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Cultura

La Danza del Bifolco nel cuore dello Zaire

In questo libro edito Nottetempo e scritto da Fiston Mwanza Mujlala, la danza del bifolco rappresenta lo scontro continuo tra le sciagure della storia e le commedie della vita. È l’emblema di come la quotidianità subisce l’influenza della storia del Paese in cui viviamo, tra eccessi, sommosse e tensioni.

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Oggi la nostra rubrica dedicata ai libri vi presenta la recensione di una straordinaria storia di vita con il titolo “La danza del bifolco” edito Nottetempo di Fiston Mwanza Mujla.  Fiston Mwanza Mujla è nato nella Repubblica democratica del Congo nel 1981.

Oggi vive in Austria dove scrive e  insegna letteratura africana. In particolare, nel 2014, scrive il romanzo d’esordio che si intitola Tram 83 che avrà un notevole successo. Mujila ha ricevuto il premio Etisalat 2015 per la letteratura. Il 26 febbraio 2016 ha ricevuto il Grand Prix of Prize per il romanzo Tram.

La quotidianità nelle strade della frontiera africana

La cadenza 
(una poesia carceraria) 
il piazzale della Posta un serbatoio di sogni scoppiati 
ragazzini svaccati dormicchiano scrutando il cielo 
a bocca aperta 
le palpebre incendiate 
dalla colla 
nei loro sogni 
oceano di immagini incandescenti 
ballano 
fino a spezzarsi la spina dorsale 
la danza del bifolco 
la danza di quelli che disprezzano il denaro che gettano il denaro dalla porta 
che gettano il denaro dalla finestra 
dalle latrine 
e dalle fogne 
ragazzini, ragazzini 
che ballano e ballano 
la meravigliosa danza del bifolco

Attraverso questa poesia, che è possibile ritrovare alla fine del racconto, possiamo comprendere la trama del libro. L’autore ci riporta la quotidianità delle famiglie e dei ragazzi nelle strade della frontiera africana. Ci troviamo nello Zaire ossia nella Repubblica Democratica del Congo. I protagonisti sono diversi e tutti peculiari nelle loro caratteristiche fisiche e caratteriali: 

  • troviamo Sanza, un giovane ragazzo fuggito dalla sua famiglia per vivere l’esperienza della vita di strada tra droghe, pugni e furti; 
  • Tshiamuena una donna che si crede la Madonna o forse una strega senza età; 
  • un gruppo di bambini di strada che crescono in mezzo al bazar urbano vivendo di traffici loschi; 
  • troviamo scavatori di fango, la polizia segreta e arricchiti alcolizzati.

Dal punto di vista temporale ci troviamo tra gli anni ottanta e gli anni novanta del Novecento quando il Paese dopo l’indipendenza passa per le mani di un dittatore cleptocrate. In tale contesto i bambini di strada crescono con un grande serbatoio di sogni: la corsa ai diamanti del fiume Congo. 

Il tutto si può sintetizzare attraverso una danza, la danza del Bifolco. Una rumba a cui è impossibile resistere che si balla, vestiti in un certo modo, all’interno del Mambo della festa un locale di Lubumbashi. Questa danza rappresenta lo scontro continuo tra le sciagure della storia  e le commedie della vita. È l’emblema di come la quotidianità subisce l’influenza della storia del Paese in cui viviamo, tra eccessi, sommosse e tensioni.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro che vi farà immergere completamente in un mondo così lontano ma al contempo originale e particolare. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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