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Cultura

Questo non è normale: tutto il sessismo e il maschilismo della nostra società che non ci fa indignare

Nell’ultimo libro dell’on. Laura Boldrini edito da Chiarelettere “Questo non è normale. Come porre fine al potere maschile sulle donne” troviamo uno specchio della nostra società ancora profondamente intrisa di maschilismo. Una società che, partendo dall’esempio dell’on. Salvatore Morelli, sarebbe il momento cambiare.

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Sono da poco terminate le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica che, nonostante le rose di nomi, le figure istituzionali proposte e i presunti king maker poi sconfessati dagli stessi alleati, si sono chiuse con la riconferma del Presidente Sergio Mattarella come garante della nostra Costituzione. Sicuramente però, durante questi giorni frenetici di lunghe maratone televisive, non sarà passato inosservato l’appello di alcuni leader per una donna al Quirinale.

Dopo il fallimento dei nomi proposti, molti leader hanno tirato fuori “l’opzione donna” alla guida della Presidenza della Repubblica inneggiando alla modernità di tale scelta, al grande passo avanti fatto quando invece questa scelta doveva semplicemente servire per mascherare i fallimenti delle figure proposte nei giorni precedenti. E’ davvero assurdo come ancora nel 2022 non siamo riusciti a raggiungere la parità tra uomini e donne, è assurdo vedere come l’opzione di eleggere una donna al Quirinale diventa semplicemente un gesto di magnanimità fatto dagli uomini, una soluzione per uscire con la faccia pulita da una situazione che sta degenerando verso il ridicolo.

Purtroppo però in questo 2022 sono ancora troppi i campi, le azioni che tendono a rimarcare quella sorte di potere inesistente reclamato dagli uomini sulle donne e, come dal titolo del libro dell’on. Laura Boldrini che abbiamo letto questa settimana ed edito da Chiarelettere, non ci stancheremo mai di dire che Questo non è normale.

Dai proverbi al patriarcato nei libri di scuola

In questo libro l’on. Laura Boldrini si sofferma, partendo dalla vita quotidiana, sulle forme di sessismo e maschilismo imperante che sono radicate nella nostra società. Qualche esempio? Partiamo da alcuni proverbi come: “Donne e buoi dei paesi tuoi“, “Donna al volante, pericolo costante“, “Tre D rovinano l’uomo: Diavolo, Denaro e Donna“, “Donna ridarella, o santa o puttanella”…e si potrebbe ancora andare avanti o si potrebbe fare il classico errore di riderci sù ma invece chiedetevi: quanti proverbi sessisti ai danni degli uomini conoscete?

Questo non è altro che un piccolo esempio ma se ci pensiamo, anche in questo 2022, c’è qualcuno che crede che all’interno delle famiglie ad avere il potere supremo dell’ultima decisione sia l’uomo, qualcuno che si scandalizza se una madre fa viaggi di lavoro o tiene alla propria carriera lavorativa… Tutto questo lo si trova riflesso oltre che nei commenti sessisti dei boomer su Facebook anche nei libri di testo dove, tra esercizi di grammatica e letture, emerge sempre la figura del papà che lavora, che sta al computer mentre sapete quali mansioni vengono affidate alla mamma? Fare la spesa, Stirare, Cucinare…

Donna? Il dibattito pubblico non fa decisamente per te

Tra le tante forme si sessismo e misoginia che la Boldrini cita nel suo libro che andrebbe sicuramente riproposto nelle scuole in sostituzione degli esercizi di cui parlavamo prima, a colpire di più è l’esclusione delle donne nel dibattito pubblico. Qualcosa che si percepisce abbastanza facilmente guardandoci un attimo intorno, qualcosa di così immediato che dovrebbe suscitare indignazione piuttosto che un silenzioso assenso.

Partiamo dalla carta stampa: quante firme di giornaliste ci sono in prima pagina? Quante direttrici di testate giornalistiche ci sono in Italia e a livello globale? Secondo i dati citati dal Reuters Institute, se il 40% del totale dei dipendenti nei media considerati è composto da donne, la percentuale di direttrici si ferma al 23%. Guida la lista dei Paesi con meno disparità di genere nelle posizioni apicali, il Sud Africa, con il 47% di direttrici di testate e TV. Ultimo posto per il Giappone, in cui non risulta nessuna donna a capo di enti informativi.

Più si va avanti nella lettura, più ci si rende conto di quanto la nostra società sia ancora disuguale e profondamente maschilista. Tutta questa consapevolezza però non dovrebbe sicuramente fermarsi a questo libro: in una società normale queste parole dovrebbero uscire dalle pagine e materializzarsi in azioni concrete tese ad eliminare una volta per tutte questo predominio maschile inaccettabile e paradossalmente, credo che il tutto debba partire da noi uomini che in fondo, piaccia o no riconoscerlo, troppe volte in maniera consapevole lo alimentiamo quotidianamente.

L’esempio da seguire è quello dell’unico uomo presente nella Sala delle donne a Montecitorio, l’onorevole Salvatore Morelli, un femminista ante litteram che già nel 1877 chiedeva un nuovo diritto di famiglia che prevedeva l’eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, il doppio cognome, i diritti dei figli illegittimi, il divorzio e l’abolizione dei bordelli. Richieste che non furono soddisfatte e che lo esposero alle battute dei colleghi deputati, alla satira del tempo che lo ritraeva con indosso lunghe vesti femminili facendolo cadere nel ridicolo. Grazie all’on. Morelli però alle donne fu riconosciuto la capacità giuridica e le ragazze furono ammesse ai primi due anni del ginnasio. Quale esempio più luminoso per cominciare, finalmente, a cambiare spartito in questa nostra società?

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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