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Economia

Musk, il tweet e gli unrealized gains

È solo mercoledì, ma il CEO di Tesla, Elon Musk, ha già perso 50 miliardi di dollari questa settimana dopo che le azioni di Tesla sono crollate del 16% in due giorni. Le enormi perdite arrivano sulla scia di una serie di titoli, inclusi i tweet dello stesso Musk e un altro tweet di un famoso venditore allo scoperto.

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È solo mercoledì, ma il CEO di Tesla, Elon Musk, ha già perso 50 miliardi di dollari questa settimana dopo che le azioni di Tesla sono crollate del 16% in due giorni. Le enormi perdite arrivano sulla scia di una serie di titoli, inclusi i tweet dello stesso Musk e un altro tweet di un famoso venditore allo scoperto.

Secondo Bloomberg Billionaires Index, Musk ora vale 323 miliardi di dollari dopo le perdite. I 50 miliardi di dollari persi segnano il più grande calo di due giorni nella storia dell’indice, secondo Bloomberg. I prezzi delle azioni di Tesla sono diminuiti drasticamente questa settimana dopo che Musk ha chiesto ai suoi follower di Twitter nel fine settimana se avrebbe dovuto vendere il 10% delle azioni che detiene per pagare le tasse. I risultati sono stati un clamoroso sì, facendo scendere i prezzi delle azioni Tesla fino al 7% lunedì.

Martedì i prezzi delle azioni di Tesla sono stati sottoposti a ulteriore pressione – scendendo fino al 12% – dopo che il famoso venditore allo scoperto Michael Burry ha suggerito in un tweet ora cancellato che Musk potrebbe voler vendere le sue azioni per coprire i suoi debiti personali. I prezzi delle azioni sono stati colpiti anche dalla notizia che il cugino di Musk e direttore della società EV, Kimbal Musk, ha venduto oltre $ 100 milioni  di azioni Tesla la scorsa settimana.

Nonostante il forte calo di questa settimana, le azioni di Tesla sono ancora aumentate del 40% da inizio anno e Musk è ancora l’uomo più ricco della terra, con Jeff Bezos( secondo uomo più ricco con un patrimonio di 122 miliardi di dollari).

La proposta tramite i social ed il perchè di questa mossa

Musk ha presentato il sondaggio dicendo che «ultimamente si parla molto delle plusvalenze (unrealized gains) come sistema per evitare di pagare le tasse», e ha spiegato il perchè ha proposto di vendere il 10% delle sue azioni di Tesla.

Gli unrealized gains di cui parla Musk sono i guadagni legati all’aumento di valore delle azioni, guadagni che esistono sulla carta ma che negli Stati Uniti sono difficilmente tassabili fino a che le azioni non vengono trasformate in liquidità. Musk, ad esempio, è considerato una delle persone più ricche del mondo proprio grazie al suo controllo del 20%circa delle azioni di Tesla, che ha oggi un valore di mercato di 1.200 miliardi di dollari. Come ha spiegato lui stesso “Io non ricevo un salario in contanti o bonus. Ho solo azioni, per questo l’unico modo che ho per pagare le tasse personalmente sarebbe vendere azioni”. Va però detto che Musk , come altri ricchi, ha aggirato le norme tributarie ottenendo prestiti esentasse dalle banche alle quali ha dato in pegno azioni della sua società. Evitando, così, di venderle e di pagare imposte sulle plusvalenze.

BERLIN, GERMANY DECEMBER 01: SpaceX owner and Tesla CEO Elon Musk poses on the red carpet of the Axel Springer Award 2020 on December 01, 2020 in Berlin, Germany. (Photo by Britta Pedersen-Pool/Getty Images)

Il tema dei guadagni legati alle plusvalenze è molto discusso negli Stati Uniti in queste settimane, per via di una proposta del Partito Democratico di creare una nuova tassa sugli unrealized gains per le persone particolarmente facoltose. La tassa, che servirebbe per dare copertura finanziaria ad alcune delle più ambiziose riforme sociali proposte dall’amministrazione Biden, riguarderebbe persone con più di 1 miliardo di dollari di beni o che hanno dichiarato per almeno tre anni consecutivi redditi superiori ai 100 milioni di dollari. La tassa, così proposta, riguarderebbe meno di 1.000 persone negli Stati Uniti ma potrebbe generare tra i 200 e i 250 miliardi di tasse in 10 anni.

Al netto degli unrealized gains va detto anche che Musk probabilmente ha usato le risorse raccolte per finanziare i suoi progetti industriale e le ambizioni di conquista dello spazio. Davanti a un eventuale, forte calo dei valori di Tesla, le banche potrebbero, poi, chiedergli di vendere azioni per essere sicure di recuperare i loro crediti. Inoltre, entro il prossimo luglio, il fondatore volente o nolente dovrà esercitare le opzioni sui 20 milioni di titoli Testa ricevute nel 2012 al posto della retribuzione. Ma in quel momento dovrà pagare le tasse sull’enorme differenza di valore tra il prezzo di dieci anni fa e quello attuale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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