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Cultura

Il nuovo regno: l’ultimo capolavoro di Wilbur Smith

Questa settimana abbiamo letto l’ultimo capolavoro di Wilbur Smith edito da Harper Collins ovvero “Il nuovo regno”. Ecco tutti i motivi per avere questo libro sul vostro comodino.

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Ho iniziato a leggere “Il nuovo regno” di Wilbur Smith edito Harper Collins il 6 Novembre scorso, con quel misto di riverenza e aspettative che attanagliano l’animo di ogni lettore quando approccia una delle molteplici opere di un mostro sacro, di uno di quei grandissimi autori che possono essere nominati in qualsiasi libreria del globo, da New York a Tonga passando per il Sudafrica dov’è nato, e ovunque susciterà quella scintilla che appare negli occhi di un interlocutore quando ciò che si nomina è cosa nota. Una settimana dopo si è spento, all’età di ottantotto anni, lasciando un patrimonio di 35 libri e di un impatto sul panorama culturale mondiale di quelli che hanno una manciata di persone appena per ogni secolo.

“Il nuovo regno”, edito da Harper Collins e pubblicato a ottobre del 2021, è si può dunque considerare l’ultimo romanzo di Wilbur Smith, fatta eccezione per le possibili pubblicazioni postume che non stupirebbero affatto, data la prolificità dell’autore e la la conseguente alta probabilità di scritti ancora inediti. Altra peculiarità di questo romanzo, è la presenza di un coautore,  Mark Chadbourn, scrittore inglese con già all’attivo più di una dozzina di pubblicazioni che spaziano tra vari generi, dalla sci-fi al romanzo storico passando per l’horror, la cui mano però – non me ne voglia – non sembra notarsi troppo tra le pagine, ben assorbita dallo stile corposo e pieno ormai ben collaudato dopo decenni di scrittura dell’autore sudafricano.

L’ultima pubblicazione del più grande autore di thriller di sempre

Wilbur Smith

Nelle recensioni, solitamente, mi preme spiegare al lettore perché dovrebbe comprare il libro in oggetto piuttosto che un altro, ma qui il compito è talmente semplice da risultare arduo. Quando si ha di fronte un romanzo che, volente o nolente, entrerà nella storia per essere l’ultima pubblicazione del più grande autore di thriller di sempre, cosa mai si può dire per abbellire ulteriormente il biglietto da visita? Per chi ama il genere, questo libro deve obbligatoriamente essere presente nella propria libreria personale, non esistono alternative. Mi sento un po’ come un mercante d’arte, che di fronte a un Picasso deve spiegarne al cliente amante del cubismo le qualità: ma cosa mai dovrà dire, oltre che è letteralmente un Picasso?

Fortunatamente, non faccio il mercante d’arte, e qualcosa in più posso dirla, soprattutto rivolgendomi a chi magari non ha nel genere thriller il proprio preferito, e cercando di spiegare perché, pur avendo magari gusti diversi, questo libro può comunque essere decisamente apprezzato.

Non è solamente un romanzo

Innanzitutto, è importante sottolineare che “Il nuovo regno” non è solo un romanzo, ma è l’ultima grande opera di una serie leggendaria, quella sull’Antico Egitto. Non posso dunque che consigliare di intraprendere questo viaggio, partendo da capolavori come “Il Dio del fiume” o “Il settimo papiro”.

In secondo luogo, nel pieno della tendenza letteraria alla mescolanza di generi, anche questo libro presenta elementi misti che permettono una piacevole fruizione anche a un pubblico eterogeneo. In terza e ultima istanza, mi sembra giusto riportare la trama a grandi linee, in modo tale da poter permettere al lettore di scegliere autonomamente se il libro faccia o meno al caso proprio.

Di cosa si parla? Eccovi la trama

La storia si svolge nella bianca città di Lahun, e il protagonista è Hui, il figlio del suo potente governatore. Quella che Hui si ritrova a vivere è una tragedia dalle palesi ispirazioni greche, una storia che potrebbe essere tranquillamente narrata da Eschilo, Sofocle o Euripide: una matrigna gelosa dall’anima oscura, devota al culto di Seth, il Dio egizio del deserto, della tempesta, del disordine, dipinto dagli Egizi come l’usurpatore che uccise brutalmente suo fratello Osiride. E proprio come il malvagio Dio, anche il fratellastro di Hui, Qen, trama con l’aiuto della madre per giungere al potere, a qualsiasi costo.

Hui è costretto a fuggire dalla città, e nel deserto, assetato di vendetta e spinto dalla volontà di salvare la propria sorella, si unirà agli storici nemici della propria città, i temibili predoni hyksos, che realmente funestarono l’Egitto tra il diciottesimo e il sedicesimo secolo avanti Cristo. Le vicende di Hui si intrecciano con quelle di maghi e generali, guerrieri e briganti, tutti coinvolti in una battaglia più grande di loro: quella che farà la storia d’Egitto e del mondo.

Tutta la maestria di Wilbur Smith emerge pagina dopo pagina, in un crescendo travolgente e impetuoso come il vento del deserto che frusta i protagonisti e gli antagonisti, in un romanzo che coniuga storia, avventura e magia come pochi altri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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