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Il racconto di una guerra nel cuore dell’Europa: 3/03/2022- la prima breve tregua

Gli eventi più importanti dell’ottavo giorno di combattimenti in Ucraina: dalla tregua per i corridoi umanitari alle parole del presidente Zelensky e quelle di Putin.

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Ottavo giorno di combattimenti e, nonostante si continui a morire tra i bombardamenti, lo scenario non appare ancora ben definito: dal secondo round di negoziati è emersa l’intesa per un cessate il fuoco temporaneo in modo da consentire la creazione di corridoi umanitari. Intesa che potrebbe sembrare un piccolo spiraglio, un piccolo passo verso la pace ma, purtroppo, le dichiarazioni del presidente russo e di quello ucraino delineano scenari che vanno in tutt’altra direzione.

Nel frattempo, se da un lato il pubblico ministero della Corte penale internazionale ha aperto un’indagine per indagare su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia, dall’altro lato il Pentagono ha stabilito un canale di comunicazione diretto con la difesa russa per evitare un conflitto involontario. Un altro aspetto importante di oggi è che oltre all’Ucraina, anche la Georgia e la Moldavia hanno richiesto di entrar a far parte dell’Unione Europea.

L’intesa raggiunta durante il secondo round di negoziati

Al termine della seconda giornata di negoziati il consigliere di Zelensky ha riferito che è stata raggiunta un’intesa sul cessate il fuoco temporaneo per permettere corridoi umanitari. Secondo quanto riferito da uno dei negoziatori del Cremlino, il presidente della commissione Esteri della Duma Leonid Slutsky, le evacuazioni dei civili in Ucraina saranno coordinate dai ministeri della Difesa di Mosca e Kiev.

Se da un lato l’Ucraina e la Russia hanno concordato di tenere un terzo round di colloqui all’inizio della prossima settimana in Bielorussia, dall’altro il consigliere della presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, ha scritto in un tweet che:“Purtroppo non sono stati raggiunti i risultati che l’Ucraina voleva. È stata presa solo una decisione sull’organizzazione dei corridoi umanitari”.

Il capo negoziatore di Mosca ha invece sottolineato come “le posizioni della Russia e dell’Ucraina sono chiare. Un accordo è stato raggiunto su alcune delle questioni sollevate” Lo stesso Medinsky ha precisato che sono state discusse questioni umanitarie e militari e una possibile futura soluzione politica al conflitto.

Le dichiarazioni di Putin

A smorzare il clima dei negoziati arrivano però le parole del presidente Putin che in diretta ha dichiarato:”Non rinuncerò mai alla convinzione che russi e ucraini sono un unico popolo” e dopo aver elogiato “i militari russi stanno combattendo per noi, per la Russia, per la pace, il Donbass e la denazificazione dell’Ucraina”, ha annunciato che alle famiglie dei caduti saranno dati “7 milioni di rubli e una diaria mensile” e vi saranno forme di assistenza e risarcimento per i feriti.

Sull’invasione ha invece ribadito che “l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina sta andando secondo i piani” sottolineando che distruggerà “l’anti Russia” creata dall’Occidente perché nessuno può minacciare la Russia, neanche con le armi nucleari. E sulla strage dei civili ha aggiunto: “Ci stiamo preoccupando di fare tutto il possibile per evitare vittime civili, sto parlando anche dei cittadini ucraini.Al ministero dell’Interno ucraino sono tutti neonazisti che insabbiano le prove sul fatto che usano civili come scudi umani”.

“In Ucraina stiamo combattendo i neonazisti, che hanno mercenari stranieri, alcuni vengono dal Medio Oriente e usano i civili come scudi umani”

Il messaggio di Zelensky

In una conferenza stampa in un bunker a Kiev il presidente ucraino Zelensky si è focalizzato su quali potrebbero essere le conseguenze di una vittoria russa:Se L’Ucraina cade, che Dio ci protegga, la Russia passerà ai Paesi baltici, alla Georgia e a ai Paesi dell’Est europeo, per arrivare fino al muro di Berlino”, stimando che il presidente russo potrebbe avere l’obiettivo di ricostruire tutta la vecchia sfera d’influenza dell’URSS. Si è poi rivolto ai Paesi occidentali ringraziandoli per la fornitura di armi ma sottolineando che “forse è troppo tardi, c’è stata una finestra di tempo in cui chiedevamo aiuto ma questa finestra è costata la vita a tanti ucraini“.

Nonostante le sanzioni contro la Russia ritenute “un buon inizio” c’è bisogno di fare qualcosa in più:“Per noi è importante introdurre una no-fly zone per contrastare gli attacchi russi“. Quest’ultima, rigettata in prima battuta dagli Stati Uniti, impedirebbe agli aerei russi di sorvolare l’Ucraina anche se potrebbe portare ad una reazione spropositata da parte della Russia.

“I russi hanno bombardato anche le chiese, se non avete la forza di bloccare il cielo, almeno donateci degli aerei!”

Inoltre il presidente ucraino si è detto pronto ad un dialogo con il presidente russo:“Non è che voglio parlare con Putin. Io devo parlare con Putin, sarebbe l’unico modo per fermare la guerra”. Infine ha ammesso di temere per la vita dei suoi familiari e riferendosi alle prime ammissioni dei vertici militari russi secondo le quali ci sarebbero circa 500 morti tra i loro militari, numero largamente inferiore a quello di altre stime: I russi hanno portato un forno crematorio per nascondere le vittime per non doverli mostrare alle loro madri”. “I soldati russi stanno morendo e nessuno conta i corpi”.

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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