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Cultura

Il Controcampo: l’Eutanasia in Million Dollar Baby, Io prima di te e Mare Dentro

Il tema dell’eutanasia, e della sua legalità, assume dei tratti molto diversi nei film a seconda del paese di provenienza e del suo genere. Per trattare questo tema diamo un’occhiata a tre film: Mare Dentro, Io prima di te e Million dollar baby.

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Con la battaglia che va ormai avanti da molti anni in Italia e in molti paesi d’Europa per l’ottenimento della legalità dell’eutanasia e del suicidio assistito, diventa sempre più importante accrescere le proprie conoscenze su questi argomenti, e trovo che pochi modi risultino più efficaci del linguaggio cinematografico. Il tema dell’eutanasia, e della sua legalità, assume dei tratti molto diversi nei film a seconda del paese di provenienza e del suo genere.

Nonostante l’idea base della libertà di autodeterminazione e del diritto alla dignità in vita e in morte sia abbastanza una costante, attraverso la cinematografia più famosa, rimane comunque una sostanziale differenza nelle modalità in cui queste storie vengono scritte attraverso le immagini. In particolare, per trattare questo tema, ho voluto analizzare tre film relativamente recenti: Mare Dentro (Alejandro Amenábar 2004) Io prima di te (Thea Sharrock 2016) e Million dollar baby (Clint Eastwood 2004), rispettivamente provenienti dalla Spagna, Inghilterra e Stati Uniti.

Mare Dentro: trama e spoiler

Prima di tutto, qualche informazione sulle trame di questi film: qui inserirò un grande spoiler alert. Siccome temi come quelli dell’eutanasia e del suicidio assistito vengono sviluppati con sufficiente completezza nei finali, non posso astenermi dal rivelare come ogni film finisce. Mare Dentro, toccante poesia in immagini presentata a Venezia da Alejandro Amenábar, racconta la storia vera di Ramón Sampedro (Javier Bardem), uomo costretto a letto da 26 anni a causa di un incidente su uno scoglio.

Determinato a richiedere l’aiuto di qualcuno per morire, Javier si rivolge a Julia, avvocatessa affetta da una malattia terminale, perché lo aiuti a vincere una causa legale e ottenere il permesso dei giudici a ricevere l’eutanasia. Intorno a questa vicenda e al suo enorme riscontro mediatico ruotano le storie di diversi personaggi, da Rosa, mamma single con sindrome da crocerossina che vuole convincere Ramón a restare in vita, a tutta la famiglia e le amicizie dell’uomo.

Io prima di te, un dramma romantico

Io prima di te, film molto più famoso del precedente, narra la storia dell’eccentrica Louisa, donna che si ritrova a lavorare nella casa del ricchissimo William, costretto su una sedia a rotelle da un tragico incidente. Inizialmente incompatibili, i due sviluppano un’amicizia e una storia d’amore, che però non riesce a persuadere Will dalla sua decisione, già presa prima dell’inizio della vicenda, di spostarsi in Svizzera per porre fine alla sua vita in modo dignitoso.

Million Dollar Baby, cosa significa famiglia?

Ultimo ma decisamente non per importanza, Million Dollar Baby vede Clint Eastwood sia alla regia che nei panni dello scontroso Frankie, allenatore di pugilato che si scontra con una testarda donna, Maggie, dal passato umile ma determinata a diventare una boxer di successo. Con il tempo, Maggie diventa come una figlia adottiva per Frankie, rinnegato dalla sua figlia biologica, ma in seguito ad un incidente dopo una brillante ma breve carriera si ritrova collegata ad un respiratore, senza alcuna speranza di migliorare. Maggie chiede a Frankie, l’unico suo caro, di aiutarla nel gesto ultimo.

Confronti e differenze

Una scena tratta dal film Million Dollar Baby

Prima di tutto, si nota una chiara differenza fra i film europei e quello d’oltreoceano nella concezione della dignità del soggetto che richiede l’eutanasia. Nel film hollywoodiano, viene più visto come un atto di pietà e amore, dopo una vita (seppur breve) di soddisfazioni immense. Come dice Maggie stessa,

mio padre diceva sempre che avevo lottato per venire al mondo e che avrei lottato fino alla morte. È quello che voglio fare, ma non voglio lottare contro di lei [Eastwood]. Ho avuto quello che volevo. Ho avuto tutto. Non permetta che mi venga portato via. Non mi lasci sdraiata qui finché non sentirò più la voce dei miei tifosi”.

Dovendo quindi Frankie, un personaggio molto religioso, confrontare la sua stessa legge morale e commettere l’atto illegalmente, noi viviamo la vicenda attraverso i suoi occhi e con i suoi processi mentali. Nei due film europei, la palla viene passata direttamente ai diretti interessati, persone che hanno vissuto vite ordinarie, che rivendicano questo gesto come un atto di libertà al suo estremo, rendendola dall’inizio alla fine una decisione loro ed un’azione loro. In questo, il sentimentalismo hollywoodiano tende a rendere Maggie un personaggio quasi passivo, mentre sia Mare Dentro che Io prima di te mostrano dei personaggi determinati a rivendicare la loro dignità, anche contro le pressioni esterne di tutti.

