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Guerra in Ucraina- Diego Herrera Guerra in Ucraina- Diego Herrera

Mondo

Il racconto di una guerra nel cuore dell’Europa: 28/02/2022- i negoziati

E’ passata anche la quinta giornata di combattimenti in Ucraina: ecco cos’è accaduto durante i negoziati e un riassunto dei principiali avvenimenti.

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E’ passato anche il quinto giorno di guerra in Ucraina, continuano i bombardamenti e la Russia di Putin resta sempre più isolata a livello internazionale: sia Kiev che Kharkiv rimangano in mano della resistenza ucraina. In questa giornata dove il rublo è crollato del 30% hanno avuto inizio anche i negoziati.

Le delegazioni dei due Paesi si sono incontrate in Bielorussia anche se, al momento, sono entrambe ritornate nei rispettivi Paesi per una consultazione interna. Intanto però, come vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi, continua la resistenza di Kiev e dell’Ucraina guidata presidente ucraino Volodymyr Zelensky che incassa anche il sostegno britannico: il premier Boris Johnson ha infatti twittato che:”Stamattina abbiamo ulteriormente isolato la Russia dal sistema finanziario internazionale. Lavorando con i nostri partner e il G7, siamo determinati a imporre le misure economiche più severe possibili contro il presidente Putin per la sua aberrante campagna contro l’Ucraina. Putin deve fallire”.

Durante la mattinata però la Cina ha fatto sapere di non approvare le sanzioni nei confronti della Russia: il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha infatti affermato che il Paese:”Si è sempre opposto a sanzioni unilaterali al di sopra del diritto internazionale“.

La richiesta di adesione all’Unione Europea

Prima dell’inizio dei negoziati il presidente ucraino Zekensky ha firmato la richiesta di adesione all’Unione Europea. Il presidente ha infatti detto:”Ci appelliamo all’Unione Europea per l’adesione immediata dell’Ucraina con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro“. Secondo il presidente ucraino, “gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l’intera Europa, per la pace, per tutti i paesi dell’Ue, per la vita dei bambini, l’uguaglianza, la democrazia“.

L’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell ha però frenato dicendo: “Oggi questo non è all’ordine del giorno, credetemi. Dobbiamo lavorare su cose più pratiche. L’adesione è qualcosa che richiederà, in ogni caso, molti anni e dobbiamo fornire una risposta per le prossime ore. Non per i prossimi anni, ma per le prossime ore“.

Tuttavia proprio stasera il Parlamento europeo è chiamato a votare sullo status di candidato a entrare a far parte dell’Ue di Kiev. La richiesta contenuta nella bozza di risoluzione è la seguente:”Adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di candidato all’Ue, in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e nel frattempo, continuare a lavorare per la sua integrazione nell’Ue” e, inoltre, si condanna “con la massima fermezza l’aggressione militare illegale e ingiustificata della Russia contro l’Ucraina, nonché il coinvolgimento della Bielorussia in questa aggressione“.

Sul fronte russo

Dmitry Peskov

Dal Cremlino, sempre prima dell’inizio dei negoziati, è arrivata la denuncia sull’Unione Europea che sta adottando:”Una posizione non amichevole e misure ostili contro la Russia“. Allo stesso tempo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che:”Mosca risponderà al divieto dei voli delle compagnie aeree russe in modo simmetrico, ma tenendo conto dei propri interessi“.

Peskov ha anche spiegato la decisione del presidente Vladimir Putin di mettere in stato d’allerta il deterrente nucleare russo come una riposta alle minacce attribuite alla ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, che ieri aveva assicurato sostegno alla partecipazione di “volontari” britannici alla guerra in Ucraina. “Vi sono state dichiarazioni inaccettabili fatte da diversi esponenti occidentali su possibili scontri fra Nato e Russia“, ha detto sarcastico Peskov alla Pa. “Dichiarazioni i cui autori non intendo svelare, sebbene si tratti del ministro degli Esteri britannico“.

I negoziati: si attende il 2° round

Gli attesissimi colloqui sono iniziati alle 13:00 in una località segreta nella regione bielorussa di Gomel, al confine con l’Ucraina. La delegazione ucraina è stata guidata dal ministro della difesa Oleksii Reznikov mentre alla testa della controparte russa c’era Vladimir Medinsky, consigliere di Putin.

Secondo le indiscrezioni trapelate, la richiesta ucraina era quella del cessate il fuoco e di un completo ritiro delle truppe russe dal paese. La Russia non ha voluto invece rendere pubbliche le proprie richieste, ma in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron, Putin ha ribadito la sua richiesta di un riconoscimento internazionale dell’annessione della Crimea e il completamento della “demilitarizzazione e denazificazione” dell’Ucraina.

I colloqui sono terminati nel tardo pomeriggio senza risoluzioni decisive ma le parti hanno riconosciuti alcuni punti sui quali vi è intesa a proseguire nelle discussioni, che dovrebbero riprendere nei prossimi giorni.

Elon Musk, internet e le armi in arrivo in Ucraina

Con un tweet il vice primo ministro dell’Ucraina ha annunciato l’arrivo dei terminal necessari al collegamento internet satellitare a banda larga Starlink in Ucraina inviati da Elon Musk che attraverso un precedente tweet aveva risposto allo stesso primo ministro, che denunciava i crescenti problemi di comunicazione via internet registrati nel paese dopo l’invasione russa, dicendo:”Il servizio Starlink è ora attivo in Ucraina. Altri terminal sono in arrivo“.

Starlink, che proprio nei giorni scorsi ha lanciato altri 50 satelliti, gestisce una costellazione di oltre 2.000 satelliti che garantiscono l’accesso a Internet a livello globale indipendentemente dalle connessioni terrestri. Dall’altro lato in Ucraina arrivano anche le armi dall’Europa. Secondo gli ultimi dati:

  • La Finlandia invierà 2.500 fucili d’assalto, 150.000 proiettili e 1.000 armi anticarro monouso.
  • La Norvegia invierà 2.000 missili anticarro M72.
  • La Danimarca invierà 2.700 missili anticarro.
  • I Paesi Bassi inviano 200 missili antiaerei Stinger.
  • Il Belgio invierà 5.000 mitragliatrici, 200 armi anticarro e 3.800 tonnellate di carburante.
  • La Svezia invierà 5.000 missili anticarro, 5.000 caschi, 5.000 giubbotti antiproiettile e 135.000 razioni da campo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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