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Economia

FED lascia i tassi invariati ma da avvio al tapering: cosa significa?

La Fed ha dato l’avvio al tapering e sta iniziando così a staccare la spina all’acquisto di bond attivo fino a oggi per un valore di 120 miliardi di dollari al mese.

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La Fed dà avvio al tapering e inizia così a staccare la spina all’acquisto di bond – attivo fino a oggi per un valore di 120 miliardi di dollari al mese. Si tratta del bazooka anti-Covid che la Federal Reserve ha lanciato l’anno scorso, in piena emergenza pandemia, per blindare economia e i mercati.

Con il reopening dell’economia seguito alle vaccinazioni contro il virus, le cose sono indubbiamente migliorate. Di conseguenza, tutta quella liquidità o anche flebo monetaria, così come viene definita da chi tanto favorevole alla Fed versione stampa-moneta non è, non è ritenuta più necessaria. L’annuncio del tapering, largamente atteso dai mercati, è arrivato ieri sera, al termine della riunione dei due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana.

Nel comunicato del Fomc si legge che il tapering degli acquisti di bond inizierà “alla fine di questo mese”, dunque alla fine di novembre, con una riduzione che sarà, su base mensile, di 15 miliardi di dollari. In particolare, gli acquisti di Treasuries saranno ridotti ogni mese di 10 miliardi e quelli di titoli garantiti dai mutui di 5 miliardi. Nello specifico infatti ,in questo mese, la Federal Reserve acquisterà 70 miliardi di titoli di Stato (dagli 80 mensili fino a ottobre) e 35 miliardi di mortgage-backed securities (da 40 miliardi). Il mese prossimo si passerà a 60 miliardi di T-Bond e 30 miliardi di Mbs. In totale, si passerà quindi dai 120 miliardi al mese, a 105 e poi a 90 miliardi nell’ultimo mese dell’anno.

Il Fomc ha spiegato che la decisione è stata presa “alla luce dell’ulteriore significativo progresso che l’economia ha fatto verso gli obiettivi della Commissione, rispetto al dicembre dello scorso anno”. E che comunque è pronta a effettuare in qualsiasi momento gli aggiustamenti necessari al tapering, laddove lo ritenesse necessario:

“La Commissione ritiene che simili riduzioni nel ritmo degli acquisti netti di asset siano probabilmente appropriati in ogni mese, ma è pronta ad aggiustare il ritmo degli acquisti se avallata da cambiamenti nell’outlook economico”, si legge ancora nel comunicato.

Tassi d’interesse bloccati

Non ci saranno variazioni sui tassi di interesse che resteranno fermi tra lo 0 e lo 0,25%. Powell ha precisato che “la decisione di iniziare il tapering non implica nessun segnale diretto sulla politica riguardo i tassi di interesse, che continueranno a essere sottoposti a un «test» più rigoroso rispetto agli acquisti di titoli. Un conto è, infatti, il tapering del QE, un altro è il rialzo dei tassi. Crediamo di poter essere pazienti e che questo non sia il momento di alzare i tassi di interesse”.

La Fed continua dunque a ripetere che manterrà i tassi di interesse all’attuale livello fino a quando le condizioni del mercato del lavoro non raggiungeranno un livello coerente con la massima occupazione (in termini di occupazione e di partecipazione), così come viene valutata dai banchieri centrali, e l’inflazione non punterà con decisione un po’ al di sopra del 2%.

Inflazione temporanea

Per quel che riguarda l’inflazione, Powell ha tenuto a ribadire che è transitoria. Essa è legata a squilibri tra domanda e offerta. “Non abbiamo prove di una spirale salari-prezzi e l’inflazione è provocata dal strozzature nella catena dell’offerta, e da una domanda molto forte. Monitoreremo attentamente” la situazione, ha continuato, ma “non prevediamo un aumento preoccupante dei salari”. Certo, ha ammesso, “l’inflazione è più alta di quanto avessimo anticipato” ha spiegato il banchiere centrale.

È un fenomeno, questo, che non può essere affrontato con la politica monetaria: I nostri strumenti non possono ridurre i vincoli all’offerta. Continuiamo a credere che la nostra dinamica economia si adeguerà agli squilibri. Di conseguenza l’inflazione calerà a livelli molto più vicini al nostro obiettivo di lungo periodo, probabilmente, ha aggiunto Powell, tra il secondo e il terzo trimestre del 2022. Restano però i rischi sulle prospettive economiche e, ha spiegato il presidente, la politica monetaria è oggi animata da un approccio di risk management”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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