Una scena del film Io prima di te

Un altro punto che rende il film di Eastwood diverso dagli altri due sta nella descrizione della cerchia sociale della persona che chiede l’eutanasia. In Million Dollar Baby, Maggie viene descritta come dimenticata dal mondo, con unici affetti Frankie e il custode della palestra, interpretato da Morgan Freeman. Oltre a loro, ha solo una famiglia che viene fino a Los Angeles a sue spese non per visitarla, ma per andare a Disneyland e poi passare dall’ospedale per chiedere alla figlia di firmare con i denti alcune carte che permettano alla sua famiglia di mantenere tutti i suoi soldi, “senza doversi caricare le spese del funerale”. Maggie, ovviamente, rifiuta questa offerta.

La sfera di affetti appare invece molto più complessa in Mare Dentro, in cui il personaggio si ritrova circondato da persone che gli vogliono bene, e che rispettano la sua decisione. Non si tratta quindi di un personaggio che non ha nulla e quindi nulla da perdere, ma qualcuno che, nonostante sia circondato da affetti, sceglie di rivendicare la sua libertà all’autodeterminazione.

L’altro personaggio di questo film, Julia, considera la scelta di togliersi la vita finché è ancora capacitata a farlo da sola, ma non facendolo alla fine si ritrova, anni dopo, a non ricordare neanche chi sia il suo amico Ramón a causa della sua malattia degenerativa.

Io prima di te in questo si colloca un po’ in mezzo, dato che Will non ha nessuno finché non incontra la goffa Louisa di cui si innamora. Tuttavia, la sua scelta di continuare comunque con la sua decisione mostra la natura personalissima di una decisione di questo tipo, spostandosi quindi nuovamente più sulla visione dell’altro film europeo. Nonostante Louisa gli dia “un motivo per alzarsi la mattina”, questa non è mai stata una decisione presa dal fatto che non avesse nessuno, ma una decisione che ragiona su un intero altro livello.

Una scena tratta dal film Mare dentro

Un altro pensiero che mi è venuto in mente è la considerazione riguardo al classismo che emerge se si rapporta Io prima di te agli altri due film: la ricchezza di Will, che gli consente di spostarsi dall’Inghilterra alla Svizzera per non doversi muovere nell’illegalità è indice sicuramente di un privilegio di classe.

Negli altri due film, rispettivamente nella classe lavoratrice americana e quella contadina spagnola, i personaggi non hanno troppo spazio di manovra e sono costretti a considerare anche le conseguenze legali per coloro che rimangono in vita, muovendosi nell’illegalità. Al pari di questo, un filo rosso che collega Mare Dentro a Million Dollar Baby è il confronto con la propria fede e con i propri valori. Entrambi i film, infatti, presentano una figura religiosa che cerca di persuadere il protagonista a non commettere un atto estremo nel rispetto della vita in quanto dono divino.

Entrambi i personaggi decidono, tuttavia, di assegnare la proprietà e quindi il diritto di decisione della propria vita ai diretti/e interessati/e. In un dialogo che personalmente ho trovato molto profondo di Mare Dentro, quando il prete dice a Ramon che una libertà che elimini la vita non è una libertà, lui risponde dicendo che una vita che elimini la libertà non è una vita.

Mentre Io prima di te e Million Dollar Baby ricadono molto nel lato sentimentale della questione, il film di Amenàbar si dimostra in questo di una estrema eleganza, mostrando come la solidità della decisione conferisca al personaggio una dignità ed una consapevolezza di sé che va oltre un momento strappalacrime, ma che assume un livello proprio per questo ben più profondo. Inoltre, nonostante il personaggio di Ramón si esprima con estrema durezza nei confronti della vita che è costretto a vivere, non disdegna mai chi sceglie di vivere. Come dice lui stesso, la sua decisione non ha alcun valore generale, ma è una scelta effettuata da lui per se stesso.

Una scena tratta dal film Mare dentro

Infine, ho trovato molto interessante come questi film creino, visti insieme, una rete di persone che si ritrovano connesse ad una decisione come quella dell’eutanasia o suicidio assistito. Dal lato professionale a quello umano a quello religioso, dalle persone che conoscono i protagonisti prima e dopo la loro decisione, dagli affetti familiari a quelli sentimentali ai semplici amici, vi è una fittissima rete di connessioni e affetti che non possono fare a meno di risentire degli effetti di una decisione di questo genere.

Tutti questi film fanno un ottimo lavoro a dispiegare questa rete senza tralasciarne i diversi aspetti, riconducendo tuttavia il senso ultimo di questa decisione alla vera persona che ha voce in capitolo: il/la proprietario/a del corpo. In questa interdipendenza dalle persone che li/ci circondano, la libertà e la scelta di seguire questa libertà regnano sovrane in tutte queste ottime, personalissime pellicole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Margaret Duggan, studentessa italoamericana classe '96, proveniente da Lecce. Laureata in Cinema e Televisione alla California State University Northridge a Los Angeles e studentessa magistrale di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho lavorato a produzioni cinematografiche sia studentesche che professionali. Nel tempo libero mi piace andare in campeggio, nuotare, leggere, e ovviamente guardare film! Con la mia rubrica "Il Controcampo" vorrei mostrare ai miei lettori i lati meno conosciuti dell'industria del cinema. Insieme possiamo proiettarci nei teatri di posa, negli uffici di produzione, nei camerini degli attori, ed esplorare tutte le stanze della "fabbrica dei sogni"!

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