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Economia

SWIFT: cos’è e perchè spaventa tanto la Russia

Negli ultimi giorni sono tanti coloro che sostengono la necessità di escludere la Russia dallo SWIFT: ecco cos’è e perché quest’ipotesi spaventa la Russia di Putin.

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Lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) è un codice assegnato che identifica univocamente un istituto bancario ed è necessario per effettuare bonifici internazionali. Attribuito sulla base dello standard ISO 9362, è chiamato anche codice BIC (Bank Identifier Code) ed è composto da una stringa di 8-11 cifre.

Esso è diventato il principale meccanismo per il finanziamento del commercio internazionale. Nel 2020, circa 38 milioni di transazioni sono state inviate ogni giorno sulla piattaforma Swift, facilitando trilioni di dollari di affari.

Lo swift opera ormai da anni. Si pensi che la società, con sede legale in Belgio, ha cominciato ad assegnare i suoi codici nel 1973, anno della sua fondazione, rimpiazzando di fatto il Telex. Raggruppa oltre 11mila organizzazioni finanziarie e bancarie in oltre 200 Paesi del mondo.

Perché bandire la Russia da Swift?

Cosʼè lo Swift: il sistema che fa girare i pagamenti nel mondo

Ovviamente anche le banche e l’intero sistema commerciale russo sono dipendenti da Swift. Anzi tendenzialmente più una Nazione è grande tanto più utilizza swift. Il che dovrebbe dare un’idea del danno potenziale che la Russia subirebbe. A tal proposito è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen “Tagliare fuori le banche – impedirà (alle banche russe, ndr) di condurre la maggior parte delle loro transazioni finanziarie in tutto il mondo e bloccherà efficacemente le esportazioni e le importazioni russe”. Inoltre, con questo blocco, “impediremo a Putin di usare il suo tesoro per la guerra. Paralizzeremo le attività della banca centrale russa. Questo bloccherà le sue transazioni. E renderà impossibile per la banca centrale liquidare i suoi beni”.  

Va detto che, ovviamente, i danni di una potenziale esclusione della Russia non sono a senso unico. Tagliare Mosca dallo Swift, infatti, non colpirebbe sono l’economia russa, ma anche gli interscambi commerciali tra Russia e Occidente. I maggiori analisti hanno diversi pareri in merito.

Secondo alcuni di essi i Paesi Ue, tra cui Germania, Olanda e Italia, sono tra quelli più esposti. C’è innanzitutto l’interscambio su gas naturale e petrolio, che potrebbe venire se non bloccato, di sicuro seriamente compromesso, con effetti a catena per tutti, anche per gli Stati Uniti, visto che innescherebbe un aumento dei prezzi con effetti a catena su tutta l’economia occidentale, . Secondo altri invece, pur concordando sull’aumento dei prezzi nell’immediato, sostengono che alla lunga Usa e Europa riuscirebbero a contenere l’inflazione aumentando gli approvvigionamenti da altre fonti. Quale che sia l’analisi più corretta, non è un caso che proprio il settore dell’energia potrebbe venire “salvato” dal bando Swift.

Ci sono alternative allo Swift? 

Sì: sono espedienti per regolare i pagamenti più o meno direttamente, anche se meno sicuri, più lenti e più costosi; il sistema di pagamenti Mir, lanciato dalla banca centrale russa nel 2017;Altra alternativa è il CIPS (Cross-Border Interbank Payment System) lanciato nel 2015 dalla Cina per le transazioni in yuan.

Esso però prende solo 80 banche estere per un totale di circa 24 milioni di messaggi in un anno. Tuttavia, non vi è alcun motivo in linea di principio per cui il Cips non possa diventare un giorno un vero e proprio concorrente alla pari dello Swift, di sicuro non oggi però.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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