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L’eutanasia negli altri paesi europei

Diamo uno sguardo alle strade che hanno portato l’eutanasia ad essere riconosciuta come un diritto civile fondamentale nei paese europei.

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In questi giorni in molte piazze d’Italia gli attivisti dell’Associazione Luca Coscioni, assieme a migliaia di volontari, stanno raccogliendo le firme per il referendum sull’Eutanasia Legale. Infatti, dopo anni di silenzi da parte della politica, gli attivisti pro-eutanasia hanno deciso di giocarsi la carta del referendum abrogativo, cercando così di portare a casa una legge di cui si parla da anni.

Tuttavia guardando agli altri paesi europei possiamo notare che la storia italiana non è un’eccezione. In quasi tutte le nazioni europee infatti, anche in quelle che hanno deciso di legalizzare l’eutanasia diversi anni fa, c’è sempre stato un acceso dibattito sul tema. Per questo oggi daremo uno sguardo alle storie degli altri paesi europei, e alle diverse strade che hanno portato l’eutanasia ad essere riconosciuta come un diritto civile fondamentale.

BELGIO

Il parlamento belga è stato uno dei primi organi legislativi europei ad introdurre l’eutanasia, legalizzandola il 28 maggio 2002.  

Da allora l’utilizzo dell’eutanasia è stato attentamente monitorato, e un sondaggio pubblicato nel 2010 ha mostrato che i fruitori dell’eutanasia erano per lo più giovani, maschi, e malati di cancro. Inoltre in quasi tutti i soggetti sono state riportate sofferenze fisiche insopportabili. E’ raro infatti che i pazienti non terminali ricorrano all’eutanasia. Dall’introduzione della legge ci sono stati circa 1.400 casi all’anno e nel 2013 è stato registrato il record di 1.807 casi.  

Dati i risultati favorevoli, nel dicembre 2013 il Senato belga ha votato a favore dell’estensione della legge sull’eutanasia ai bambini malati terminali. Le condizioni imposte ai bambini che chiedono l’eutanasia sono:

  • Il paziente deve essere consapevole della sua decisione e comprendere il significato dell’eutanasia.
  • La richiesta deve essere approvata dai genitori del bambino e dall’équipe medica.
  • La malattia deve essere terminale.
  • Il paziente deve riportare una sofferenza fisica insopportabile e incurabile.

Infine uno psicologo deve determinare se il paziente sia abbastanza maturo per prendere una decisione consapevole. La richiesta del paziente deve inoltre rimanere volontaria. 

Nel settembre 2016 è quindi avvenuto il primo caso di eutanasia fra un soggetto minorenne.  

DANIMARCA, FINLANDIA E SVEZIA 

In Danimarca l’eutanasia è un tema abbastanza ricorrente, ma ancora oggi il parlamento danese ha deciso di non procedere alla legalizzazione della materia. E’ importante però ricordare che l’eutanasia non è specificatamente vietata, e infatti uno studio pubblicato nel 2003 ha mostrato che il 41% dei decessi avvenuti sotto controllo medico si erano sviluppati a seguito di un trattamento di “fine vita”, per aiutare ad alleviare la sofferenza dei pazienti prima della morte. 

In Finlandia invece l’eutanasia passiva è legale, mentre l’eutanasia attiva rimane illegale. 

Infine in Svezia l’eutanasia passiva è considerata legale dal 2010, dopo una storica sentenza giudiziaria che ha permesso ad un operatore sanitario di interrompere legalmente il supporto vitale su richiesta del paziente, sempre se quest’ultimo è in grado di comprendere le conseguenze dichiarate dal proprio medico. 

FRANCIA 

Nel luglio 2013 il presidente francese François Hollande, durante la sua campagna per le elezioni presidenziali, ha dichiarato il suo pieno sostegno alla depenalizzazione dell’eutanasia volontaria in Francia. Immediatamente i membri più conservatori della Chiesa Cattolica e di altri importanti gruppi religiosi hanno annunciato la loro contrarietà alla legge, creando uno stallo politico sulla materia. 

Come compromesso quindi nel gennaio 2016 entrambe le camere del parlamento francese hanno approvato una misura che, pur mettendo da parte l’eutanasia, consente ai medici di mantenere sedati i pazienti terminali fino alla loro morte.  

GERMANIA 

Il 17 maggio 2014 la Corte costituzionale federale ha legalizzato l’eutanasia passiva mediante la sospensione del supporto vitale ai pazienti che ne fanno richiesta. Le forme di eutanasia attiva, invece, rimangono illegali. 

Tuttavia il 2 marzo 2017, il Tribunale amministrativo federale ha stabilito che, in circostanze estreme, è illegale che si neghi al paziente l’accesso all’uso di sostanze mortali. Questo perché la fattispecie deve essere interpretata in conformità al diritto fondamentale dell’autodeterminazione personale. 

