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Le coreografie che hanno fatto la storia

Sugli spalti si gioca sempre una partita parallela in cui a parlare sono le coreografie sempre attente a ciò che accade nel mondo.

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Il derby più famoso della Serie A non è solo atteso per quanto accade sul rettangolo verde quanto piuttosto per l’ambiente che circonda i giocatori. Ogni anno infatti le due tifoserie milanesi diventano le protagoniste del derby della Madonnina con una partita parallela che si gioca sugli spalti. Milan-Inter di pochi giorni fa è terminata in pareggio ma il match tra le curve quest’anno è stato vinto, per distacco, dai tifosi rossoneri. 

La commovente coreografia dei diavoli rossi ci ha ricordato, nel caso in cui ce ne fosse stato bisogno, di come lo sport, così come le più grandi forme d’arte, riflette la società in cui è inserito, senza appartenere ad un mondo distaccato che si nutre solo di pallone. Ma vediamo, passo dopo passo, le coreografie che hanno fatto la storia. 

La celebrazione del Pride con l’omaggio a Freddie Mercury 

https://www.youtube.com/watch?v=sSnGid1EavU

Siamo, ovviamente, negli Stati Uniti, più precisamente a Los Angeles, dove si celebra annualmente la notte del Pride, “The Pride Night”. 

I tifosi del Los Angeles FC nel 2019 hanno deciso di dimostrare il loro sostegno alla comunità LGBTQI+ contornando il campo di bandiere arcobaleno e sorprendendo giocatori e avversari con una gigantografia del cantante dei Queen che si erge al cielo sulle note di “We will rock you”. A sottolineare il messaggio, anche il capitano della squadra di casa ha indossato la simbolica fascia arcobaleno. 

La creazione di Adamo nella curva laziale 

Sempre in tema di derby, dove si sprigionano sempre le migliori opere, questa volta l’omaggio va a uno dei migliori artisti della storia, Michelangelo Buonarroti, con la sua celeberrima Cappella Sistina. La curva della Lazio prima del fischio d’inizio ha infatti ricreato il dettaglio de “La creazione di Adamo” in modo assolutamente simbolico: la mano di Dio che scende sull’Olimpico e crea non il primo uomo ma la prima squadra della Capitale: la Lazio. (Con buona pace degli avversari romanisti). 

“La Lazio non proviene da: la Lazio è.”

L’atmosfera bellica nel derby di Copenaghen 

Nella sfida cittadina tra FC Copenaghen e Brondby, i tifosi dei padroni di casa hanno deciso addirittura di riesumare la simbologia delle tipiche rappresentazioni belliche del passato. La squadra locale è, nella coreografia, raffigurata come un esercito volto alla conquista dello stadio rivale tramite un gigantesco cannone che spara enormi palle di piombo. La peculiarità di questo spettacolare show è nella sua dinamicità: lo stadio infatti produce i rumori delle cannonate e i fumogeni ricreano l’atmosfera bellica fino alla distruzione dello stadio nemico dopo cui appare l’imponente scritta “Copenaghen è nostra”. Show. 

La protesta contro la UEFA della Stella Rossa 

Correva la stagione 2006-2007 e i Delije, gli Ultras del club di Belgrado, si apprestavano a sostenere la loro squadra nei preliminari di Champions League. Al terzo turno preliminare la Stella Rossa è molto sfortunata nel sorteggio e pesca il Milan di bomber Inzaghi. Ciò che fece infuriare i tifosi di Belgrado fu che il Milan in quella stagione venne ammesso alla competizione nonostante il durissimo comunicato della Champions League in cui venivano severamente condannati gli episodi italiani che avevano poi condotto allo scandalo Calciopoli.

Per gli Ultras della Stella Rossa, il Milan di Berlusconi non meritava di essere lì e per sottolineare il messaggio accolsero la squadra di Ancelotti con l’imponente scritta UEFA su sfondo rossonero e un enorme striscione con su scritto “mafiosi”. Abbastanza eloquente. 

Le coreografie nel periodo Covid

La pandemia del 2020 ha coinvolto e debilitato ogni settore della società tra cui lo sport, sospeso per alcuni mesi e poi fatto ripartire senza pubblico. 

Nel giugno 2020, una quasi deserta Gazprom Arena ospitava il match Zenit San Pietroburgo-Krylia Sovetov terminato poi 2-1 per i padroni di casa. Ciò che più rimarrà impressi di quella partita fu la toccante coreografia iniziale in cui i tifosi dello Zenit fecero calare sugli spalti la gigantografia di un uomo con la maschera anti-gas che tiene tra le mani, in senso di vittoria, la rappresentazione del Covid-19. Un fumogeno verde copre poi l’intera coreografia che, come in un gioco di magia, una volta svanito il fumo cambia e simboleggia il medesimo uomo mascherato con tra le mani un pallone da calcio. Un efficientissimo messaggio di speranza dei tifosi: combattere il covid per riappropriarsi del calcio. 

ANSA / MATTEO BAZZI

Sempre a tema Covid, impossibile non citare la commovente coreografia dei tifosi milanisti in occasione dell’ultimo derby di Milano. 

La curva rossonera ha deciso di omaggiare e ringraziare il personale sanitario che negli ultimi due anni ha lottato per vincere la partita contro il Covid, con un imponente striscione che raffigura tre medici con divise e mascherine circondati dalle frasi “Milano non dimentica” e la dedica

“A chi ha lottato e non ce l’ha fatta, a chi ha combattuto di prima linea per salvare la nazione: rendiamo onore a tutte queste persone dedicandogli la coreografia più importante della stagione…”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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