurie. Recentissimo il “Politici fate tutti schifo” di Chiara Ferragni, attendiamo l’annuncio della discesa in politica, passando per l’immarcescibile “Il giornalismo italiano”. Solitamente accompagnato con qualche emoji di disprezzo. Entrambi probabilmente condividono qualcosa, almeno nella loro originale declinazione: l’obbligo di dire la verità.

Il più grosso torto che fa la politica alla gente è quello di dir loro quello che vogliono sentirsi dire, senza dire quel che è.

Cercare alla voce Movimento Cinque Stelle, per avere plastica dimostrazione dell’inevitabile. A chi amministra la cosa pubblica noi chiediamo una narrazione onesta degli eventi, anche edulcorata. Nessuno è figlio di una vergine, e quindi nessuno pensa che domani un politico venga a dire i fatti nella loro interezza. È parte delle regole del gioco. Ma a loro noi chiediamo una fedele narrazione degli avvenimenti condita necessariamente da credibili soluzioni. Alla politica, insomma, chiediamo le risposte. Il dibattito pubblico ha vissuto una drammatica crisi dalla prima alla terza Repubblica.

La responsabilità è anche della stampa? Chi si tira fuori certamente è responsabile, e allora sì. Anche noi di PdP. Tutti siamo stati forse in alcuni tratti compiacenti. Perché dire le cose comode, quindi le banalità, aiuta ad avere consensi e allontana gli spettri dei problemi.

Il bello del giornalismo italiano da Feltri a Cerasa, le startup dell’informazione e il potere digitale

Stefano Feltri

Eppure esiste un mondo dell’informazione che ha preso per mano il dibattito, e apparentemente lo fa senza indirizzi. Apre discussioni, come il giornalismo dovrebbe fare e offre problemi alla politica che ogni giorno deve sedersi e immaginare come risolvere. Perché alla stampa è chiesto questo. Quanto state leggendo è figlio di una riflessione maturata nel tempo e diventata articolo dopo avere ascoltato attentamente le parole di Stefano Feltri, direttore di Domani. È intervenuto su Fedez e su tutto quello che ha scatenato la sua discesa in campo sul tema del Ddl Zan.

Nel corso della sua diretta, il Direttore del quotidiano ha posto dei problemi di opportunità sul ruolo del cantante e influencer. Fedez, come dice Feltri, rappresenta un unicum in Italia e nel mondo. Per via di una serie di legami contrattuali che lo vincolano, il marito di Chiara Ferragni non è paragonabile ai tanti opinion leader esterni alla politica che orientano il dibattito negli altri stati. Domani è lo stesso giornale che aveva reso noto lo scandalo di Santa Maria di Capua Vetere, e prima aveva puntato la lente di ingrandimento sui (forse) torbidi affari rispettivamente di Renzi e Conte. Informazione trasversale che apre dibattiti. La numerazione dei poliziotti, i rapporti dei politici con stati esteri piuttosto che l’opportunità di permettere ad un soggetto brandizzato come è appunto Fedez di intervenire così a gamba tesa nel dibattito pubblico.

Claudio Cerasa

Al fianco di Feltri, nella batteria dei giornalisti che aiutano una società a crescere c’è Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio. Anche a lui va reso il merito di non farsi trascinare mai nel pop, di rimanere un po’ ai margini del comodo per scendere nel puntiglioso mondo dell’opportuno. Dibattito insomma. Due giornali che fanno dibattito e che ogni giorno cavalcano impavidi le edicole di tutta Italia, provando a sbarcare sui portali digitali.

Lì, però, ad aspettarli ci sono i Francesco Oggiano. Lui è uno dei tanti autori di WillMedia, l’idea di Imen Jane diventata qualcosa molto migliore della stessa creatrice. Ultimamente un po’ in balia delle critiche, forse eccessive, ma comunque figlie di alcuni suoi atteggiamenti che da 13 mesi a questa parte ne hanno devastato l’immagine. Will, come Torcha, sono portali di informazione giusti. Credibili. Che fanno dibattito. Che scavano, proprio come il giornalismo dovrebbe fare. Proprio come chi ha sete di verità si sente di fare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Trending