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Una speranza innocente, un veleno distruttivo: ecco la storia dello scatto vincitore del Sipa 2021

Munzir e Mustafa sono i protagonisti dello scatto di Mehmet Aslan, diventato virale riscuotendo un sentimento di sensibilità e commozione.

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Il terribile conflitto in Siria si porta dietro una miriade di tragedie che stanno dilaniando una popolazione ormai afflitta e stanca di vivere nel terrore. Padre e figlio, Munzir e Mustafa sono i protagonisti del famosissimo scatto di Mehmet Aslan, vincitore del Sipa 2021, che ha fatto il giro del mondo riscuotendo un forte sentimento di sensibilità e commozione.

Tale scatto è stato denominato “Hardship of life” ossia “il disagio della vita” e rappresenta un uomo, un padre senza una gamba che solleva suo figlio completamente sprovvisto degli arti. Mustafa è nato con queste visibili malformazioni perché la madre è stata vittima di un bombardamento aereo con armi chimiche avvenuto il 4 aprile 2017 a Khan Shaykhun, in Siria. La donna ha, dunque, inalato questo pesante veleno, piovuto improvvisamente dal cielo, ed è stata subito ricoverata per sottoporla ad una macchina d’ossigeno che le avrebbe consentito di rimanere in vita. Ma il bimbo, che portava nel suo grembo, ha subito pesanti conseguenze. Sicché la fa, Giulia si è trasferita in Turchia con un carico pesante sulle spalle di disperazione e speranze.

Ma nonostante tutte le difficoltà, nonostante il vivere mutilati a causa della terribile violenza umana, i due sono ritratti in uno scatto gioioso e colmo di speranza. Mustafa ha solo cinque anni, non va a scuola e non ha amici, non esce di casa tutto il giorno ed è costantemente attenzionato da un padre fortemente premuroso. Eppure sogna una vita migliore, sogna delle cure e di crescere il più velocemente possibile in modo da avere anche quelle gambe e braccia che adesso gli mancano e che gli permetteranno di realizzare tutti i suoi desideri. Mustafa ha sogni semplici, vorrebbe studiare e andare all’università, vorrebbe guidare una macchina ed essere indipendente, insomma vorrebbe godersi la vita come merita.

La ricerca del padre e le cure in Italia

Questa foto ha fatto il giro del mondo ma il padre Munzir non si lascia ingannare dalle prime reazioni di commozione di una popolazione che dimentica in fretta. Munzir non smette di cercare aiuto per suo figlio. Ha bisogno di cure immediate che non esistono in Turchia, ha bisogno di protesi elettroniche e di sottoporsi ad una serie di operazioni per l’allungamento delle ossa, deve subire un delicato intervento chirurgico allo stomaco nonché una serie di controlli nell’apparato genitale.

È sicuramente emozionante essere ripresi in uno scatto che ha una risonanza mondiale, ma sarebbe ancor più grandioso che tale esposizione avesse un fine utile per una famiglia completamente mutilata da una guerra civile efferata.

L’Italia, spesso generosa in queste drammatiche circostanze, ha provveduto a dare un aiuto concreto a questa famiglia. La popolazione di Siena si è mossa per dare un aiuto concreto a Mustafa e Munzir. È stata attivata una raccolta fondi a sostegno di un programma di riabilitazione per persone che hanno subito amputazioni. Alla fine i due protagonisti dello scatto Hardship of Life arriveranno presto in Italia per essere curati al Centro Protesi Vigorso di Budrio (Bologna).

Insomma, la speranza ancora c’è per una famiglia che ha pagato a caro prezzo il carattere distruttivo di una guerra senza fine.

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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