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Il caso Melissa Satta spiegato dall’Epitafio di Pericle

Il dibattito della settimana e il concetto di meritocrazia di Pericle che risolverebbe oggi tutti i nostri problemi.

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L’esordio della modella nella trasmissione sportiva Sky Calcio Club condotta da Fabio Caressa domenica scorsa ha generato diverse polemiche e dubbi sul suo ruolo all’interno del programma. Tante le voci che hanno ribadito la loro opinione, tra cui quella di Alessia Tarquinio, giornalista sportiva di Amazon Prime Video ex Sky. 

I temi scomodati in questi giorni riguardano la disuguaglianza tra uomo e donna nel mondo sportivo e soprattutto la meritocrazia, specie per le figure femminili in televisione, che viene chiarita dal memorabile Epitafio di Pericle. 

Il caso 

Melissa Satta, modella, showgirl ed ex velina, è stata annunciata alcune settimane fa come nuova voce di uno dei programmi più seguiti a tema calcistico: “Il Club” di Caressa e i suoi ospiti. 

Una puntina di scetticismo, da parte di alcuni ascoltatori, è nata già nel momento dell’annuncio: cosa ci fa, di preciso, una modella in una trasmissione che parla di calcio a 360 gradi? 

Dopo l’esordio di domenica scorsa, i dubbi sono stati riversati a valanga e questa volta non hanno coinvolto solo i più fini ascoltatori, ma la maggioranza del pubblico. La Satta infatti è apparsa non particolarmente a suo agio nella trasmissione (sarebbe lecito se fosse puramente una questione di ansia) ma soprattutto ha commesso alcuni errori evitabili come leggere le azioni più salienti di una partita mentre le immagini raccontavano tutt’altra storia. 

Le polemiche del giorno dopo hanno aperto diversi dibattiti sul triste ruolo della donna nel mondo del calcio, relegata a ruolo di valletta sia essa giornalista o ex velina, posta in trasmissione per racimolare qualche ascolto in più e cercare di strizzare l’occhio a quello che tradizionalmente è considerato il pubblico medio di un programma sportivo. Ma così non funziona più, almeno da qualche decennio. 

La riflessione di Alessia Tarquinio 

Alessia Tarquinio è stata per diversi anni una giornalista sportiva per Sky e, tra le diverse cose, ha partecipato in qualità di ospite fisso al Club di Caressa&co. Oggi lavora per il nascente Amazon Prime Video e su instagram ha espresso la sua opinione in merito alla questione Satta-Sky. 

Mi è dispiaciuto leggere gli insulti rivolti a Melissa Satta, vi pregherei di smetterla. Per un semplice motivo: lei non è una giornalista, non è una giornalista sportiva e nella vita ha deciso di fare un altro mestiere. La scelta di far coprire determinati ruoli in redazione o all’interno di una trasmissione è a discrezione del direttore o del responsabile della trasmissione, per i quali lei era attinente e poteva portare della qualità al programma”.

La giornalista aggiunge poi alcune considerazioni in merito alla meritocrazia e al ruolo delle donne nel mondo dello sport: Mi fa riflettere da tempo, non da ieri, quale tipo di considerazione ci sia del ruolo della giornalista sportiva all’interno di una redazione e in determinati programmi. Come se essere preparate e avere un certo tipo di talento, passione, dedizione, di trascorso non valga assolutamente niente e possa passare l’idea che ‘sì, tanto questa è una cosa che possano fare tutti e tutte’. Anche perché, dopo un po’, le risposte di alcuni colleghi maschi che avrebbero potuto sostenerci, sono sempre le stesse: ‘siete gelose, siete invidiose, ma che ve ne frega, guarda che bella gnocca, vorresti essere così‘. Sintetizzando, un abbraccio a tutte le colleghe che si sentono mortificate. Vi capisco benissimo”

Il sistema di valori contenuti nell’Epitafio di Pericle 

L’Epitafio di Pericle è un’orazione funebre pronunciata da Pericle, politico e militare ateniese, e riportata da Tucidide intorno al 430 a.C. Il celebre discorso venne tenuto ad Atene, nel mezzo della guerra del Peloponneso, per salutare i caduti in guerra e celebrare, in modo magistrale, la democrazia ateniese e i valori su cui essa si basava. 

Il passaggio chiave, che tutt’ora rimane di un’attualità quasi disarmante, riguarda due concetti chiave: ἀξίωσις, ovvero la meritocrazia in ciò che concerne la res publica, e le ἀρεταί, meraviglioso termine che comprende le virtù e i valori propri di una persona. 

Secondo Pericle, per rendere un governo e un popolo uniti, coesi e produttivi, era necessario affidare le cariche pubbliche e i mestieri a chi possedesse le ἀρεταί per farlo, non in base allo status economico e sociale o ad altre caratteristiche influenti. Solo e unicamente in base alle capacità del singolo. 

La definizione di meritocrazia che oggi, 2021 d.C., ancora non abbiamo compreso. Specie per quanto concerne le donne nel mondo sportivo. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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