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Guerra in Ucraina-M. Robinson Chavez Guerra in Ucraina-M. Robinson Chavez

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Il racconto di una guerra nel cuore dell’Europa: 27/02/2022- la resistenza di una democrazia

Continua l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia così come continua anche la resistenza di Kiev: ecco le cronache di un’altra giornata di guerra.

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La Russia intensifica l’offensiva su Kiev trovandosi dinanzi una città dotata di una capacità di resistenza inimmaginabile. È la forza della democrazia. Gli ucraini sono pronti a vendere cara la pelle! Alcuni analisti hanno cercato di paragonare la disfatta dell’esercito afgano, dopo l’abbandono degli Stati Uniti, alla quasi certa disfatta dell’Ucraina dimenticandosi, tuttavia, che qui c’è un governo legittimo e democratico che lotta contro un sordo autocrate. La legittimità del governo ucraino ha fatto si che l’esercito russo non avesse lo stesso successo dei talebani a Kabul.

In Afghanistan nessuno aveva voglia di lottare per un governo corrotto. Diverso è il caso ucraino dove Zelensky, nel 2019, riscosse il 73% dei consensi.  Questa è la forza del popolo ucraino: la democrazia. Quest’ultima per molto tempo rincorsa dal popolo ucraino e poi conquistata con la cacciata di Viktor Janukovyc nel 2014. Putin non ha fatto i conti con la forza del popolo ucraino che intende lottare e non farsi soggiogare da un’autarchia. Si deve al presidente russo anche la rinascita della Nato e la rivitalizzazione di Joe Biden che ha voglia di riscatto dopo il fallimento afgano.

Putin, invece, resta sempre più isolato. Non pochi personaggi russi stanno prendendo le distanze dal leader del Cremlino per salvare i propri interessi e per non essergli accostato. Un autocrate sordo che non ascolta, anzi le sopprime,  le proteste dei suoi stessi cittadini nelle piazze russe che tendono la mano all’Europa, una massa di cittadini russi che sogna i diritti dell’Occidente, sogna la modernità e non l’isolamento in cui il proprio presidente, inevitabilmente, li sta trascinando.

L’Europa arma l’Ucraina

Unanime il sostegno europeo e americano all’Ucraina. Sostegno che si sta concretizzando in sanzioni severissime ma, soprattutto, attraverso il rifornimento di armi per le forze ucraine. La Nato darà in dote all’Ucraina numerosi missili e migliaia di anticarro. Lo scopo dell’Occidente è quello di impinguare l’arsenale ucraino per obbligare Putin a mettere in campo più uomini, più risorse e più denaro. In tal modo la guerra sarà sempre meno conveniente per Putin.

Gli analisti affermano come la Russia si sia trovata ad affrontare un paese unito, compatto, resistente… Vladimir Putin era sicuro di poter capovolgere Kiev in pochi giorni. Il sogno democratico sta portando gli ucraini a costruire molotov su molotov pronte per essere scagliate sui blindati russi. Questi ultimi, invece, si ritrovano per strada senza carburante data la difficoltà di rifornire i mezzi con l’avanzare delle truppe e i danni arrecati dalle forze ucraine. L’esercito ucraino ha affermato di avere il controllo di Kharkiv.

L’intervento della Bielorussia:

Belarusian President Alexander Lukashenko, center, gives a speech during a military parade that marked the 75th anniversary of the allied victory over Nazi Germany, in Minsk, Belarus, Saturday, May 9, 2020. (Sergei Gapon/Pool Photo via AP)

Lukashenko ha ribadito la sua disponibilità per ospitare i negoziati. Tuttavia, il governo ucraino ha giustamente sottolineato come la sede per un eventuale accordo non può essere lo stesso stato che bombarda l’Ucraina.

Fonti ucraine, infatti, hanno affermato come numerosi missili siano stati lanciati dalla Bielorussia per colpire l’Ucraina. Zelensky ha affermato come qualunque sede vada bene: Turchia, Polonia, Azerbaijan, ma non la Bielorussia. Stato satellite della Federazione Russa.

Lo Swift

Ormai unanime la volontà dell’Europa e dell’America nell’escludere la Russia dal circuito bancario internazionale: Swift. Anche i paesi più renitenti hanno dato il loro consenso, resta la preoccupazione relativa alle conseguenze economiche che potrebbe avere tale scelta.

La Russia, infatti, sarà esclusa dal circuito dei pagamenti internazionali provocando danni non soltanto ad essa ma, soprattutto, ai suoi creditori. Gli stati europei studiano alternative valide per sostituire il gas russo, la sanzione su questo sarebbe la più severa.

La minaccia nucleare

Putin ha ordinato l’allerta del sistema difensivo nucleare russo. Ritiene che le dichiarazioni dei leader europei nonché le sanzioni applicate siano troppo aggressive e offensive per la Russia (da che pulpito!). L’Occidente ritiene che l’arma del nucleare sia soltanto una minaccia di Putin per mettere pressione sui negoziati per la pace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi chiamo Angelo, sono campano e sono del 1998. Studio Giurisprudenza alla Federico II e sono un inguaribile lettore di quotidiani e libri di vario genere. Principalmente mi occupo di fornire una visione chiara e commentare le tematiche legate al diritto. Non mi dispiace approfondire casi di cronaca nera, criminalità organizzata, economia, politica estera e nazionale.

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