Inoltre il 7 maggio 2019 la Corte di Giustizia Federale, modificando la precedente giurisdizione del 1984, ha confermato che i medici non hanno l’obbligo di fermare la morte di una persona che, in virtù di una decisione autonoma valida, tenta il suicidio. 

Infine il 26 febbraio 2020 la Corte Costituzionale Federale ha dichiarato incostituzionale e quindi nullo il provvedimento che sanzionava i servizi di suicidio assistito. La disposizione violava infatti il diritto fondamentale all’autodeterminazione personale. 

IRLANDA 

In Irlanda è illegale per un medico (o chiunque altro) contribuire attivamente alla morte di qualcuno. Tuttavia, non è illegale rimuovere il supporto vitale e altri trattamenti medici se una persona (o un parente più prossimo) lo richiede. I medici possono smettere di somministrare a un paziente trattamenti di sostegno per la vita, consentendo al paziente di morire serenamente nel sonno. Ciò si verifica solo in determinate circostanze. 

Un sondaggio dell’Irish Times del settembre 2010 ha mostrato che il 57% degli irlandesi crede che il suicidio assistito dal medico dovrebbe essere legale per i malati terminali che lo richiedono. 

Si è quindi cominciato a discutere di una legge sul suicidio assistito, e il 7 ottobre 2020 il “Dying with Dignity Bill” è passato in seconda lettura alla Camera, avvicinando così l’Irlanda alla legalizzazione della morte assistita

LUSSEMBURGO 

Il 20 febbraio 2008 il parlamento lussemburghese ha approvato in prima lettura un disegno di legge che legalizza l’eutanasia con 30 voti a favore su 59. Il 19 marzo 2009, il disegno di legge è passato in seconda lettura, rendendo il Lussemburgo il terzo paese dell’Unione Europea, dopo Paesi Bassi e Belgio, a depenalizzare l’eutanasia. I malati terminali da allora possono accedere all’eutanasia dopo aver ricevuto l’approvazione di due medici e di un gruppo di esperti. 

OLANDA 

In Olanda inizia ad accendersi il dibattito sull’eutanasia dal “caso Postma” del 1973, dove fu condannato un medico per aver facilitato la morte della madre in seguito a ripetute ed esplicite richieste di eutanasia. Infatti, pur confermando la condanna, la sentenza del tribunale ha stabilito i criteri in base ai quali un medico non è tenuto a mantenere in vita un paziente contrariamente alla sua volontà. Questo insieme di criteri è stato formalizzato nel corso di una serie di cause giudiziarie negli anni ’80. 

Nel 2001 quindi i Paesi Bassi hanno approvato una legge che legalizza l’eutanasia, compreso il suicidio assistito. Questa legge si è dunque limitata a codificare la convenzione ventennale di non perseguire i medici che hanno commesso l’eutanasia in casi e circostanze molto specifiche.  

Infine nel settembre 2004 è stato sviluppato il Protocollo di Groningen, che stabilisce i criteri da rispettare per eseguire l’eutanasia infantile senza che il medico venga perseguito. 

PORTOGALLO 

L’eutanasia ha iniziato ad essere un tema caldo da quando un gruppo di cittadini ha promosso una famosa petizione per la legalizzazione del suicidio assistito. Da allora è uno dei temi più controversi del paese, e causa di accesi dibattiti tra fede e politica in un paese fortemente cattolico.  

Qualche anno fa si è quindi arrivati ad una proposta di regolamentazione della materia, ma nel maggio 2018 i legislatori portoghesi hanno respinto di misura il disegno di legge. Dopo le elezioni del 2019 la questione è tornata ad essere discussa e il 29 gennaio 2021 la Camera ha approvato la regolamentazione dell’eutanasia volontaria. Tuttavia il 18 febbraio il Presidente della Repubblica ha chiesto alla Corte Costituzionale portoghese di valutare la legge, e il 15 marzo la Corte ha dichiarato la legge incostituzionale, essendo infatti imprecisa nell’individuare le circostanze in cui si può richiedere l’eutanasia.  

SPAGNA 

Il 18 marzo 2021 il parlamento spagnolo ha votato a favore della lettura finale del disegno di legge che rende legale l’eutanasia attiva e il suicidio assistito. La legge è così entrata in vigore il 25 giugno 2021, tre mesi dopo la sua pubblicazione.  

La legge stabilisce che il diritto all’eutanasia possa essere esercitato soltanto in un contesto di sofferenza che «la persona percepisce come inaccettabile e che non possa essere mitigata in altro modo». Le persone che desiderano l’eutanasia devono aver confermato in quattro momenti la loro volontà e devono aver presentato i referti medici necessari per dimostrare la propria condizione. La richiesta dovrà essere esaminata e accolta da una commissione esaminatrice, poi il paziente dovrà dare un’ultima volta il suo consenso. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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