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Comunali a Milano: disastri occultati

Milano: apologia di fascismo e nazismo, sessismo in seggio, disastri nelle votazioni e confusione largamente diffusa. Dove finiremo?

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Nei giorni di domenica tre e lunedì quattro ottobre si sono tenute le elezioni comunali e municipali per l’elezione di sindaco, consiglio comunale, presidente di municipio e consiglio municipale, e come ogni elezione e referendum vengono selezionati scrutatori, presidenti di seggio e vario personale. Io già mi registrai all’albo scrutatori dall’anno scorso in vista del referendum per la riduzione dei parlamentari: sul sito del proprio comune si può trovare facilmente la sezione “Iscrizione all’albo delle Scrutatrici/Scrutatori” e da lì si compilano i vari campi per potersi registrare.

Ore 7:00 di domenica tre ottobre, mi presento in seggio e mi posiziono al lavoro, nel frattempo mi impegno per conoscere il resto del team: un presidente di seggio preciso, segretario puntuale, due scrutatori gentili e disponibili e un uomo sulla sessantina piuttosto, forse troppo, loquace. Anche se largamente vietato, quest’uomo cominciò ad elargire le sue ideologie politiche e antivacciniste: il COVID non esiste, indossare le mascherine é inutile e proibitivo -inutile menzionare il modo scorretto nel quale teneva la mascherina, sotto il naso, e i momenti in cui proprio non la teneva- , i morti di e da COVID non sono morti a causa del COVID ed è tutto un’influenza.

Lui chiaramente non vaccinato nè per il famoso virus ne per qualsiasi altro virus influenzale, razzista e carico di pregiudizi criticava uomini e donne di qualsiasi etnia, venuti a rubare e lasciare immondizia nelle strade, dichiarava fiero che “serve sempre un uomo in mezzo alle donne” e che i giovani non hanno voglia di lavorare e “si fottono il reddito di cittadinanza lasciando a noi anziani neanche un euro per le pensioni”, conclude con un sermone vagamente discriminatorio verso le coppie LGBT:”Ho rispetto per tutto, ma non voglio vedere due uomini che si baciano per strada, che abbiano pudore di stare in casa loro”. Durante lo spoglio dei voti uscí quasi un’ora e mezza prima del concesso, lasciandoci con calcoli e lavoro extra. Io, giovane donna appartenente alla comunità LGBT, ho dovuto mandare giù fin troppi bocconi amari all’ascolto di quest’uomo privo di rispetto e convinto di essere un modello comportamentale, perfetto italiano tra tutti questi, a detta sua, “italioti” (italiani idioti, ovvero persone che la pensano diversamente da lui).

Affluenza e votanti

L’età media dei votanti superava i cinquanta anni, tra di loro spiccó un uomo che, in seggio, dichiarò di voler votare per Adolf Hitler, e uscito dalla cabina si congedò con un saluto nazista. Nel seggio accanto un suo amico espresse simpatia per Mussolini; persone anziane con quasi nulla capacità di intendere, loro malgrado, che uscivano dalla cabina con le schede aperte e quindi da annullare.

Nel mio seggio la percentuale di votanti è stata del 29,43%, tra questi scarsissimi numeri molte schede erano mal compilate, vuote o nulle, sentiamo di scandali e persone gridare alla truffa verso un governo che non hanno eletto loro, ma non hanno neanche sprecato dieci minuti per capire che al posto di scrivere “Salvini” nello spazio dedicato alla preferenza verso il consigliere avrebbero dovuto, appunto, scrivere il nome di un consigliere -ricordando che Salvini non era neanche candidato- ; abbiamo dovuto decifrare schede di persone che indicavano tre, quattro partiti diversi e almeno due sindaci, portandoci a concludere alle due del mattino successivo.

Faccio fatica, ora, a compatire e comprendere quelle persone che si lamentano della struttura del governo italiano: la confusione tra gli elettori regnava sovrana, a malapena conoscevano i nomi dei partiti e ancora meno schede erano valide per la parte elettiva municipale, quasi tre quarti degli elettori non hanno votato per rassegnazione e/o mancanza di voglia.

Come possiamo, noi giovani, essere sicuri di ciò che ci riserva il nostro futuro e il futuro del nostro governo?

Come può cambiare qualcosa di fronte ad un andamento così altalenante e disastroso, di fronte a uomini che complottano sulle vite degli altri, governati dall’egoismo e credendo ancora alla supremazia di un sesso sull’altro? L’ignoranza guida il popolo italiano dentro le cabine elettorali e a gestire le votazioni tirando su un governo che, alla fine, li rispecchia: confuso, raffazzonato, senza idee precise, a tratti ignorante e troppo pigro per preoccuparsi del futuro del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sin da piccola guardavo il mondo con occhi diversi e il naso all'insù. Amo, studio e ammiro tutto ciò che mi circonda, ne estraggo il bello e lo traduco in parole, sperando di riuscire a descrivere agli altri l'esistente così come lo vedo io. Sono Chiara, ho 19 anni e costruisco il mio futuro trottando tra un esame universitario e un articolo da pubblicare.

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